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Alessia De Michelis
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A neanche un mese dall’inaugurazione della tanto attesa mostra «The Bayeux Tapestry» (10 settembre-11 luglio 2027) sorgono le prime perplessità. La prevendita dei biglietti era iniziata il primo luglio e in poco tempo gli ingressi fino a dicembre sono andati esauriti. Altri due slot, a ottobre e gennaio, metteranno in vendita ulteriori biglietti, a dimostrazione di un entusiasmo condiviso e diffuso per il temporaneo ritorno in patria dell’opera, realizzata tra il 1067 e il 1079.
L’ingente afflusso ha tuttavia creato disagi nelle modalità di visita e di fruizione dell’Arazzo. «Ci dispiace molto per chiunque non abbia avuto una buona esperienza e vogliamo rimediare», ha dichiarato il direttore del British Museum, Nicholas Cullinan, a Katie Razzall, responsabile Cultura e Media della Bbc, l’ente radiotelevisivo pubblico del Regno Unito.
Alcuni visitatori hanno lamentato tempi d’attesa fino a due ore, mentre la scorsa settimana centinaia di persone in possesso di biglietto non hanno potuto accedere alla mostra perché il museo ha dovuto chiudere prima del consueto orario a causa di un evento privato.
Per far fronte agli eventuali sovraffollamenti (entro un mese dall’apertura sono previsti già 100mila ingressi) e garantire un’esperienza di visita adeguata, è stato deciso di prolungare gli orari di apertura del museo, offrire audioguide e predisporre posti a sedere aggiuntivi e una segnaletica più chiara. Alcune critiche sono state mosse anche sul fronte dell’accessibilità: Cullinan sostiene di aver fatto «tutto il possibile», entro i limiti imposti dalla scelta di esibire l’opera in piano.
Tra i motivi che hanno portato a queste decisioni vi è anche la necessità, emersa dall’esperienza del pubblico, di avere più tempo del previsto per ammirare da vicino il ricamo: l’istituzione aveva infatti calcolato una durata media della visita di 40 minuti.