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Iris van Herpen, «Morphogeneis Dress», dalla «Sensory Seas» collection, 2020.

Credits David Uzochukwu.

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Iris van Herpen, «Morphogeneis Dress», dalla «Sensory Seas» collection, 2020.

Credits David Uzochukwu.

Scolpire i sensi. Il Brooklyn Museum presenta 140 creazioni di haute couture di Iris van Herpen

La mostra «Sculpting the Senses» al Brooklyn Museum presenta oltre 140 creazioni di haute couture di Iris van Herpen, esplorando il legame tra natura, corpo e tecnologia attraverso materiali innovativi, movimento e design sperimentale

Michelangelo Tonelli

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L’amore per la natura e la disciplina della danza classica. Due forze originarie, complementari, che guidano fin dall’inizio il lavoro di Iris van Herpen. Da un lato l’osservazione dei sistemi naturali, delle loro forme invisibili e dei mutamenti della materia. Dall’altro il controllo del corpo, il movimento nello spazio, la precisione del gesto. Perché Van Herpen fa della moda uno strumento per esplorare la realtà. Un linguaggio progettuale in cui creatività, scienza e sperimentazione si intrecciano. Una visione che emerge chiaramente nella mostra «Iris van Herpen: Sculpting the Senses», che dal 16 maggio 2026 approda al Brooklyn Museum, segnando il debutto nordamericano dell’esposizione. Qui oltre 140 creazioni di haute couture –affiancate da opere di arte contemporanea, oggetti di design e reperti scientifici– mostrano il modo in cui Van Herpen intreccia artigianato, tecnologie d’avanguardia, sostenibilità ed estetiche pionieristiche.

La mostra rende infatti omaggio a una delle designer più innovative della scena contemporanea, capace di operare, con continuità, all’intersezione tra arte e scienza. 

Nata nel 1984 e cresciuta nel villaggio fluviale di Wamel, nei Paesi Bassi, Iris van Herpen sviluppa fin da giovane un legame profondo con la natura, accompagnato dalla passione per la moda, l’arte e la danza – trasmessa dalla madre, insegnante di ballo. L’osservazione dei sistemi naturali e delle loro strutture invisibili diventa presto la lente attraverso cui interpreta il mondo e guida il suo interesse per la creazione di abiti. Questo percorso prende forma durante gli anni del liceo, con un corso di Arte e Design all’Università delle Arti ArtEZ di Arnhem, che consolida la sua visione e apre la strada a esperienze formative con stilisti di calibro internazionale come Alexander McQueen e Claudy Jongstra. Dopo il diploma, si iscrive alla stessa università e nel 2006 si laurea in Design della Moda, pronta a fondare nel 2007 la Maison Iris van Herpen ad Amsterdam, dove unisce la precisione della sartoria couture a un approccio radicalmente innovativo. Già nel 2010, infatti, con la collezione Crystallization, diventa la prima designer a presentare in passerella un abito stampato in 3D.

Van Herpen ha infatti progressivamente superato i confini della moda convenzionale, mantenendo però un legame profondo con la tradizione dell’alta sartoria e introducendo materiali e tecniche sperimentali che ridefiniscono il rapporto tra corpo, abito e ambiente. In questo senso, «Sculpting the Senses», si inserisce nella lunga tradizione del Brooklyn Museum dedicata alle grandi esposizioni di moda e nel suo impegno costante a valorizzare voci femminili pionieristiche. Curata da Cloé Pitiot, curatrice di Art Nouveau, Art Déco e Design contemporaneo, e da Louise Curtis, assistente curatrice del Musée des Arts Décoratifs di Parigi, la mostra è stata presentata per la prima volta nel 2023 proprio al museo parigino. Da lì ha intrapreso un percorso internazionale che l’ha portata alla Queensland Art Gallery | Gallery of Modern Art (QAGOMA), all’ArtScience Museum di Singapore e alla Kunsthal Rotterdam. L’arrivo a New York coincide con l’annuale Brooklyn Artists Ball, occasione in cui Iris van Herpen sarà celebrata. 

Al centro del percorso espositivo c’è una ricerca che nasce dall’osservazione del naturale e si sviluppa attraverso il dialogo con lo scientifico. Van Herpen traduce infatti concetti complessi della scienza in forme sartoriali visionarie, attingendo a discipline che spaziano dalla matematica alle neuroscienze, dalla biologia marina alla paleontologia, dalla micologia alla mineralogia, fino all’astronomia. Le sue creazioni evocano strutture spesso invisibili – le geometrie dei coralli, i sistemi ramificati dei funghi, i pattern del moto planetario, ecc. –  colte e «modellate» su abiti che rendono percepibili dinamiche profonde del mondo naturale.

Ed è il percorso stesso che accompagna il visitatore dalle profondità dell’oceano ai confini dell’universo che mette a fuoco le questioni centrali della ricerca della designer: il corpo nello spazio, il suo rapporto con la moda e con l’ambiente, e il suo futuro in un mondo in così rapida trasformazione. Le sezioni della mostra affrontano infatti varie tematiche – dalla forza dell’acqua all’architettura dei sistemi anatomici, fino all’interconnessione generativa della natura  e – ma ogni nucleo evidenzia l’approccio sperimentale di Van Herpen ai materiali, al movimento e alla tecnologia.

Accanto agli abiti, «Sculpting the Senses» include un’evocazione dell’atelier della designer, offrendo al pubblico un contatto diretto con la dimensione manuale e tattile della creazione couture. Le oltre 140 creazioni dialogano con opere di arte contemporanea di artisti come Philip Beesley, Lanny Bergner, Rogan Brown, Collectif Mé, Casey Curran, Wim Delvoye, Kim Keever, Nick Knight, Jacques Rougerie, David Spriggs e Tim Walker. Il percorso è arricchito da oggetti di design di Ferruccio Laviani, Tomáš Libertíny e Ren Ri, insieme a prestiti di reperti scientifici e di storia naturale – coralli, fossili, scheletri – che richiamano le origini del museo come Brooklyn Institute of Arts and Sciences. E collocando il lavoro di Van Herpen in una più ampia tradizione di creatività interdisciplinare, la presentazione al Brooklyn Museum include anche nuove opere provenienti dalle collezioni del museo stesso, tra cui lavori di Tara Donovan, Harold Edgerton, Senju Hiroshi, Fujikasa Satoko e Rob Wynne. A completare l’esperienza, un paesaggio sonoro multisensoriale realizzato dal compositore e produttore musicale olandese Salvador Breed che accompagna il visitatore lungo il percorso.
 

Iris van Herpen, «Sensory Seas Dress», dalla «Sensory Seas» collection, 2020. Credits David Uzochukwu.

Michelangelo Tonelli, 23 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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