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Una veduta dello Smithsonian Institution Building a Washington

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Nate Lee

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Una veduta dello Smithsonian Institution Building a Washington

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Nate Lee

Trump accusa lo Smithsonian di aver sostituito una narrazione «patriottica» con una visione permeata da un’«ideologia radicale»

L’amministrazione presidenziale continua a puntare il dito contro l’istituzione, ma questa volta lo fa con un rapporto di 162 pagine diffuso dalla Casa Bianca il 4 luglio, nel giorno del 250mo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti

L’indipendenza dello Smithsonian potrebbe essere messa presto alla prova. Con il rinnovo, previsto a settembre, di parte del Board of Regents, l’amministrazione Trump potrebbe rafforzare la propria influenza sulla governance dell’istituzione federale, che riceve oltre il 60% del proprio bilancio da fondi pubblici. Un banco di prova sarà anche la riapertura, prevista in autunno, delle gallerie dedicate all’arte americana dello Smithsonian American Art Museum, dove resta da capire se opere contemporanee come «Manifest Destiny» (2004) di Alexis Rockman manterranno il precedente impianto interpretativo incentrato sul cambiamento climatico.

Il contesto è quello delineato da un rapporto di 162 pagine diffuso dalla Casa Bianca il 4 luglio, nel giorno del 250mo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, dedicato al National Museum of American History. Redatto dal Domestic Policy Council, il documento accusa il museo di aver sostituito una narrazione «orgogliosamente patriottica» con una visione permeata da un’«ideologia radicale», privilegiando le storie di afroamericani, popolazioni indigene, immigrati e donne a discapito dei Padri fondatori, del cristianesimo e dell’identità nazionale.

Il rapporto critica inoltre il modo in cui vengono affrontati temi come la schiavitù, la colonizzazione europea e le conversioni forzate delle comunità indigene, sostenendo che il museo dovrebbe attribuire maggiore rilievo al ruolo del cristianesimo e dei fondatori nella costruzione degli Stati Uniti e nel superamento della schiavitù.

Sotto attacco finiscono anche mostre dedicate alle comunità messicano-americane e filippino-americane, considerate esempi di una cultura «straniera», e l’esposizione «Girlhood (It’s Complicated)», accusata di promuovere posizioni favorevoli all’immigrazione irregolare, ai diritti delle persone transgender e a modelli femminili ritenuti contrari ai valori tradizionali.

In una nota, lo Smithsonian ha ribadito il proprio impegno verso una ricerca «indipendente e apartitica», riaffermando una missione che da oltre 180 anni costituisce uno dei principi fondanti dell’istituzione.

Alessia De Michelis, 09 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

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