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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliNel mese di ottobre la casa d’aste Phillips attraverserà l’Europa da Londra a Parigi, seguendo il calendario delle due grandi settimane internazionali dell’arte - Frieze London e Art Basel Paris - e mettendo in scena un dialogo serrato tra Modernismo, arte del secondo Novecento e contemporaneo. Una geografia che non è casuale e che acquista un significato particolare proprio nel 2026, anno in cui Phillips celebra i suoi 230 anni. Il primo appuntamento sarà a Londra, il 15 ottobre, con la Modern & Contemporary Art Evening Sale. Il nome destinato a catalizzare l'attenzione è quello di Gerhard Richter, protagonista con «Mathis», 1983, stimato tra 6 e 8 milioni di sterline e proveniente dalla collezione di Marcel Brient. È un'opera che porta con sé una storia importante: Richter la dipinge in un momento cruciale della propria carriera, quando la pittura sta prendendo una direzione sempre più libera rispetto al fotorealismo degli anni Sessanta. Qua il colore si fa acceso, quasi acido, la superficie diventa complessa, il gesto assume una nuova centralità. La composizione è inoltre la prima e la più strutturalmente complessa di quattro dipinti astratti intitolati a persone - Mathis, Martha, Marian e Maria - e da circa venticinque anni appartiene alla raccolta di Brient, dove ha occupato una posizione centrale. La provenienza conferisce un ulteriore rilievo a questa stagione di Phillips. La collezione di Marcel Brient, costruita nell'arco di decenni, è una di quelle raccolte private nelle quali il valore delle singole opere coincide con una visione del collezionismo. Ora alcuni dei suoi lavori tornano sul mercato e lo fanno in un momento in cui la provenienza per l'appunto, la rarità e la storia collezionistica sono diventate elementi sempre più determinanti nelle scelte dei grandi acquirenti internazionali. Accanto a Richter, Londra proporrà diverse opere di David Hockney provenienti da una prestigiosa collezione britannica e un dipinto appartenente a un'importante raccolta privata. Tra i protagonisti figura anche Salvador Dalí con «El torrent de la Jorneta», del 1923, stimato 400mila-600mila sterline. È una selezione che mette in relazione artisti e momenti differenti a sottolineare come l'arte di oggi non possa essere compresa senza il lungo percorso delle avanguardie e del Modernismo.
Joan Miró, «Painting», 1930. Courtesy of Phillips
Lucio Fontana, «Concetto spaziale», 1968. Courtesy of Phillips
Pochi giorni dopo, il 21 ottobre, il testimone passerà a Parigi, dove Phillips presenterà alla Galerie Aveline, nell'VIII arrondissement, la sua Vente Art Moderne & Contemporain et Design. La vendita arriva nel pieno di Art Basel Paris, a pochi passi dal Grand Palais, intercettando il pubblico internazionale di collezionisti, curatori e professionisti che in quei giorni si riversa nella capitale francese. La mostra sarà aperta dal 17 al 21 ottobre e, oltre alle opere in asta, comprenderà una selezione destinata alle Private Sales e alcuni lavori dalle prossime aste newyorkesi di arte moderna, contemporanea e design, insieme a una scelta proveniente dagli appuntamenti di Ginevra dedicati a orologi e gioielli. Anche qui il punto forte della proposta è rappresentato dalla collezione Brient. Joan Miró sarà presente con «Painting», 1930, stimato 350mila-550mila euro, un'opera appartenente a una fase fondamentale della ricerca dell'artista, quando il suo linguaggio personale stava assumendo quella libertà di segno e di forma che lo avrebbe portato ai vertici del Modernismo europeo. Il percorso prosegue con Georges Mathieu e «Attila à Torcello», 1961, stimato 120mila-180mila euro, esempio della sua pittura gestuale e della centralità attribuita all'atto stesso del dipingere; con Jean-Paul Riopelle e il suo «Untitled», 1954, valutato 200mila-300mila euro, dove la materia e il colore diventano quasi una superficie fisica; e con Lucio Fontana, autore di «Concetto spaziale», 1968, stimato 450mila-550mila euro.
Forse proprio Fontana a sintetizzameglio il senso della selezione parigina. Nei suoi «Concetti spaziali» la tela smette di essere una superficie intoccabile e diventa un luogo da «attraversare». La stessa tensione verso il superamento della pittura tradizionale, in forme molto diverse, attraversa le opere di Mathieu, Riopelle, Miró e Richter. Viste insieme, queste presenze restituiscono una storia dell'arte moderna come una continua messa in discussione dei propri confini. Londra e Parigi diventano così due tappe di un unico racconto: l prima, nel pieno della settimana di Frieze, guarda soprattutto alla forza internazionale del mercato contemporaneo; la seconda, durante Art Basel Paris, riporta il centro della scena verso le radici europee della modernità. In mezzo c'è il collezionista, sempre più internazionale, che attraversa le due città nello spazio di pochi giorni e che Phillips prova ad accompagnare con un'offerta capace di tenere insieme arte, design, private sales e i diversi segmenti del collezionismo di lusso.
Margherita Panaciciu
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