Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Antonello da Messina, «Ritratto d’uomo», 1476, Torino, Palazzo Madama

Image

Antonello da Messina, «Ritratto d’uomo», 1476, Torino, Palazzo Madama

A Palazzo Madama di Torino due mostre tra il sorriso di Antonello e la modernità della città

Due percorsi espositivi esplorano l’identità psicologica nella ritrattistica rinascimentale e l’evoluzione del gusto, della moda e della cultura urbana tra Ottocento e Novecento

Due gli appuntamenti autunnali di Palazzo Madama, a Torino, «L’enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino», dal 12 novembre al 22 febbraio 2027, e «Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884-1961», fino al 22 febbraio 2027. La prima riunisce due capolavori della ritrattistica di Antonello da Messina: il «Ritratto d’uomo» del Museo Mandralisca di Cefalù, celebre come «Ignoto marinaio», e il «Ritratto d’uomo» di Palazzo Madama, noto come «Ritratto Trivulzio». Due volti dipinti a pochi anni di distanza, concentrandosi su un dettaglio che ne determina la diversa presenza: il sorriso. Nel dipinto di Cefalù, il sorriso mobile, ironico, provocatorio, stabilisce un rapporto diretto con chi guarda e lascia aperta l’identità del personaggio. Leonardo Sciascia ne ha inseguito il «gioco delle somiglianze», mentre Vincenzo Consolo gli ha dato una seconda vita letteraria con Il sorriso dell’ignoto marinaio. Nel Ritratto Trivulzio, invece, l’espressione è più raccolta e il sorriso appena accennato sembra rivolgersi verso l’interno. Nella pittura di Antonello da Messina il volto smette progressivamente di essere soltanto fisionomia e diventa luogo di una presenza psicologica. 

«Il corpo della città», curata da Giovanni Carlo Federico Villa, Maria Paola Ruffino e Gregorio Thaon di Revel Mazzonis, affronta invece la Torino che va dall’Esposizione Generale Italiana del 1884 a Italia 61. Dipinti, sculture, fotografie, manifesti, documenti e oltre quaranta abiti di sartorie torinesi (uno nella foto) raccontano una città che, dopo aver perso il ruolo di capitale del Regno, costruisce una nuova identità attraverso industria, cultura, arte e moda. Le quattro sezioni della mostra seguono le diverse fasi della modernizzazione torinese. Le Esposizioni del 1884, del 1902 e del 1911 mostrano l’ambizione della città industriale; negli anni Venti l’arte di Felice Casorati e dei Sei di Torino si confronta con la dimensione urbana e la modernità; negli anni Trenta Torino diventa un centro della moda italiana, mentre la fotografia futurista di Italo Bertoglio e Ottorino Gramaglia registra la nuova velocità della vita cittadina. La guerra impone un diverso rapporto con materiali e consumi. Il dopoguerra riapre invece la città alla cultura internazionale, con Michel Tapié de Celeyran, l’International Center of Aesthetic Research, le nuove gallerie e l’inaugurazione della nuova sede della Gam nel 1959. Il percorso si chiude con Italia 61, quando Torino celebra il centenario dell’Unità d’Italia e mette in scena, attraverso architettura, industria e cultura, l’immagine della città del boom economico.

Modello della sartoria Nebbia, Torino. Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica

Nicoletta Biglietti, 25 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Nicoletta Biglietti

Leggi i suoi articoli

A Palazzo Madama di Torino due mostre tra il sorriso di Antonello e la modernità della città | Nicoletta Biglietti

A Palazzo Madama di Torino due mostre tra il sorriso di Antonello e la modernità della città | Nicoletta Biglietti