Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Esattamente cinquant’anni fa usciva da Savelli il libro-bandiera della generazione dei baby boomer, che erano allora giovani, quando non giovanissimi. Titolo: Porci con le ali; autori: Giovanni Lombardo Radice e Lidia Ravera, con gli pseudonimi di Rocco e Antonia (i nomi dei due liceali protagonisti, sebbene loro liceali non lo fossero più da tempo); copertina-choc di Pablo Echaurren, allora ventiseienne. Il successo (inaspettato a sentire gli autori, che lo avevano scritto per una circolazione ristretta, fra amici) fu enorme, ne fu tratto anche un film, e certo a quel successo contribuì non poco quella copertina, così urticante per il perbenismo ancora assai diffuso, a dispetto dei rivolgimenti del ’68. Echaurren, pittore ma anche scrittore, era allora un esponente di spicco di quella controcultura fatta di una miscela di alto e di basso, di passione politica e di sberleffi, di cui i giovani più ribelli e creativi si nutrivano (non a caso nel 2014 la Beinecke Library della Yale University, Usa, ha acquisito un ampio fondo di suoi scritti e disegni legati alla sua esperienza controculturale negli anni ’70 e gran parte del suo lavoro di quel decennio è stato digitalizzato dalla Bibliotheca Hertziana-Max Planck Institut fur Kunstgeschichte e posto in rete).
Pablo Echaurren, «Tutto», 1996. © Pablo Echaurren
Pablo Echaurren, «To the unknown artist», 2017. © Pablo Echaurren
Collaboratore, da scrittore e disegnatore, di Lotta Continua e di varie fanzine antagoniste, figlio e fratello d’arte (di Roberto Sebastian Matta e di Gordon Matta-Clark, con il quale ha esposto nel 2013 alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia), collezionista vorace di libri futuristi e di bassi, di cui da ragazzo voleva diventare suonatore, devoto a Duchamp e cultore dei calembour, da allora Echaurren non ha più smesso di dipingere e disegnare, esponendo in Italia e all’estero. Ora, dal 28 febbraio al 19 aprile, è protagonista alla Galleria dell’Incisione di Brescia della personale «Wall of Memories», curata da Raffaella Perna, in cui sono presentati 35 collage realizzati dagli anni ’60 a oggi. Una pratica da lui sempre coltivata, quella del collage, nel solco delle avanguardie del primo ‘900, e continuamente rielaborata in stratificazioni di tempo e di memoria, proprio come accade nell’opera che dà il titolo alla mostra. Personaggi dei fumetti, modelle bellissime, biglietti da un dollaro e insetti repellenti, chitarre basso e omaggi ai futuristi Boccioni e Sant’Elia, tutto si mischia nei suoi collage in un voluto disordine anarchico e rivoltoso. «Con l’atteggiamento sperimentale e la curiosità inesauribile del bricoleur, spiegano dalla galleria, Pablo Echaurren assembla elementi prelevati da fonti diverse, dall’imagerie populaire ai fumetti, dagli slogan degli ultras alla militanza politica, dai santini ai francobolli e alle tavole anatomiche»: tutti temi che testimoniano la sua ramificata curiosità intellettuale, che lo porta a esplorare i territori più disparati e che poi «precipita» in queste tavole cariche di energia.