IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Focus Antiquariato
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a Firenze
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Focus Antiquariato
IL NUMERO DI SETTEMBRE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a FirenzeVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Una mostra che non si limiterà a ripercorrere la carriera dell’artista, ma proverà a restituire quel cortocircuito tra pittura, cinema, musica, poesia e immagini che egli contribuì a trasformare in una nuova forma di esperienza collettiva
- Alessia De Michelis
- 10 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Mario Schifano, 1968
© Patrizia Ruspoli
Palazzo Citterio organizza una festa per l’arte di Mario Schifano
Una mostra che non si limiterà a ripercorrere la carriera dell’artista, ma proverà a restituire quel cortocircuito tra pittura, cinema, musica, poesia e immagini che egli contribuì a trasformare in una nuova forma di esperienza collettiva
- Alessia De Michelis
- 10 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliUna stanza in cui fermarsi e lasciarsi attraversare dalle immagini. Sulle pareti scorrono opere, fotografie e frammenti di una stagione irripetibile, mentre la musica del gruppo «Le stelle di Mario Schifano» riporta in vita l’atmosfera psichedelica della Roma di fine anni Sessanta. È da qui che prende avvio il progetto dedicato a Mario Schifano (1934-98), protagonista della scena artistica italiana e internazionale del secondo Novecento, in programma a Palazzo Citterio a Milano tra gennaio e aprile 2027.
Curata da Marco Meneguzzo, la mostra non si limita a ripercorrere la carriera dell’artista, ma prova a restituire quel cortocircuito tra pittura, cinema, musica, poesia e immagini che Schifano contribuì a trasformare in una nuova forma di esperienza collettiva.
Nella Sala Stirling, una delle due sezioni del progetto ricostruirà infatti lo spirito di libertà e contaminazione dei tardi anni Sessanta, evocando anche l’happening organizzato da Schifano al Piper di Roma nel dicembre 1967: un intreccio di musica, poesia, cinema off e sperimentazione visiva che anticipava, con la sua energia, la stagione della contestazione.
Al secondo piano, invece, circa 100 opere comporranno «Mario Schifano. The Ultimate», offrendo una lettura ampia della sua ricerca. Dai monocromi degli anni Sessanta alle sperimentazioni con i media, fino ai grandi cicli pittorici della maturità, il percorso riunirà opere provenienti da collezioni pubbliche e private.
Due spazi, dunque, e due modi complementari di guardare Schifano: da una parte l’artista che ha costruito un linguaggio capace di attraversare pittura e nuovi media; dall’altra l’uomo immerso in una comunità creativa che, per una notte, fece dell’arte una festa, un happening e una possibile forma di liberazione.