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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliTra le pieghe della carta e l’odore antico dell’inchiostro si nascondono spesso le risposte alle domande più inaspettate. Ci si potrebbe chiedere, ad esempio, cosa leggetesse l’uomo di Stato che riuscì nell’impresa storica di annunciare il pareggio di bilancio dell'Italia post-unitaria, o come ci si preparasse, nei dettagli tattici e logistici, ad affrontare una battaglia nel pieno del Cinquecento. A queste e a molte altre curiosità risponde l’asta di Libri e Manoscritti di Wannenes, mettendo all'incanto un catalogo straordinario di 167 lotti capace di attraversare ben cinque secoli di storia e cultura.
A guidare la vendita sono due pezzi eccezionali per rarità e valore. Da un lato c’è la biblioteca personale di Marco Minghetti (stimata 40mila–60mila euro), vera e propria finestra sulla mente del Presidente del Consiglio della Destra Storica; dall’altro figura una riscoperta di primo piano per la storiografia militare, ovvero Delle battaglie de nostri tempi di Giovan Giacomo Leonardi (stimato 60mila–100mila euro), un trattato rinascimentale rimasto finora inedito che raccoglie 39 regole di battaglia, 91 tesi e nove raffinati disegni sugli schieramenti del tempo.
Attorno a questi due perni si sviluppa un viaggio affascinante che parte dal mare, con la sezione dedicata a Malta e Sicilia dominata da un magnifico atlante portolano messinese del secondo Cinquecento disegnato su pergamena, per poi addentrarsi nell'epoca d'oro della stampa. L'umanesimo e il pensiero classico rivivono nelle prime edizioni incunabole della Metafisica di Aristotele e nei testi morali di Valerio Massimo, mentre il corpo umano rivela i suoi segreti anatomici nella prima iconica edizione del De humani corporis fabrica di Andrea Vesalio del 1543, in una suggestiva «copia da studio» vissuta e annotata.
Giovan Giacomo Leonardi, Delle battaglie de nostri tempi. Manoscritto c.a 1540-1552. Courtesy di Wannenes
Proseguendo tra i secoli, la storia delle idee incontra l'eleganza bibliografica: dalle preziose legature con le armi della famiglia Colbert ai volumi dei grandi economisti italiani come Beccaria e Filangieri, che hanno gettato le basi del pensiero moderno. Prima dell'invenzione della fotografia, del resto, l'unico modo per viaggiare con l'arte era sfogliare volumi illustrati, come dimostrano le 741 incisioni delle raccolte medicee del Museum Florentinum o le tavole dedicate alla Biblioteca Laurenziana di Michelangelo.
Il percorso si arricchisce poi del fascino d'Oriente grazie ai colori vividi delle miniature indiane e persiane, che ritraggono principi moghul e falconieri a cavallo, e raggiunge vette di virtuosismo con la grafica antica: tra le incisioni di Marco Ricci e i ritratti veneziani di Giovanni David spicca un’incredibile opera calligrafica di Vincenzo Buzzi del 1824 dove un’aquila prende forma unicamente attraverso i versi ricopiati della Clemenza di Tito di Metastasio.
Non mancano le testimonianze più intime e umane, come un ritratto fotografico che Giuseppe Verdi dedicò a una giovane donna nel 1891 o un biglietto da visita con poche parole di cortesia tracciate di pugno da Alessandro Manzoni. A chiudere l'asta è il Novecento con lo sguardo lucido e tagliente di George Grosz che immortala la società di Weimar in «Ecce Homo». L'appuntamento per aggiudicarsi questi frammenti di storia è fissato per giovedì 15 ottobre alle ore 15 con l'asta Web-live, previa esposizione su appuntamento nella sede milanese di Via Amedei 8 nei giorni 9, 12 e 13 ottobre
Margherita Panaciciu
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