Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Tiwani Contemporary

Image

Tiwani Contemporary

Stillicidio di gallerie d'arte: chiude anche Tiwani dopo Mnuchin, Air de Paris e Stephen Friedman

La galleria fondata da Maria Varnava chiude la sede londinese e sospende le attività a Lagos. Dopo anni di crescita e di centralità nel racconto dell'arte africana contemporanea, la decisione riflette le difficoltà di un mercato che, dopo l'espansione del periodo 2020-2022, sta attraversando una fase di forte selezione e consolidamento.

Angelica Kaufmann

Leggi i suoi articoli

La chiusura di Tiwani Contemporary rappresenta uno dei segnali più significativi emersi nel mercato internazionale dell'arte nel 2026. La galleria, fondata a Londra nel 2011 da Maria Varnava e diventata nel tempo una delle principali piattaforme dedicate all'arte contemporanea africana e della diaspora, ha annunciato la cessazione definitiva delle attività nella capitale britannica e la sospensione temporanea della sede di Lagos. Nella comunicazione ufficiale la galleria attribuisce la decisione a «difficoltà finanziarie», aggravate dall'aumento dei costi operativi e da un contesto particolarmente complesso per il mercato dell'arte contemporanea. Una scelta definita «estremamente dolorosa» e che arriva dopo quindici anni di attività durante i quali Tiwani ha contribuito in maniera determinante alla visibilità internazionale di numerosi artisti africani.

La vicenda assume un significato che va oltre il destino di una singola galleria. Negli ultimi anni Tiwani era diventata una presenza costante nelle principali fiere internazionali, da Frieze a Art Basel Miami Beach, da 1-54 London ad Art X Lagos, contribuendo a costruire un ponte stabile tra Africa, Europa e Stati Uniti. La galleria aveva inoltre intercettato con anticipo alcuni degli artisti che sarebbero successivamente entrati nel circuito globale, esponendo figure come Njideka Akunyili Crosby, Kapwani Kiwanga, Simone Leigh e Michaela Yearwood-Dan, oltre a rappresentare artisti come Theo Eshetu, presente quest'anno alla Biennale Arte di Venezia. La chiusura arriva in un momento particolarmente delicato per il segmento dell'arte africana contemporanea. Dopo l'entusiasmo che aveva caratterizzato il mercato tra il 2020 e il 2022, culminato con risultati record e una crescente attenzione da parte di collezionisti e istituzioni, il settore sta vivendo una fase di raffreddamento. Il volume complessivo delle vendite all'asta di artisti africani rimane infatti ben al di sotto del picco raggiunto nel 2022, quando il mercato aveva superato i 116 milioni di dollari.

Il caso Tiwani si inserisce inoltre in un quadro più ampio che sta interessando l'intero ecosistema delle gallerie. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i segnali di fragilità anche tra operatori storici e consolidati, dalla chiusura di Air de Paris alle difficoltà finanziarie di alcune realtà londinesi e statunitensi. L'aumento dei costi di gestione, la pressione esercitata dalle fiere internazionali, la concentrazione della domanda su un numero limitato di artisti e la crescente polarizzazione del mercato stanno mettendo sotto pressione soprattutto le gallerie di medie dimensioni. Paradossalmente, la chiusura di Tiwani arriva proprio mentre l'arte africana continua a occupare una posizione centrale nel discorso curatoriale internazionale. La presenza di artisti africani nelle biennali, nei musei e nelle grandi mostre istituzionali rimane elevata. Ciò che appare in trasformazione è piuttosto il modello economico che aveva sostenuto questa crescita negli ultimi anni. La vicenda evidenzia una distinzione sempre più evidente tra riconoscimento culturale e sostenibilità commerciale. La domanda istituzionale continua a essere forte, ma non sempre si traduce in un mercato sufficientemente ampio da sostenere strutture indipendenti impegnate in programmi di ricerca a lungo termine.

Angelica Kaufmann, 07 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Angelica Kaufmann

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Dal 25 luglio al 10 gennaio 2027 il Museo archeologico nazionale di Taranto presenta "L'arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo", un progetto che intreccia archeologia, ricerca scientifica e contemporaneità. Al centro del percorso l'Atleta di Taranto, protagonista di nuove indagini sul DNA, accanto a oltre cinquanta reperti, confronti con le culture del Mediterraneo, opere contemporanee e cimeli dello sport moderno in occasione dei XX Giochi del Mediterraneo.

La dodicesima edizione della Bocconi Art Gallery dedica un ampio focus all'esperienza di Morterone, il piccolo borgo lecchese che dagli anni Ottanta ha costruito uno dei più significativi musei d'arte contemporanea all'aperto in Italia. Trentacinque opere ripercorrono una ricerca che intreccia arte, paesaggio, filosofia e poesia, confermando il ruolo dell'università come luogo di incontro tra formazione, cultura e sperimentazione.

La maglia indossata da Jalen Brunson in Gara 1 delle Finals NBA 2026 è stata venduta da Sotheby's per poco più di un milione di dollari, diventando il cimelio più costoso nella storia dei New York Knicks. L'asta conferma la crescita del mercato internazionale degli oggetti sportivi, sempre più centrale nelle strategie delle grandi case d'asta.

Dal 23 giugno al 6 settembre 2026 la Project Room di Ca' Pesaro ospita Per sempre, fino alla fine, nuova installazione site-specific di Giuseppe Di Liberto, curata da Marta Cereda e Giulia Mariachiara Galiano. Attraverso una scultura che appare e scompare, un intervento olfattivo e riferimenti alla tradizione tipografica veneziana, l'artista costruisce una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul sentimento contemporaneo dell'attesa.

Stillicidio di gallerie d'arte: chiude anche Tiwani dopo Mnuchin, Air de Paris e Stephen Friedman | Angelica Kaufmann

Stillicidio di gallerie d'arte: chiude anche Tiwani dopo Mnuchin, Air de Paris e Stephen Friedman | Angelica Kaufmann