Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
Durante una conferenza stampa l’11 settembre, la figlia di Pablo Picasso, Paloma, nonché presidentessa della Picasso Administration, e la presidentessa del Musée Picasso di Parigi, Cécile Debray, hanno comunicato chi saranno i cinque finalisti, tra architetti e paesaggisti, che concorrono per aggiudicarsi la realizzazione del «giardino di sculture di Picasso più importante al mondo». Il progetto rientra nell’ambito di «Picasso 2030», annunciato nel settembre 2025, che prevede di completare entro il 2030 un intervento di restauro volto a creare «un perfetto equilibrio tra una dimora privata del XVII secolo e la sua architettura», per un costo di oltre 50 milioni di euro.
Il vincitore sarà annunciato entro gennaio e sarà scelto tra cinque finalisti: Antoine Dufour e Wagon Landscaping; Lina Ghotmeh, Pierre-Antoine Gatier e Florence Mercier Paysagiste; NeM Niney e Marca Architectes e Atelier Jacqueline Osty & Associés; Stanton Williams, Atelier PNG, Vogt e Francesca Torzo; e Drubigny Architecte e Sarah Price Landscapes.
Oltre a una nuova ala, è prevista infatti la creazione di un giardino di 2.300 metri quadrati, accessibile gratuitamente, che ospiterà una decina di sculture «originali» di Picasso. «Mio padre ha sempre desiderato che le sue sculture fossero vicine alla gente», ha affermato la figlia.
Oltre alla famiglia e al comune di Parigi, determinante è la partecipazione della Don Quixote Foundation, organizzazione filantropica cofondata da Rolly van Rappard, che donerà 60 milioni di euro per il progetto e presterà a lungo termine alcune sculture. La fondazione è inoltre entrata di recente in possesso di quattro statue in bronzo, fuse postume: una pratica alla quale i familiari di Picasso si erano inizialmente opposti, salvo poi cambiare posizione per sostenere la realizzazione del giardino e valorizzare un aspetto «non ancora pienamente riconosciuto» dell’opera dell’artista. Nello spazio verde del museo troveranno quindi spazio anche «La chèvre» (1952), «La guenon et son petit» (1951), «Petite fille sautant à la corde» (1950) e una testa e busto di donna, originariamente del 1930. Anche il Musée Picasso ha commissionato delle fusioni alla fonderia svizzera Saint Gallen, tra cui «Femme au jardin» (1929-30).
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
Altri articoli dell'autore
Saranno presentati il 26 settembre i risultati della residenza, promossa da Mares, che Lucia Cristiani, Martina Ferrari, Benedetta Fioravanti e Krizia León Porta hanno trascorso all’interno dell’ex convento domenicano del XVI secolo
Una mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio restituisce la complessità di una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea
Una mostra che non si limiterà a ripercorrere la carriera dell’artista, ma proverà a restituire quel cortocircuito tra pittura, cinema, musica, poesia e immagini che egli contribuì a trasformare in una nuova forma di esperienza collettiva
Il percorso negli spazi milanesi di Viasaterna si apre con «La Creazione/Neon», la sequenza del 1975 esposta per la prima volta integralmente nella versione realizzata nel 2016



