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Stephan Jost

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Stephan Jost

Stephan Jost lascia la direzione dell’Art Gallery of Ontario dopo dieci anni

Ha spiegato di aver raggiunto in anticipo gli obiettivi del piano strategico «Art Gallery of Ontario 2028». Dopo una pausa che potrebbe durare quasi un anno, cercherà un nuovo incarico

Alessia De Michelis

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Sarà il 31 dicembre 2026 l’ultimo giorno di Stephan Jost alla guida dell’Art Gallery of Ontario di Toronto. Dopo un decennio definito «trasformativo», il direttore e Ceo lascerà l’incarico mentre il museo si prepara a una nuova fase, con una ricerca internazionale per il suo successore e una leadership ad interim. Jost ha spiegato di aver raggiunto in anticipo gli obiettivi del piano strategico «Art Gallery of Ontario 2028». Dopo una pausa che potrebbe durare quasi un anno, cercherà un nuovo incarico.

Il lascito più significativo sarà probabilmente la Dani Reiss Modern and Contemporary Gallery, il nuovo spazio progettato da Diamond Schmitt, Selldorf Architects e Two Row Architect, che aprirà nel 2027 aggiungendo poco meno di 4mila metri quadrati alle superfici espositive. Il progetto, interamente finanziato, presenterà oltre 400 opere della collezione, molte delle quali mai esposte.

Durante la sua direzione, il museo ha acquisito oltre 18mila opere, ampliando in modo sostanziale la propria collezione, oggi composta da più di 120mila lavori. Tra gli ingressi più importanti figurano 450 opere di Diane Arbus, 227 di Hiroshi Sugimoto, 200 di Peter Hujar, 170 di Käthe Kollwitz, 450 della Rapp Collection e le 3.500 fotografie della Montgomery Collection of Caribbean Photographs. Il programma espositivo ha inoltre portato a Toronto mostre dedicate, tra gli altri, a Yayoi Kusama, Georgia O’Keeffe, Picasso, KAWS e Andy Warhol.

Jost ha puntato anche sull’accessibilità con il programma «Annual Pass» e l’ingresso gratuito per i residenti dell’Ontario under 25. Oggi conta oltre 200mila membri e un pubblico prevalentemente under 39, con circa il 60% dei visitatori di origine non europea, in sintonia con la composizione multiculturale di Toronto.

In questo decennio Jost ha contribuito inoltre a raccogliere oltre 500 milioni di dollari canadesi (oltre 430 milioni di euro) tra opere e fondi, più che raddoppiando gli asset della Fondazione. Non sono mancati momenti controversi, dalla mancata acquisizione di un’opera di Nan Goldin allo sciopero del 2024 e alle polemiche seguite all’uscita della curatrice di arte indigena Wanda Nanibush nel 2023.

Alessia De Michelis, 03 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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