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Amélie Bernard
Leggi i suoi articoliDue corpi si stringono in uno spazio che sembra sul punto di dissolversi. Lei si abbandona, lui la solleva, i drappeggi si torcono, la luce entra nella carne e rende incerti i confini tra una figura e l’altra. In L’Instant désiré, conosciuto anche come Les Amants heureux, Jean-Honoré Fragonard non rappresenta semplicemente un incontro amoroso: dipinge il momento in cui desiderio e pittura sembrano coincidere.
Il dipinto passerà in asta da Christie’s il 23 settembre, nella vendita serale dedicata alla Collezione Graziella Patiño de Ortiz Linares. È un’opera nella quale si ritrovano molte delle qualità che hanno fatto di Fragonard uno degli interpreti più complessi del Settecento francese: la velocità del gesto, la sensualità della materia, la dissoluzione dei contorni, l’instabilità della scena. Tutto sembra accadere troppo rapidamente per poter essere trattenuto. È proprio questa precarietà a distinguere Fragonard da una parte della pittura galante che lo precede. Formatosi con François Boucher, vincitore del Prix de Rome e inizialmente legato alla pittura di storia e ai soggetti religiosi, Fragonard abbandonò presto la gravità accademica per concentrarsi sul sentimento, sulla seduzione e sull’intimità. Ma mentre Boucher costruisce spesso un erotismo levigato, decorativo, perfettamente controllato, Fragonard introduce nella scena una componente più nervosa. Il piacere è intenso proprio perché può finire.
È il punto in cui il Rococò smette di essere soltanto stile e diventa una forma di coscienza. La società aristocratica degli ultimi decenni dell’Ancien Régime coltiva il piacere, l’amore, il gioco e la conversazione come arti sociali, ma Fragonard sembra percepire già la fragilità di quel mondo. Nei suoi dipinti la felicità non possiede mai una stabilità definitiva. Gli amanti appaiono avvolti da una luce che li esalta e, nello stesso momento, li rende quasi inconsistenti. In L’Instant désiré questa qualità nasce prima di tutto dalla pittura. Le pennellate sono rapide, visibili, apparentemente improvvisate. Le transizioni tra luce e ombra evitano la precisione descrittiva, mentre i drappeggi perdono consistenza e diventano onde, nuvole, movimento. Si potrebbe parlare di uno sfumato rococò, ma la formula rischia quasi di essere troppo ordinata per una pittura che vive invece di continue dispersioni. Fragonard non delimita: suggerisce. Non descrive la carne: la lascia emergere e subito scomparire nella luce.
È la stessa libertà che rende immediatamente riconoscibili opere come Les Hasards heureux de l’escarpolette, la celebre Altalena della Wallace Collection, o Le Verrou del Louvre. Cambiano le situazioni, ma rimane un principio: l’erotismo nasce dal movimento e dalla sospensione. Fragonard concentra la tensione dentro spazi intimi, quasi teatrali, nei quali lo spettatore assume inevitabilmente una posizione voyeuristica. Guarda qualcosa che sembra non dover essere visto. In questo senso L’Instant désiré porta ancora più avanti il meccanismo. L’abbraccio occupa quasi interamente la scena e riduce il mondo esterno a un margine indistinto. La pittura non costruisce un racconto complesso, non offre un prima e un dopo: concentra tutto in un unico istante. È la logica stessa del desiderio, che esiste nella misura in cui pretende di sospendere il tempo.
Il riferimento a Eros e Psiche permette anche una lettura ulteriore. La scena può essere compresa come incontro tra corpo e anima, carne e luce, abbandono ed elevazione. Psiche, letteralmente “anima”, diventa così una figura sospesa tra esperienza sensibile e dimensione spirituale. Ma Fragonard evita di trasformare il mito in allegoria didascalica. Ciò che interessa è la possibilità di rendere la sensualità stessa una forma di trascendenza. È qui che il pittore si allontana dall’immagine più superficiale del Rococò come semplice arte del piacere aristocratico. In Fragonard la sensualità contiene spesso una componente sentimentale, a tratti malinconica. Dalla fine degli anni Settanta e soprattutto intorno al 1780, questa dimensione diventa più evidente: la luce si fa più morbida, i contorni più instabili, l’erotismo comincia a trasformarsi in memoria. Nella serie del Progresso dell’amore per Madame du Barry o nelle opere legate al tema di Amore e Psiche si percepisce già quella sensibilità che condurrà verso il preromanticismo.
Fragonard si trova così in una posizione singolare nella storia della pittura francese. Watteau aveva inventato la malinconia della fête galante, Boucher ne aveva orchestrato la sensualità, Fragonard libera definitivamente il gesto. La pennellata acquista autonomia, la forma sembra prodursi davanti allo spettatore. Ciò che potrebbe apparire non finito diventa energia. Ed è forse questo l’aspetto più moderno di L’Instant désiré. Il quadro non chiede di essere letto soltanto attraverso il soggetto, ma attraverso la sua esecuzione. Il movimento della mano del pittore coincide con quello dei corpi. Le curve delle figure proseguono nei tessuti, i tessuti nella luce, la luce nello spazio. La tecnica diventa emozione.
Anche la figura femminile acquista un ruolo centrale. Non è semplicemente l’oggetto passivo dello sguardo o del desiderio maschile: è il punto luminoso da cui la composizione sembra irradiarsi. La sua pelle raccoglie la luce e la restituisce all’intera scena. Fragonard costruisce la sensualità attraverso questa reciprocità: l’amore non è rappresentato come conquista, ma come fusione. Il dipinto appartiene così pienamente al Settecento e contemporaneamente sembra già indicarne la fine. La cultura illuminista aveva posto al centro ragione, conoscenza e ordine; la cultura della sensibilità cominciava a riconoscere il valore dell’emozione, dell’intimità, della natura e dell’individuo. Fragonard dipinge esattamente nel punto in cui questi due mondi si toccano. Pochi anni dopo, la Rivoluzione francese avrebbe travolto l’universo sociale all’interno del quale questa pittura era nata. Anche per questo, osservato oggi, l’abbraccio di L’Instant désiré acquista un’ulteriore intensità. I due amanti non lo sanno, ma appartengono a un mondo prossimo alla scomparsa. La loro felicità sembra assoluta proprio perché è circoscritta a un istante. Quando il quadro passerà da Christie’s, dunque, non arriverà sul mercato soltanto una scena amorosa di eccezionale virtuosismo. Arriverà un’immagine quasi perfetta della libertà pittorica di Fragonard: la materia che si scioglie, il colore che diventa luce, il desiderio che annulla per un momento la gravità del corpo. Tutto è sospeso, tutto sta per cambiare. Ed è forse questa la vera forza del dipinto: Fragonard non dipinge l’amore come qualcosa che può essere posseduto. Dipinge l’istante irripetibile in cui sembra possibile trattenerlo.
Amélie Bernard
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