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Hendrick Avercamp, «Giocatori di colf sul ghiaccio», 1625 ca (particolare)

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Hendrick Avercamp, «Giocatori di colf sul ghiaccio», 1625 ca (particolare)

Un capolavoro del 1625 ca di Hendrick Avercamp acquistato «in società» dal Rijksmuseum e dal Mauritshuis

L’opera rappresenta uno dei contributi più significativi alla pittura olandese di paesaggio e costituisce un’acquisizione di grande valore per il patrimonio artistico nazionale olandese; inoltre, è la prima raffigurazione nota dell’antico gioco del «colf»

Vittorio Bertello

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Un capolavoro del Seicento olandese fa il suo definitivo ritorno a casa. Il Mauritshuis dell’Aia e il Rijksmuseum di Amsterdam hanno annunciato l’acquisto «in solido» di «Giocatori di colf sul ghiaccio», dipinto intorno al 1625 da Hendrick Avercamp (1585-1634). L’opera rappresenta uno dei contributi più significativi alla pittura olandese di paesaggio e costituisce un’acquisizione di grande valore per il patrimonio artistico nazionale olandese.

Prima di approdare stabilmente nelle sale del Rijksmuseum e del Mauritshuis, dove verrà esposto alternativamente consentendo al pubblico di entrambe le città di ammirarlo, il dipinto sarà presentato in anteprima a partire dal 3 ottobre presso lo Stedelijk Museum di Kampen. La cittadina, in cui Avercamp visse e svolse la maggior parte della sua carriera, lo ospiterà nell’ambito dell’«Anno di Avercamp 2026» all’interno della mostra «Avercamp torna a Kampen: il XVII secolo attraverso gli occhi di Hendrick e Barent».

«Giocatori di colf sul ghiaccio» è considerato a tutti gli effetti uno dei punti più alti dell’intera produzione artistica di Hendrick Avercamp. Rispetto alle sue opere giovanili, caratterizzate da ampie vedute d’insieme affollate da una moltitudine di piccole figure, questo dipinto della maturità fissa l’attenzione su un ristretto gruppo di personaggi collocati in primo piano. L’artista utilizza un punto di vista ribassato: scelta prospettica geniale, che proietta lo sguardo dello spettatore direttamente sulla superficie ghiacciata, facendolo sentire parte integrante della scena.

Al centro della composizione spiccano due uomini intenti a giocare a colf, un antico gioco tipico dei Paesi Bassi e considerato il diretto antenato del moderno golf. Attorno a loro si radunano pescatori, passanti e spettatori curiosi che osservano con attenzione le fasi della partita. La tela non è soltanto una magistrale scena invernale, ma costituisce anche la più antica raffigurazione nota del gioco del colf. Alcuni studi preparatori conservati a Dresda testimoniano con quanta cura il pittore abbia sviluppato la composizione, apportando continue modifiche in corso d’opera per rendere l’immagine sempre più espressiva.

L'opera offre una testimonianza visiva straordinariamente vivace della vita quotidiana durante la cosiddetta «piccola Età glaciale», il periodo storico compreso tra il 1575 e il 1625 che vide inverni rigidissimi nei Paesi Bassi. Avercamp riesce a immortalare con pari maestria sia la durezza del freddo sia il divertimento condiviso di pattinatori, camminatori e persone sulle slitte. Gli abiti indossati dai soggetti offrono inoltre un’istantanea variopinta e dettagliata della moda olandese della prima metà del XVII secolo.

La cura dei dettagli e la profonda caratterizzazione dei personaggi rendono questa tela una delle composizioni più intime e innovative di Avercamp, riconosciuto storicamente come il padre dei paesaggi invernali olandesi e primo pittore a specializzarsi quasi esclusivamente in scenari ghiacciati capaci di riunire persone di ogni ceto sociale.

L’acquisizione congiunta riflette la proficua e pluriennale collaborazione tra il Mauritshuis e il Rijksmuseum, resa possibile dal sostegno decisivo del Mondrian Fund, della VriendenLoterij, della Friends of the Mauritshuis Foundation, dell’Associazione Rembrandt (grazie al Van Rijn Fund e al 17th-Century Painting Fund), della Debman Foundation e del Culture Fund.

Taco Dibbits, direttore generale del Rijksmuseum, ha commentato con entusiasmo: «In Olanda il ghiaccio e il divertimento invernale sono legati in modo indissolubile da secoli. Poche cose riescono a unire la popolazione come il freddo: non appena canali, fiumi e laghi congelano, tutti scendono sul ghiaccio en masse, giovani e anziani, ricchi e poveri. Questo dipinto di Avercamp è tra i paesaggi invernali più belli ed emozionanti di sempre».

Hendrick Avercamp, «Giocatori di colf sul ghiaccio», 1625 ca, nella sua interezza

Vittorio Bertello, 16 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Vittorio Bertello

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