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Veduta aserea dello scavo in prospettiva zenitale

Foto: Università di Catania

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Veduta aserea dello scavo in prospettiva zenitale

Foto: Università di Catania

Scoperta a Tava Tepe, nell’Azerbaigian occidentale, una cucina cerimoniale che illustra la socialità dell’Età del Bronzo

Gli scavi, condotti dall'Università di Catania in collaborazione con l’Accademia delle Scienze di Baku, hanno riportato alla luce una struttura unica nel suo genere, risalente a circa 3.200 anni fa

Vittorio Bertello

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Una cucina che non serviva soltanto a preparare il cibo, ma rappresentava un luogo di incontro, condivisione e costruzione dell’identità collettiva. È la straordinaria scoperta emersa dagli scavi archeologici condotti dall’Università di Catania nel sito di Tava Tepe, nell’Azerbaigian occidentale, dove gli studiosi hanno riportato alla luce una struttura unica nel suo genere, destinata a cambiare la conoscenza delle comunità del Bronzo Tardo nel Caucaso.

La missione, diretta dal professor Nicola Laneri in collaborazione con l’Accademia delle Scienze di Baku e sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha infatti dimostrato che quella individuata nel 2024 non era una semplice cucina risalente a circa 3.200 anni fa, ma l’ultima fase di un edificio che venne ricostruito più volte nel corso dei secoli, conservando ogni volta i resti delle attività precedenti.

Questa continuità rappresenta uno degli aspetti più sorprendenti della scoperta. Ogni nuova costruzione inglobava infatti stoviglie, forni, bracieri e residui dei pasti appartenuti alla fase precedente, quasi a preservare la memoria del luogo e delle pratiche che vi si svolgevano. Un comportamento che testimonia il valore simbolico attribuito allo spazio e che, allo stato attuale delle ricerche, non trova confronti in altri siti archeologici del Caucaso.

Le indagini più recenti hanno permesso di raggiungere il livello più antico della struttura, dove è stato scoperto un ampio terrazzamento in terra battuta sul quale era collocato un grande braciere circolare, destinato alla cottura collettiva dei cibi. Attorno al focolare erano disposti recipienti per la preparazione delle pietanze, mentre numerose ciotole erano state accuratamente raccolte all'interno di un forno pieno di cenere. L’intera costruzione, probabilmente coperta da una tettoia in legno e frasche, doveva essere ben visibile anche da lontano, assumendo un ruolo di riferimento per le comunità che frequentavano l'area.

Secondo gli archeologi, non si trattava di una cucina domestica, ma di uno spazio destinato a cerimonie e banchetti comunitari. L’ipotesi è che Tava Tepe fosse un luogo di ritrovo per gruppi che si spostavano lungo il corso del fiume Kura e che qui si incontravano periodicamente per condividere il cibo, rinsaldare alleanze e consolidare i rapporti sociali. In questo contesto, il pasto assumeva un significato che andava ben oltre il semplice nutrimento, diventando uno strumento di coesione e di costruzione dell'identità collettiva.

A rafforzare questa interpretazione contribuiscono anche le numerose strutture individuate intorno alla cucina cerimoniale: capanne con pavimenti in calcare battuto, installazioni lignee e aree dedicate alla lavorazione degli alimenti, che delineano un complesso organizzato e frequentato da un numero significativo di persone.

Tra i reperti più interessanti figurano alcune «pintadere» in terracotta decorate, piccoli stampi che potrebbero essere stati utilizzati per imprimere motivi geometrici sul pane oppure per contrassegnarlo durante la preparazione (la pintadera è un oggetto tipico di diverse culture preistoriche, come gli aborigeni Guanci nelle isole Canarie, la civiltà nuragica in Sardegna, la cultura dei vasi a bocca quadrata nell’Italia settentrionale e la cultura delle protopalafitte di Bad Buchau, nella Germania meridionale). Un dettaglio che offre uno sguardo sulle pratiche alimentari e simboliche di queste antiche comunità.

Le analisi scientifiche in corso stanno inoltre restituendo preziose informazioni sulla dieta dell'epoca. Dai residui organici conservati all'interno dei recipienti emergono i primi indizi di un'alimentazione basata su una preparazione simile a una polenta di miglio arricchita con miele, accompagnata prevalentemente da carne bovina. Studi archeobotanici, archeozoologici e biomolecolari consentiranno nei prossimi anni di ricostruire con maggiore precisione i cibi consumati durante questi banchetti rituali.

Per Nicola Laneri, la scoperta apre una prospettiva del tutto nuova sulla vita delle popolazioni del Bronzo Tardo nel Caucaso, mostrando come la preparazione e la condivisione del cibo costituissero un elemento centrale delle relazioni sociali. Più che una semplice cucina, quella di Tava Tepe appare dunque come uno spazio cerimoniale nel quale, oltre tremila anni fa, si costruivano appartenenza, memoria e identità attraverso il gesto universale del mangiare insieme.

Oltre al valore scientifico, il progetto rappresenta anche un importante esempio di collaborazione internazionale tra Italia e Azerbaigian. L'obiettivo, oltre a proseguire le ricerche, è valorizzare il sito con iniziative culturali e una futura mostra itinerante che possa raccontare al pubblico l'importanza di Tava Tepe nella storia del Caucaso e delle sue antiche civiltà.

Vittorio Bertello, 06 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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Scoperta a Tava Tepe, nell’Azerbaigian occidentale, una cucina cerimoniale che illustra la socialità dell’Età del Bronzo | Vittorio Bertello

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