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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliDal 25 gennaio al 24 aprile il Pio Monte della Misericordia di Napoli presenta l’VIII edizione di «Sette Opere per la Misericordia», progetto che invita l’arte contemporanea a confrontarsi con uno dei nuclei simbolici più forti della tradizione occidentale. Le opere di Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan entrano stabilmente nella collezione dell’istituzione come donazioni degli artisti, riaffermando una pratica di mecenatismo che intreccia produzione culturale e impegno sociale.
Esposte nella chiesa del Pio Monte, le nuove opere si collocano in dialogo diretto con «Le Sette Opere di Misericordia» di Michelangelo Merisi da Caravaggio, commissionate nel 1606 dai Governatori dell’Ente. Il confronto non assume la forma di una citazione iconografica, ma si sviluppa come riflessione sul senso contemporaneo della misericordia, intesa come vulnerabilità, cura, relazione e responsabilità collettiva.
Il progetto, ideato nel 2011 da Maria Grazia Leonetti Rodinò e curato sin dalla prima edizione da Mario Codognato, conferma la vocazione del Pio Monte a utilizzare l’arte come strumento di interrogazione etica. La presenza di linguaggi eterogenei, dalla scultura alla pittura, dalla fotografia alle tecniche digitali e ai processi generativi basati sull’intelligenza artificiale, restituisce una lettura plurale del tema, evitando ogni semplificazione retorica.
Nel lavoro di Antony Gormley il corpo umano emerge come luogo originario dell’esperienza e della fragilità, esposto a forze che ne mettono in tensione l’equilibrio. Holly Herndon e Mat Dryhurst affrontano il tema della cura attraverso un’immagine generata con il modello DALL-E, facendo del processo collaborativo un elemento centrale dell’opera. Yu Hong concentra lo sguardo su frammenti del corpo dipinti su fondo dorato, evocando una dimensione insieme iconica e profondamente contemporanea. Max Renkel costruisce un’immagine sospesa tra figurazione e astrazione, mentre David Salle intreccia registri visivi e culturali per riflettere sulla frammentazione dell’esperienza. Marco Tirelli lavora sulla soglia tra visibile e invisibile, affidando alla pittura una funzione di attraversamento mentale. Lee Ufan, infine, propone un gesto essenziale che invita a una contemplazione del vuoto e della relazione tra gli elementi.
Accanto agli artisti affermati, il progetto mantiene una forte attenzione alle nuove generazioni. Il concorso «Sette Opere per la Misericordia», rivolto alle studentesse e agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha assegnato sette borse di studio e ha portato all’ingresso nella Quadreria del Pio Monte delle opere vincitrici, consolidando un percorso che unisce formazione, produzione e visibilità istituzionale.
Con questa edizione, la collezione contemporanea del Pio Monte raggiunge le 56 opere donate da artisti italiani e internazionali. Un patrimonio che si distingue nel panorama museale italiano per coerenza e finalità, costruito nel tempo come spazio di confronto tra la tradizione caravaggesca e le urgenze del presente. In questo senso, «Sette Opere per la Misericordia» conferma il ruolo del Pio Monte come luogo in cui l’arte non è ornamento, ma pratica attiva di responsabilità culturale, fedele al principio che ne guida l’azione da oltre quattro secoli: dal Bello il Bene.
Sophie Seydoux
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