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Un rendering aereo della futura sede del Museo Nazionale dell’Ecuador progettato dallo studio SANAA

Courtesy SANAA + Estudio A0, Caa Pora Arquitectura, Jerome Haferd Studio

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Un rendering aereo della futura sede del Museo Nazionale dell’Ecuador progettato dallo studio SANAA

Courtesy SANAA + Estudio A0, Caa Pora Arquitectura, Jerome Haferd Studio

La futura sede del Museo Nazionale dell’Ecuador guarda alle culture pre e post-colombiane

«Living Strata» è il progetto vincitore, firmato da SANAA, lo studio di architettura con sede a Tokyo, che sarà affiancato da Caá Porá Arquitectura, Estudio A0, Jerome Haferd Studio e Taller Capital Landscape. L’avvio del cantiere è previsto nel 2027

Alessia De Michelis

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A firmare il nuovo Museo Nazionale dell’Ecuador sarà SANAA, lo studio di architettura con sede a Tokyo, affiancato da Caá Porá Arquitectura, Estudio A0, Jerome Haferd Studio e Taller Capital Landscape. L’annuncio è arrivato il 19 luglio dal ministro dei Trasporti e delle Opere Pubbliche Roberto Luque, che ha definito il progetto «un’icona culturale e architettonica per Quito, l’Ecuador e l’intera regione».

Intitolata «Living Strata», la proposta si ispira alle culture pre e post-colombiane e ai temi della memoria collettiva, dell’incontro e della relazione con il cosmo. Il museo si svilupperà come un’estensione del vicino Parco La Carolina: una grande piazza pubblica introdurrà all’edificio, mentre il volume, rivestito in terracotta, riprenderà con le sue linee curve il profilo del vulcano Pichincha che domina Quito.

Concepito insieme a consulenti appartenenti alle comunità indigene, afro-ecuadoriane e meticce delle quattro regioni del Paese, il progetto organizza gli spazi pubblici come un paesaggio aperto, attraversato da corti e piazze verticali che mettono in dialogo terra e cielo. Le gallerie, flessibili e riconfigurabili, ospiteranno gli oltre 1,2 milioni di reperti della collezione del Museo Nazionale dell’Ecuador, alternando ambienti raccolti e spazi più aperti per favorire un’esperienza di visita dinamica.

Il team comprende anche i consulenti museali DVDL e Monica Vorbeck, i consulenti culturali Eduardo Kohn e Manari Ushigua e gli ingegneri strutturali di Arup. L’avvio del cantiere è previsto nel 2027.

L’esito del concorso arriva però al termine di un percorso controverso. Inizialmente la giuria aveva assegnato la vittoria allo studio Campo Baeza con MAODA, ma il progetto è stato ritirato dopo le critiche suscitate sui social per la sua scarsa relazione con il contesto e con l’identità ecuadoriana. Il Governo ha quindi riaperto la procedura coinvolgendo nove dei 17 finalisti e introducendo un nuovo sistema di valutazione, composto per l’85% da una giuria tecnica e per il 15% da una consultazione pubblica alla quale hanno partecipato oltre 50.600 cittadini. SANAA ha prevalso con 81,7 punti, superando di appena un decimo Mario Cucinella Architects. La revisione del concorso ha tuttavia suscitato le proteste di diversi partecipanti, che hanno denunciato criticità sul piano della trasparenza e della gestione del processo.

Un rendering della futura sede del Museo Nazionale dell’Ecuador. Courtesy SANAA + Estudio A0, Caa Pora Arquitectura, Jerome Haferd Studio

Alessia De Michelis, 24 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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