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Letizia Battaglia, «Pier Paolo Pasolini al Circolo Turati. Milano», 1972

© Archivio Letizia Battaglia

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Letizia Battaglia, «Pier Paolo Pasolini al Circolo Turati. Milano», 1972

© Archivio Letizia Battaglia

Letizia Battaglia e Davide Tranchina: due generazioni a confronto per l’autunno di Camera

Dopo le tappe di Tours, Arles e Forlì, arriva a Torino il progetto che ripercorre attraverso più di 200 fotografie cinquant’anni di attività della fotografa palermitana. Nella Project Room, invece, l’evoluzione di un autore che ha indagato il rapporto tra fotografia, realtà e costruzione dell’immagine

Alessia De Michelis

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Camera-Centro Italiano per la Fotografia inaugura la stagione espositiva autunnale con un doppio progetto dedicato a due protagonisti della fotografia italiana, appartenenti a generazioni e linguaggi differenti ma accomunati da una profonda riflessione sul potere dell’immagine. Dal 17 ottobre saranno infatti visitabili la grande retrospettiva «Letizia Battaglia. L’opera, 1970-2020», in programma fino al 7 febbraio 2027, e «Davide Tranchina. Lightyears Away», allestita nella Project Room fino al 6 gennaio 2027.

Coprodotta da Camera e Jeu de Paume in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia e curata da Walter Guadagnini, e main partner Intesa Sanpaolo, dopo le tappe di Tours, Arles e Forlì, arriva a Torino il progetto che ripercorre attraverso più di 200 fotografie cinquant’anni di attività. Dai celebri reportage sulla mafia ai ritratti della Palermo quotidiana, dalle feste religiose alle immagini realizzate negli ospedali psichiatrici, il percorso restituisce la complessità di una ricerca in cui esperienza personale, pratica fotografica e impegno civile si intrecciano costantemente. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore, da una selezione di 22 riviste con cui Battaglia collaborò o che fondò e da un docufilm dedicato alla sua vita.

Nella Project Room trova spazio invece la personale di Davide Tranchina (Bologna, 1972), realizzata in collaborazione con la Galleria Studio G7 di Bologna e anch’essa curata da Guadagnini. L’esposizione ripercorre l’evoluzione di un autore che ha indagato il rapporto tra fotografia, realtà e costruzione dell’immagine, maturando la propria pratica nel passaggio dall’analogico al digitale. Il percorso culmina in un’opera inedita, concepita appositamente per gli spazi di Camera, ed è anch’esso accompagnato da catalogo Dario Cimorelli Editore.

Davide Tranchina, «The Way and the Visions #1», 2023. © Davide Tranchina

Alessia De Michelis, 23 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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