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Turchia, scoperto un raro sigillo della prima età ittita

A Büklükale, nell’Anatolia centrale, gli archeologi hanno rinvenuto un piccolo sigillo a stampo con due figure animali, databile probabilmente tra la tarda età dei Karum e la prima fase ittita. L’oggetto, ancora in corso di studio, si inserisce in un sito già noto per tavolette cuneiformi ittite e hurrite e rafforza l’ipotesi di un centro strategico coinvolto nelle reti politiche, religiose e amministrative che precedettero e accompagnarono l’ascesa del potere ittita.

È grande abbastanza da stare nel palmo di una mano, ma potrebbe aggiungere un elemento importante alla ricostruzione della nascita del potere ittita in Anatolia. A Büklükale, nel distretto di Karakeçili, a circa sessanta chilometri a sud-est di Ankara, gli archeologi hanno rinvenuto un piccolo sigillo a stampo decorato con due figure animali e un ulteriore motivo perforato ancora da interpretare. La datazione definitiva non è stata stabilita, ma la tipologia dell’oggetto rimanda a un arco cronologico compreso tra la tarda età dei Karum, le colonie commerciali assire attive in Anatolia, e la prima fase dello Stato ittita.

Lo scavo è condotto da diciassette anni dall’Istituto Giapponese di Archeologia Anatolica sotto la direzione di Kimiyoshi Matsumura e si concentra principalmente nelle aree della cosiddetta Città Bassa e della Città Alta. Il sito occupa una posizione strategica lungo il fiume Kızılırmak, presso uno dei punti di attraversamento che per secoli hanno regolato il movimento di persone, merci ed eserciti attraverso l’Anatolia centrale. È proprio questa collocazione a rendere il nuovo ritrovamento significativo. Büklükale non era un insediamento isolato, ma un nodo lungo una delle principali direttrici di comunicazione dell’altopiano anatolico. Il sigillo si aggiunge così a una serie di evidenze che stanno progressivamente restituendo l’immagine di un centro coinvolto nelle trasformazioni politiche e culturali che accompagnarono il passaggio dal sistema commerciale assiro alla formazione delle strutture di potere ittite.

Il reperto è un sigillo a stampo con manico. Sulla superficie principale compaiono due animali, mentre nella parte inferiore è visibile un secondo motivo caratterizzato da minuscole perforazioni. Né l’identificazione delle figure né il significato preciso del disegno sono stati ancora definiti. Matsumura ha tuttavia sottolineato come la forma del sigillo appartenga a una tradizione documentata tra la fase finale dei Karum e l’antico periodo ittita. La prudenza, in questo caso, è essenziale. Il reperto non può essere utilizzato da solo per dimostrare l’esistenza a Büklükale di un centro amministrativo ittita già in una fase così precoce. Ma la sua tipologia colloca l’insediamento in un orizzonte culturale nel quale commercio, controllo delle merci e nascente organizzazione politica stavano diventando sempre più strettamente collegati.

Nell’Anatolia dell’età del Bronzo, infatti, i sigilli erano molto più che oggetti ornamentali. Venivano impressi sull’argilla per identificare proprietari, autenticare transazioni, chiudere contenitori, magazzini o porte e controllare il movimento delle merci. Il sigillo era dunque contemporaneamente uno strumento amministrativo, un segno di identità e una forma materiale di autorità. Durante il periodo delle colonie commerciali assire, accanto alla lunga tradizione anatolica dei sigilli a stampo circolavano anche sigilli cilindrici, particolarmente diffusi negli ambienti mercantili legati agli Assiri. Con l’affermazione degli Ittiti, il sigillo a stampo tornò invece a occupare una posizione centrale nell’amministrazione. Il piccolo oggetto di Büklükale si colloca quindi precisamente in una fase di transizione, quando pratiche locali e modelli importati convivevano all’interno di un sistema politico ancora in formazione.

Anche la presenza delle figure animali merita attenzione. Gli animali ricorrono frequentemente nella glittica dell’Anatolia e del Vicino Oriente antico, ma il loro significato varia in relazione al contesto, alla cronologia e allo stile. Possono essere emblemi, riferimenti religiosi, simboli di potere o semplici elementi appartenenti a repertori figurativi consolidati. Senza confronti puntuali, qualsiasi interpretazione iconografica sarebbe prematura. È tuttavia proprio la combinazione fra immagine e funzione a rendere il sigillo interessante. Un oggetto amministrativo non era mai completamente neutro. L’autorità che rappresentava si esprimeva anche attraverso la scelta delle immagini, trasformando una superficie di pochi centimetri in un segno riconoscibile di identità e controllo.

Il nuovo ritrovamento si inserisce in un quadro archeologico già particolarmente ricco. Büklükale ha restituito in passato strutture interpretate come parte dell’ingresso di un complesso palaziale e, soprattutto, tavolette cuneiformi ittite rinvenute in una posizione più occidentale rispetto ai principali centri tradizionalmente associati alla documentazione scritta del regno. Dal 2019 il sito ha inoltre restituito testi in lingua hurrita. La loro presenza ha attirato particolare attenzione perché, in Anatolia, tavolette hurrite erano state documentate in precedenza soprattutto in pochi grandi centri legati alla sfera reale ittita, tra cui Hattusa, Ortaköy e Kayalıpınar. È un dato che non permette di definire automaticamente lo status politico di Büklükale, ma suggerisce l’esistenza di connessioni culturali e religiose di alto livello. La lingua hurrita era infatti strettamente legata a tradizioni religiose e culturali che ebbero un ruolo importante nel mondo ittita. La presenza di testi hurriti accanto alla documentazione ittita indica che Büklükale partecipava a reti molto più ampie rispetto a quelle di un semplice insediamento periferico.

Il sigillo con animali potrebbe quindi contribuire a retrodatare alcune di queste dinamiche. Se gli studi confermeranno una collocazione tra la fine del periodo Karum e la prima fase ittita, il reperto offrirà un nuovo punto di osservazione sul momento in cui l’insediamento iniziò a entrare in un sistema amministrativo e politico più strutturato. La posizione geografica spiega almeno in parte questa continuità. Büklükale sorge lungo il Kızılırmak, il più lungo fiume della Turchia e una delle principali direttrici naturali dell’Anatolia. Il controllo di un punto di attraversamento significava controllare transiti, commerci e movimenti militari. Non sorprende quindi che il sito sia stato occupato e riutilizzato da culture e poteri differenti nel corso dei secoli. Gli scavi hanno infatti documentato una stratificazione che arriva fino all’età ottomana. Al di sotto dei livelli più recenti compaiono tracce ellenistiche, fasi dell’età del Ferro e materiali riferibili a diversi orizzonti politici dell’Anatolia, dai Persiani achemenidi ai Frigi, dai Lidi ai Cimmeri. Anche alcune strutture fortificate potrebbero appartenere a queste fasi più antiche, sebbene la loro cronologia necessiti ancora di verifiche.

Redazione, 31 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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