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Spazi indipendenti a Torino: corpi, identità e pratiche condivise

Tre indirizzi per esplorare la scena indipendente di Torino durante l’Art Week: da Barriera a Mucho Mas! e IDEM Studio, il corpo, le identità digitali e la creazione collettiva trovano spazio per sperimentare

Nicoletta Biglietti

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Gli spazi indipendenti sono una parte vitale del sistema dell’arte: associazioni, luoghi gestiti da artisti e realtà curatoriali autonome che offrono occasioni di ricerca, produzione e confronto, spesso dando spazio a pratiche e autori ancora poco visibili nei circuiti consolidati. La loro forza sta nella libertà di sperimentare e nella capacità di costruire relazioni con il territorio, affiancando il lavoro di musei e gallerie. A Torino, durante l’Art Week, il percorso tra Associazione Barriera, Mucho Mas! e IDEM Studio attraversa performance, fotografia, ambienti digitali e pittura, intrecciando riflessioni sul corpo, sull’identità e sui modi di creare insieme. Negli spazi indipendenti torinesi la ricerca artistica prende strade diverse, ma torna a interrogare il modo in cui costruiamo un’identità e ci mettiamo in relazione con gli altri. Durante l’Art Week, il percorso tra Associazione Barriera, Mucho Mas! e IDEM Studio attraversa performance, fotografia, ambienti digitali e pittura: dal corpo come luogo di vulnerabilità e resistenza all’immaginazione di un linguaggio collettivo.
All’Associazione Barriera, in via Crescentino 25, Ruben Montini presenta «Io non voglio morire», personale a cura di Sergey Kantsedal, realizzata in collaborazione con Galleria Gaburro di Verona e Milano. In programma dal 1° novembre al 10 dicembre 2026, la mostra mette in dialogo la ricerca dell’artista con l’opera di Hermann Nitsch, attraverso un nuovo corpo di lavori e una performance inedita da cui prende il titolo. Opere performative, scultoree e tessili affrontano l’identità, la vulnerabilità e le esperienze di resistenza delle comunità LGBTQIA+: il corpo diventa il luogo in cui la dimensione personale incontra quella politica.
Il rapporto tra corpo e identità si sposta sul terreno della cultura digitale da Mucho Mas!, in corso Brescia 89, dove «Battle Royale» di Federica Sasso è visitabile fino al 20 gennaio 2027. Nella ricerca dell’artista il corpo è superficie di proiezione, interfaccia e identità in continua trasformazione. Fotografia, video, realtà virtuale e ambienti immersivi sono gli strumenti con cui Sasso esplora l’adolescenza e i nuovi media. La mostra intreccia individualità e tecnologie emergenti, autorappresentazione e avatar, indagando i passaggi tra mondi virtuali e spazio fisico.
Anche IDEM Studio, in via Vincenzo Lancia 4, attinge all’immaginario informatico, ma per riportarlo nella dimensione della pittura e della materia. «Prato fiorito», dal 18 dicembre 2026 al 30 gennaio 2027, richiama nel titolo il celebre rompicapo che dagli anni Novanta ha accompagnato le pause davanti al personal computer, con il suo cambio di nome e di identità visiva. Il progetto prosegue la ricerca dello studio sul rapporto tra pittura, materia e ambiente. Nato dall’esperienza condivisa di Ruggero Baragliu, Samuele Pigliapochi e Angelo Spatola, IDEM sviluppa una pratica di contaminazione reciproca: l’opera prende forma attraverso il confronto e la costruzione di un linguaggio comune, oltre i confini dell’autorialità individuale.

Nicoletta Biglietti, 26 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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