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Il Premio Pittura è stato assegnato ad Alice Fine Art con il «Paesaggio fluviale con barcaioli» di Annibale Carracci

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Il Premio Pittura è stato assegnato ad Alice Fine Art con il «Paesaggio fluviale con barcaioli» di Annibale Carracci

I tre capolavori che definiscono la BIAF 2026

A Palazzo Corsini l’assegnazione dei Premi per la Pittura, la Scultura e le Arti Decorative incorona Carracci, Dupré e Raffaelli

Margherita Panaciciu

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Palazzo Corsini ha riaperto i suoi saloni barocchi affacciati sull’Arno per la 34ma edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze due giorni fa (26 settembre – 4 ottobre), confermandosi il punto di riferimento per il collezionismo «alto» in Italia e in Europa. Tra i suoi stand passa, come è noto, il meglio dell'arte antica ma il momento in cui la fiera tira le somme sulla qualità della sua offerta è la consegna dei tradizionali Premi BIAF, attribuiti dalla Commissione Scientifica e consegnati dal Segretario Generale Bruno Botticelli nel Salone del Trono di Palazzo Corsini (mercoledì 30 settembre alle 12). Tre le opere incoronate quest'anno tra pittura, scultura e arti decorative.

Per la pittura il riconoscimento va alla galleria Alice Fine Art di Rimini con il «Paesaggio fluviale con barcaioli» di Annibale Carracci (Bologna 1560 – Roma 1609), un olio su tela di 66 x 86 cm. Databile alla fine degli anni ottanta del Cinquecento, la tela è una testimonianza fondamentale della rivoluzione del paesaggio moderno: Carracci dissolve la distanza rigida tra uomo e natura, immergendo i barcaioli in uno scorcio d'acqua di forte carica emotiva. Il dipinto, che vanta una celebre attribuzione firmata da Hermann Voss nel 1919 quando si trovava nella collezione Platky a Lipsia, sta già catalizzando l'attenzione di collezionisti privati e direttori di musei.

Il premio Arti Decorative è stato assegnato alla Galleria Verdini con un «Camino monumentale in marmo bianco con pannelli in micromosaico» di Giacomo Raffaelli

Il Premio Scultura è andato alla Galleria Gomiero per la «Baccante stanca» di Giovanni Dupré

Spostandosi sulla scultura, il premio va alla Galleria Gomiero di Montegrotto Terme per la «Baccante stanca» di Giovanni Dupré (Siena 1817 – Fiesole 1882), un’opera in marmo di Carrara su base in marmo Giallo di Siena (66,5 x 109 x 87,5 cm). Eseguita attorno alla metà degli anni Cinquanta dell'Ottocento su commissione diretta del Re del Portogallo, l'opera rappresenta il culmine della fase «neo-greca» del maestro senese. Il candore del marmo di Carrara, modellato in forme fluide e sensuali, contrasta con il tono caldo della base in Giallo di Siena, traducendo in materia quel «lusso pagano» che Dupré stesso teorizzava nelle sue lettere al pittore Antonio Ciseri e avvicinando l'opera al più colto estetismo di matrice internazionale.

Nelle arti decorative vince la galleria Verdini di Roma con un «Camino monumentale in marmo bianco con pannelli in micromosaico» (larghezza 185 cm, altezza 145 cm), firmato all'inizio del XIX secolo dal celebre scultore e mosaicista romano Giacomo Raffaelli (Roma 1753 – 1836). Figura di riferimento della Roma neoclassica e conteso dalle più prestigiose corti europee dell'epoca, Raffaelli arricchisce la struttura marmorea con raffinati inserti in micromosaico di altissima precisione tecnica, trasformando un arredo monumentale in un capolavoro di rara finezza esecutiva.

Margherita Panaciciu, 28 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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