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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliScommettere sulla geografia dell’arte richiede intuito e un pizzico di spavalderia. Christophe Gaillard sceglie di non stare a guardare e, alla vigilia dei vent’anni della sua galleria parigina, decide di puntare su Bangkok. Nel marzo del 2027 aprirà un nuovo spazio espositivo di trecento metri quadrati in Thailandia, il suo primo in Asia dopo le tappe di Parigi, della Normandia e di Bruxelles.
La scelta della sede racconta già molto sulle intenzioni del progetto: la galleria prenderà casa all’interno dell’edificio della Bangkok Kunsthalle, centro d’arte contemporanea nato nel 2024 da un’idea della mecenate Marisa Chearavanont e diretto da Stefano Rabolli Pansera, figura ben nota alle cronache dell’arte per la direzione di Hauser & Wirth a Londra e per il Leone d'Oro all'Angola nel 2013. Ci troviamo a Chinatown, all'interno di un ex complesso editoriale trasformato in cittadella culturale: un contesto urbano vivo, dove l'architettura industriale dialoga con il tessuto storico della città.
L'operazione nasce dalla volontà di creare una piattaforma di scambio reale, non semplice avamposto commerciale. Anche se le attività della galleria resteranno del tutto indipendenti da quelle della Kunsthalle, la condivisione dello stesso tetto risponde all'idea di fare di Bangkok un punto d'incontro tra la scena europea e le ricerche artistiche del Sud-est asiatico.
A inaugurare il programma nel 2027 sarà una mostra collettiva pensata proprio per mettere a confronto le generazioni e i linguaggi: le opere degli artisti del roster della galleria, come Hélène Delprat o Richard Nonas, affiancheranno i lavori di autori provenienti da diversi contesti dell'Asia.
A spiegare le ragioni della scelta è lo stesso Christophe Gaillard: «Crediamo che una galleria debba essere un luogo d’incontro, di scoperta e di dialogo tra artisti, opere e culture. È questa convinzione che ci porta oggi a Bangkok. Con questo nuovo spazio desideriamo consolidare la nostra presenza in Asia e sviluppare il nostro programma artistico nella regione, costruendo al contempo nuove relazioni con artisti, collezionisti e istituzioni locali». Una visione ambiziosa, sintetizzata con lucidità dal gallerista francese con una battuta che suona come una dichiarazione: «In un momento in cui tutti sembrano scegliere la prudenza, ci sembra ragionevole essere irragionevoli».
Margherita Panaciciu
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