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Amélie Bernard
Leggi i suoi articoliPer cinque giorni Londra torna a essere uno dei principali centri del sistema internazionale dell'arte. Dal 14 al 18 ottobre 2026, Frieze London e Frieze Masters richiamano nella capitale britannica collezionisti, galleristi, direttori di musei, curatori e advisor, mobilitando un programma di mostre, inaugurazioni, vendite e appuntamenti che attraversa l'intera città. Se Parigi ha progressivamente rafforzato la propria centralità nel mercato europeo, Londra continua a dimostrare una capacità difficilmente eguagliabile di concentrare, nello stesso momento, grandi istituzioni, gallerie internazionali, operatori del mercato e nuove realtà indipendenti.
Il fulcro rimane Regent's Park, dove quasi 300 gallerie provenienti da 48 Paesi partecipano alle due fiere principali. Ma è soprattutto fuori dai padiglioni che si misura l'ampiezza della Frieze Week. Le gallerie programmano alcune delle mostre più importanti dell'anno, i musei inaugurano nuovi progetti e le fiere collaterali sperimentano modelli differenti di relazione tra artisti, pubblico e mercato.
Dalla nuova animazione di William Kentridge alla pittura di Robert Ryman, dai lavori storici di Georg Baselitz alle sperimentazioni sonore di Tarek Atoui, fino alle fiere alternative e alle mostre delle gallerie emergenti, abbiamo selezionato 20 appuntamenti per orientarsi nella settimana dell'arte londinese, attraversando epoche, linguaggi e geografie differenti.
1. Frieze London e Frieze Masters: il centro del mercato internazionale
Regent's Park | 14-18 ottobre 2026
È l'appuntamento attorno al quale si organizza l'intera settimana. Frieze London e Frieze Masters riuniscono quasi 300 gallerie provenienti da 48 Paesi, offrendo due prospettive complementari sul mercato internazionale. La prima si concentra sulla produzione contemporanea, con particolare attenzione alle nuove generazioni di artisti e gallerie. La seconda attraversa millenni di storia dell'arte, dall'antichità al Novecento, costruendo accostamenti tra epoche, scuole e tradizioni collezionistiche. A Frieze London meritano attenzione la sezione Focus, dedicata alle gallerie più giovani, e Artist-to-Artist, che affida ad artisti affermati la segnalazione di colleghi meritevoli di maggiore riconoscimento. Tra le novità figura Code Universe, dedicata ai rapporti tra arte e cultura popolare dalla fine degli anni Settanta a oggi. Frieze Masters propone invece, tra gli altri progetti, sei presentazioni ispirate a Casa Barragán di Città del Messico e alla Cosmic House di Charles e Maggie Jencks a Londra. Le giornate VIP iniziano il 14 ottobre, mentre l'accesso al pubblico è previsto dal pomeriggio del 15.
2. Frieze Sculpture: l'arte contemporanea esce dai padiglioni
Regent's Park | Ottobre 2026
Prima ancora di entrare nelle fiere, il pubblico può incontrare l'arte contemporanea all'aperto. Frieze Sculpture trasforma una parte di Regent's Park in un percorso espositivo che quest'anno riunisce opere di undici artisti, tra cui Angel Otero, Conrad Shawcross e Ivana Bašić. È una componente significativa del programma di Frieze, perché sposta la scultura dal contesto commerciale dello stand a quello dello spazio pubblico, mettendo le opere in relazione con il paesaggio e con un pubblico più ampio. Tra i lavori presentati figura Metanoia di Bašić, artista la cui ricerca affronta le trasformazioni del corpo e della materia. La sezione offre anche l'occasione per riflettere sul rapporto tra produzione artistica, committenza privata e accessibilità dell'arte contemporanea.
3. William Kentridge: un nuovo capitolo della storia di Johannesburg
Goodman Gallery | Fino al 7 novembre
Uno degli appuntamenti più importanti della settimana è la presentazione londinese di «A Nicely Built City», nuovo progetto di William Kentridge. La Goodman Gallery ospita la prima mondiale del dodicesimo film della serie Drawings for Projection, avviata nel 1989. Realizzato nell'arco di nove mesi nello studio dell'artista a Johannesburg, il film prende avvio dall'esplosione di metano che nel 2023 squarciò una strada del centro cittadino. Attraverso la consueta tecnica dell'animazione a carboncino, nella quale i disegni vengono fotografati, cancellati e continuamente modificati, Kentridge costruisce una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla memoria politica del Sudafrica. Il nuovo lavoro si accompagna a sculture, opere su carta e materiali relativi alla produzione di L'Orfeo di Monteverdi, che l'artista ha diretto a Glyndebourne nel corso dell'anno. Una mostra che conferma la capacità di Kentridge di attraversare cinema, disegno, teatro e storia.
4. Georg Baselitz: gli «Eroi» della Germania sconfitta
Thaddaeus Ropac | Londra
La galleria Thaddaeus Ropac dedica una mostra alla celebre serie degli «Eroi» di Georg Baselitz, presentata per la prima volta nel Regno Unito attraverso un'esposizione interamente concentrata su questo ciclo. Nel 1965, a soli 27 anni, Baselitz realizzò circa sessanta dipinti, centotrenta disegni e trentotto stampe, sviluppando una delle immagini più riconoscibili della pittura tedesca del dopoguerra. I suoi protagonisti sono figure monumentali ma sconfitte, vestite di stracci o uniformi lacerate, collocate in paesaggi devastati. La serie nasce nel clima della Germania divisa, quando l'artista si confrontava tanto con il realismo ufficiale della Germania orientale quanto con il nuovo ottimismo economico dell'Ovest. Importante anche il rapporto con l'Italia: durante un soggiorno a Villa Romana, a Firenze, Baselitz approfondì la conoscenza del Manierismo, guardando in particolare a Pontormo e Parmigianino. La mostra permette di tornare a una stagione decisiva della sua ricerca.
5. Robert Ryman: il bianco come questione di pittura
Barbican Art Gallery | Londra
A oltre trent'anni dall'ultima grande esposizione britannica dedicata alla sua pittura, il Barbican presenta «Robert Ryman: The Real Thing», una mostra che riunisce circa sessanta opere dell'artista americano. Ryman è universalmente associato ai dipinti bianchi, ma ridurre il suo lavoro a una scelta cromatica significa trascurarne il significato più profondo. Per l'artista, la pittura era soprattutto un'indagine sui materiali, sulle superfici, sui supporti e sulle modalità con cui un'opera occupa lo spazio. Differenze apparentemente minime nella densità del colore, nella trama del pennello o nel rapporto con la parete diventano gli elementi centrali dell'esperienza visiva. La mostra costituisce uno degli appuntamenti museali più rilevanti della Frieze Week, anche per la possibilità di confrontarsi con una ricerca che ha profondamente influenzato la pittura e il Minimalismo della seconda metà del Novecento.
6. Yuko Mohri: il Barbican diventa uno strumento musicale
Barbican, The Curve | Londra
L'artista giapponese Yuko Mohri, che ha rappresentato il Giappone alla Biennale di Venezia del 2024, presenta In Concert, una nuova installazione concepita per lo spazio The Curve del Barbican. Durante una residenza, Mohri ha esplorato i laboratori e gli ambienti di servizio dell'edificio, recuperando cavi, metalli, vecchie lampade e materiali dismessi. Questi oggetti sono stati trasformati in un sistema di sculture cinetiche e sonore attivate dall'acqua, dall'aria, dalla gravità e dal magnetismo. Piatti metallici risuonano grazie a flussi d'acqua, ventilatori muovono cavi elettrici e piccoli incidenti meccanici generano suoni imprevedibili. L'opera assume un significato particolare nel contesto di un edificio interessato da interventi di restauro: Mohri trasforma le condizioni di deterioramento, manutenzione e riparazione in elementi di una composizione musicale.
7. Tarek Atoui: il suono conquista la Turbine Hall
Tate Modern | Dal 13 ottobre
La nuova Hyundai Commission della Tate Modern è affidata a Tarek Atoui, artista franco-libanese noto per le sue installazioni sonore e per la costruzione di strumenti musicali sperimentali. Il progetto, inaugurato il 13 ottobre nella Turbine Hall, sviluppa ulteriormente la ricerca avviata con I/E (Infinite Ears), dedicata alle diverse modalità attraverso cui il corpo percepisce il suono. Atoui mette in discussione l'idea che l'ascolto sia un'esperienza esclusivamente uditiva, coinvolgendo vibrazioni, materiali, movimenti e relazioni tra persone e oggetti. Durante la Frieze Week, l'installazione sarà attivata anche attraverso performance dal vivo, previste venerdì 16 e sabato 17 ottobre, dalle 19 alle 20.30, con collaboratori tra cui Emptyset, Mazen Kerbaj, Kenichi Iwasa e Aya Metwalli. Un progetto che conferma l'interesse della Tate per opere capaci di utilizzare la scala monumentale della Turbine Hall senza rinunciare alla dimensione sperimentale.
8. Renoir: la vita moderna e le relazioni umane
National Gallery | Londra
La National Gallery presenta «Renoir and Love», la prima grande rassegna britannica dedicata a Pierre-Auguste Renoir dal 2007. La mostra affronta il tema dell'amore in un'accezione ampia, comprendendo le relazioni sentimentali, l'amicizia, la socialità e le forme di incontro nella Parigi della seconda metà dell'Ottocento. Tra i prestiti più importanti figura Bal du Moulin de la Galette del 1876, proveniente dal Musée d'Orsay, uno dei capolavori assoluti dell'Impressionismo. È presente anche Les grandes baigneuses del 1884-87, dalla Philadelphia Museum of Art. Attraverso queste opere, la mostra consente di rileggere Renoir come osservatore delle trasformazioni sociali della modernità, del tempo libero e delle nuove forme di rappresentazione della vita collettiva.
9. Issy Wood: il ritratto contemporaneo entra alla National Portrait Gallery
National Portrait Gallery | Londra
La National Portrait Gallery inaugura un nuovo programma dedicato alla ritrattistica contemporanea con una mostra di Issy Wood, tra le pittrici britanniche più riconoscibili della propria generazione. L'esposizione riunisce una selezione di autoritratti realizzati a partire dal 2020, presentati insieme per la prima volta. Wood lavora su lino, velluto e altri supporti tessili, utilizzando inquadrature ravvicinate che rendono instabile il confine tra ritratto, natura morta e immagine privata. La sua pittura è attraversata da una sensibilità contemporanea, nella quale oggetti, corpi, abiti e frammenti di identità diventano elementi di un repertorio personale. La mostra assume anche un valore istituzionale: la National Portrait Gallery ha già acquisito tre autoritratti dell'artista, inserendola stabilmente nella propria collezione. Nella stessa istituzione è inoltre visitabile Fairyland: Love and Legends, dedicata alla fotografia di Tim Walker.
10. Rebecca Warren: il ritorno londinese dopo quindici anni
Maureen Paley | Bethnal Green
Dopo quindici anni dall'ultima mostra personale a Londra, Rebecca Warren torna negli spazi di Maureen Paley, galleria che ne ha sostenuto il lavoro fin dagli esordi. L'esposizione occupa entrambe le sedi di Bethnal Green e presenta un nuovo insieme di sculture in bronzo, argilla e acciaio. Warren affronta la figura umana attraverso deformazioni, frammentazioni e trasformazioni che attraversano registri differenti, dal corporeo al grottesco, dall'erotico all'astratto. Al centro della mostra si trova There Will Be Another You (2026), una figura femminile reclinata in bronzo, a grandezza naturale, il cui corpo sembra dissolversi e ricomporsi. L'artista ha concepito il progetto come una sorta di retrospettiva alternativa, nella quale forme e intuizioni appartenenti a fasi precedenti della sua ricerca riemergono attraverso opere completamente nuove.
11. Salman Toor: la pittura dell'intimità
Courtauld Gallery, Somerset House | Londra
Con «Salman Toor: Someone Like You», la Courtauld Gallery presenta la prima mostra personale museale europea dell'artista, riunendo diciannove dipinti realizzati dal 2019. Nato in Pakistan e attivo a New York, Toor ha sviluppato una pittura riconoscibile per le atmosfere notturne, le tonalità verdi e la rappresentazione di relazioni affettive, amicizie e situazioni domestiche. I suoi personaggi abitano interni, locali e spazi privati nei quali la dimensione intima assume anche un significato sociale e politico. La mostra permette di osservare come Toor abbia rinnovato la tradizione figurativa attraverso immagini legate all'identità, all'appartenenza e alla rappresentazione delle comunità queer. La presenza dell'artista alla Courtauld conferma inoltre l'attenzione delle istituzioni britanniche verso una generazione di pittori che sta ridefinendo il linguaggio figurativo contemporaneo.
12. Justin Caguiat: la pittura cambia con l'ambiente
Serpentine South | Kensington Gardens
La Serpentine South presenta «Justin Caguiat: Change Ringing», prima mostra istituzionale britannica dell'artista. Il progetto riunisce dipinti sensibili alle variazioni di temperatura e un sistema di campane che interviene nella percezione dello spazio espositivo. La pittura di Caguiat non è concepita come un'immagine immobile, ma come una superficie che reagisce alle condizioni ambientali e al trascorrere del tempo. L'artista mette così in relazione il linguaggio pittorico con fenomeni fisici e processi di trasformazione. La mostra è particolarmente interessante nel contesto della Frieze Week, dominato dalla circolazione commerciale delle opere, perché propone una riflessione sulla loro instabilità materiale e sulla possibilità che l'esperienza visiva cambi continuamente.
13. Amar Kanwar: immagini, violenza e memoria politica
Serpentine North | Kensington Gardens
Nella sede nord della Serpentine, Amar Kanwar presenta The Charcoal Man, una nuova installazione video a sette canali. L'artista indiano sviluppa da tempo una ricerca che intreccia documentario, poesia, testimonianza e riflessione politica, affrontando le conseguenze della violenza, le forme della resistenza e i processi di costruzione della memoria. La nuova opera prosegue questa indagine attraverso una struttura narrativa articolata, nella quale immagini e linguaggi differenti convivono senza convergere necessariamente in un racconto lineare. La presenza contemporanea delle mostre di Kanwar e Caguiat rende le Serpentine Galleries una delle tappe più interessanti della settimana, offrendo due prospettive profondamente differenti sulle possibilità dell'arte contemporanea.
14. Esteban Jefferson: il British Museum visto da un'altra prospettiva
Herald St, Museum Street | Londra
La prima mostra personale di Esteban Jefferson da Herald St, intitolata «British Museum», affronta uno dei temi più controversi del patrimonio culturale internazionale: la presenza dei marmi del Partenone nelle collezioni londinesi. Il progetto nasce dall'osservazione degli spazi vuoti e dei calchi che, nel Museo dell'Acropoli di Atene, ricordano le sculture oggi conservate al British Museum. Jefferson ha successivamente studiato l'allestimento londinese, concentrandosi anche sui dispositivi tecnici che circondano le opere: ventilatori, termometri, purificatori d'aria e strumenti di conservazione. Nei nuovi dipinti questi elementi compaiono accanto alle sculture antiche, rendendo visibili le infrastrutture attraverso cui i musei custodiscono, interpretano e rivendicano i propri patrimoni. Significativa anche la sede della mostra, in Museum Street, a pochi passi dal British Museum.
15. Nicola Turner: una scultura invade l'architettura di Mayfair
Annely Juda Fine Art | Fino al 7 novembre
Chi attraversa Hanover Square può già incontrare la mostra di Nicola Turner prima ancora di entrare nella galleria. Per «I Tear Secrets From Your Yielding Flesh», l'artista ha realizzato un'installazione di lana e crine di cavallo che si sviluppa dagli spazi interni fino alla facciata georgiana di Annely Juda Fine Art. Il lavoro si confronta con la storia dell'edificio, un tempo sede del Royal College of Chemistry, dove William Henry Perkin scoprì il primo colorante sintetico viola, e successivamente utilizzato da una casa di moda specializzata in abiti di alta sartoria. Turner recupera strumenti scientifici, forbici da sartoria, mobili e materiali tessili, trasformandoli in una composizione che affronta memoria, identità femminile e stratificazione storica. L'installazione è uno degli interventi più visibili della settimana nello spazio urbano di Mayfair.
16. Louis Fratino: la nuova pittura figurativa americana
David Zwirner | Londra
La prima mostra personale londinese di Louis Fratino da David Zwirner presenta nuovi dipinti dedicati alla vita quotidiana, agli interni domestici e alle relazioni affettive. L'artista americano ha sviluppato un linguaggio figurativo che rielabora la tradizione della pittura moderna, con riferimenti alla storia dell'arte europea e americana, ma anche a una dimensione autobiografica fortemente riconoscibile. Corpi, stanze, oggetti e gesti ordinari diventano occasioni per riflettere sull'intimità e sulla costruzione dell'identità. La mostra si inserisce nel crescente interesse del mercato e delle istituzioni per una generazione di artisti che utilizza la pittura figurativa per affrontare temi personali e sociali, senza rinunciare a una ricerca formale autonoma.
17. Lucy Dodd: torba, meteoriti e nuovi materiali per la pittura
Sprüth Magers | Fino al 24 ottobre
La pittrice americana Lucy Dodd presenta «The good, the true and the beautiful», una nuova serie di opere astratte nate dal recente trasferimento dell'artista sulla costa scozzese del Moray. I dipinti incorporano materiali raccolti o legati al territorio, tra cui torba bruciata trasportata dal fiume Findhorn dopo gli incendi del 2025, erbe locali, alghe spirulina, pigmenti derivati dalla cocciniglia, inchiostro al rame e polvere di meteorite. Il riferimento iconografico è Artemide, divinità greca della caccia, della natura e della luna, associata dall'artista anche a memorie familiari e figure femminili. Le superfici pittoriche assumono forme circolari e a goccia, evocando dischi lunari, occhi e bersagli. La mostra offre una riflessione sulle possibilità della pittura astratta contemporanea attraverso la relazione diretta tra materia, paesaggio e immaginario simbolico.
18. PAD London: il design da collezione incontra l'arte
Berkeley Square | 13-18 ottobre
La Frieze Week è anche uno dei momenti principali per il mercato internazionale del design da collezione. A Berkeley Square torna PAD London, fiera dedicata al design storico e contemporaneo, agli oggetti d'arte e alle produzioni decorative di alta qualità. Il suo posizionamento è differente rispetto a quello delle fiere di Regent's Park, ma la prossimità geografica e temporale favorisce la circolazione dello stesso pubblico di collezionisti e advisor. PAD testimonia l'interesse crescente per un mercato nel quale i confini tra arte, design, artigianato e oggetti da collezione sono sempre più permeabili. La fiera è anche un osservatorio sulle trasformazioni del gusto e sul ruolo delle gallerie specializzate nella valorizzazione di autori storici e contemporanei.
19. 1-54 Contemporary African Art Fair: le geografie del contemporaneo
Somerset House | 15-18 ottobre
A Somerset House torna 1-54 Contemporary African Art Fair, piattaforma dedicata all'arte contemporanea dell'Africa e della diaspora. La manifestazione riunisce gallerie e artisti provenienti da contesti geografici differenti, contribuendo a consolidare Londra come uno dei principali punti di incontro per questo segmento del mercato internazionale. L'edizione 2026 riserva particolare attenzione al modernismo africano, ampliando lo sguardo oltre le ricerche contemporanee più recenti e valorizzando genealogie artistiche spesso rimaste marginali nella narrazione occidentale del Novecento. La fiera offre l'occasione per osservare come si stiano ridefinendo i rapporti tra mercato, istituzioni e produzione culturale africana, in una fase caratterizzata da una crescente attenzione internazionale.
20. Minor Attractions: l'alternativa indipendente a Frieze
The Newman, Fitzrovia | 13-17 ottobre
Tra gli appuntamenti più interessanti della settimana figura Minor Attractions, fiera indipendente giunta alla quarta edizione. Dopo aver sviluppato un modello espositivo legato agli spazi alberghieri, la manifestazione si trasferisce al The Newman, a Fitzrovia, coinvolgendo oltre 75 gallerie e spazi non profit. L'ingresso gratuito e un programma che comprende musica, performance e appuntamenti serali ne definiscono un'identità distinta dalle principali fiere commerciali. Minor Attractions si inserisce in una tendenza internazionale che vede crescere manifestazioni più flessibili, meno standardizzate e aperte a gallerie emergenti e progetti indipendenti. La sua presenza durante Frieze dimostra come la vitalità di una capitale artistica dipenda anche dalla capacità di offrire spazi e opportunità a operatori che non appartengono necessariamente al circuito dominante.
Una città, molti sistemi dell'arte
La Frieze Week 2026 conferma che la forza di Londra non dipende esclusivamente dalle due fiere principali. La città dispone di un'infrastruttura culturale nella quale grandi musei, gallerie internazionali, fondazioni, spazi indipendenti e mercato convivono all'interno di un calendario estremamente concentrato. Il risultato è una settimana capace di attraversare l'intera storia dell'arte, dal Renoir della National Gallery alla ricerca sonora di Atoui, dalle opere di Baselitz e Ryman alle nuove generazioni della pittura contemporanea.
La selezione potrebbe naturalmente ampliarsi: tra gli altri appuntamenti figurano la nuova fiera Fair Play, organizzata attorno a un modello di partecipazione diretta degli artisti, la prima edizione londinese di London Invitational, il progetto di Es Devlin al Design Museum e le numerose mostre delle gallerie emergenti di Soho e East London. E poi c'è il mercato delle aste. Proprio durante la Frieze Week, Christie’s presenta «Monsoon: The Peter Simon Collection», una delle operazioni più ambiziose della stagione londinese, con quasi duecento opere tra Bacon, Mondrian, Miró, Picasso, de Kooning, Boetti e Warhol. Una vendita che assume un significato particolare nel momento in cui Parigi ha rafforzato il proprio ruolo di capitale europea delle aste.
Amélie Bernard
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Il nuovo rapporto Art Basel-UBS, curato da Clare McAndrew, analizza le abitudini di 3.100 collezionisti facoltosi in dieci mercati internazionali. La Gen Z registra la spesa media più elevata, ma la pittura resta il principale punto d'ingresso nel collezionismo, le gallerie conservano un ruolo centrale e la famiglia continua a essere determinante. Intanto crescono gli acquisti diretti dagli artisti, la ricerca autonoma e il ricorso all'intelligenza artificiale.
Fino all’11 ottobre, l’ex Gouvernement di Gent diventa una «cavea contemporanea», dove arte, design e architettura si incontrano nel segno del confronto. Nella storica sala del consiglio dell’ex Gouvernement di Gent, Brut Collective e DesignUnDisciplined riuniscono oltre quaranta designer, architetti e artisti per «Cavea», progetto di Design Fest Gent che interroga il rapporto tra oggetti, spazio e vita collettiva. Tra i protagonisti Bram Vanderbeke, che porta la materia al confine tra scultura, architettura e design. La sala istituzionale cambia così funzione: dalla gerarchia alla pluralità, dalla decisione al confronto.
Il 1° novembre Christie’s terrà nella capitale degli Emirati la sua prima asta di fine art, vent’anni dopo il debutto della casa d’aste a Dubai. Oltre 70 opere moderne e contemporanee del Medio Oriente e Nord Africa, da Paul Guiragossian a Samia Halaby, Mohamed Melehi e Inji Efflatoun. Ma è soprattutto il momento a essere significativo: tra Frieze Abu Dhabi, l’espansione di Sotheby’s e l’imminente apertura del Guggenheim, la capitale costruita negli ultimi vent’anni intorno ai grandi musei sta aggiungendo alla propria infrastruttura culturale anche quella commerciale.
Il 23 settembre Christie's, a Parigi, presenta la Collezione Graziella Patiño de Ortiz Linares, una straordinaria testimonianza del gusto e della visione di una figura di spicco degli anni '20. Assemblata in oltre quarant'anni nella sua residenza di Avenue Foch, questa collezione di eccezionale coerenza rende omaggio all'eleganza della Francia del XVIII secolo. Composta da 60 lotti straordinari, riunisce dipinti e disegni di maestri, mobili e argenteria reale, a dimostrazione di un livello di rigore e di qualità ineguagliabile. Tra i pezzi forti L’Instant désiré, noto anche come Les Amants heureux, di Jean-Honoré Fragonard. Due corpi stretti in un abbraccio, una luce dorata che dissolve i contorni, pennellate rapide e una materia quasi impalpabile: uno dei temi centrali del Rococò francese diventa qui qualcosa di più instabile e moderno, sospeso tra sensualità, sentimento e presagio della fine di un mondo.



