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Giovanni Curatola
Leggi i suoi articoliStoricamente le città musulmane dal punto di vista urbanistico non sono mai state aperte, anzi. Madinat al-Salama (Città della Pace, fondata il primo agosto 762, che poi diverrà Baghdad) era circolare e con addirittura un duplice cerchio di mura. Ma se essere aperti vuol dire dialogare, ascoltare un discorso interessante o semplicemente starsene per i fatti propri oppure riposare, o, ancora, stare a leggere un libro, mangiare qualcosa o addirittura fumare quando era consentito farlo, e talvolta corteggiare le ragazze con discrezione (con semplici e furtive ma esplicite occhiate come da noi avveniva nelle chiese...) e trovare ombra d’estate e un tetto sotto la pioggia, acqua, un gabinetto... allora questa è la moschea. Edificio che per architettura si apre su tanti fronti (lo so bene che la corrente malikita non permette l’accesso alla sala di preghiera per i non musulmani; ognuno ha, in un certo senso, i suoi lefreviani...), che è multiforme e sfaccettato con lo scopo di portare tutti nella stessa direzione: a Dio passando per Mecca. Una città aperta, qualsiasi città aperta, oggi, non può che avere almeno una moschea!
Giovanni Curatola
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