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Da sinistra: Alice Bucknell, Auriea Harvey, Alfredo Salazar-Caro e Reina Mun

Courtesy Serpentine

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Da sinistra: Alice Bucknell, Auriea Harvey, Alfredo Salazar-Caro e Reina Mun

Courtesy Serpentine

La Serpentine offre una borsa di studio per indagare il rapporto tra arte e tecnologie emergenti

I primi quattro artisti che beneficeranno del finanziamento sono Alice Bucknell, Reina Mun, Alfredo Salazar-Caro e Auriea Harvey

Come cambia la produzione culturale nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale? È la domanda al centro della nuova Future Art Ecosystems R&D Fellowship, il programma della Serpentine Gallery di Londra dedicato al rapporto tra arte e tecnologie emergenti. I primi quattro borsisti, Alice Bucknell, Reina Mun, Alfredo Salazar-Caro e Auriea Harvey, riceveranno 10mila sterline (più di 11.600 euro) ciascuno e un percorso di mentorship, partecipando a sei mesi di ricerca a Londra.

I quattro progetti affrontano prospettive diverse sull’IA. La statunitense Alice Bucknell svilupperà «Medium Sized World», una ricerca sui sistemi capaci di simulare ambienti e prevedere scenari futuri. Reina Mun, ricercatrice a Harvard, indagherà invece il significato di «potenziamento tramite IA», chiedendosi chi ne stabilisca i criteri e come valutarne gli effetti. Il messicano Alfredo Salazar-Caro esplorerà le architetture post-digitali tra sperimentazione artistica, continuità culturale e «mondi rigenerativi», mentre l’italiana Auriea Harvey si concentrerà su artigianato e autorialità nell’epoca della produzione algoritmica.

Il programma punta a mettere in relazione la ricerca artistica con industria, mondo accademico e istituzioni, contribuendo a definire come le nuove tecnologie vengano sviluppate, interpretate e utilizzate nella società. A giudicare i progetti sono, tra gli altri, gli artisti Refik Anadol e Cao Fei, Lila Ibrahim, chief operating officer di Google DeepMind, e l’economista Mariana Mazzucato.

Alessia De Michelis, 03 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

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