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Il Teatro romano nel Parco archeologico di Brescia romana. © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia

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Il Teatro romano nel Parco archeologico di Brescia romana. © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia

Sarà Chipperfield a ripensare l’antico Teatro Romano di Brescia

L’obiettivo è «continuare nel processo di “liberazione” del teatro, bilanciando le assenze e le presenze, il passato e il presente, un equilibrio molto delicato»

Ada Masoero

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Dopo l’impulso impresso in vista del suo ruolo di Capitale italiana della Cultura 2023 (con Bergamo), Brescia rilancia l’attività di valorizzazione del suo patrimonio archeologico con il Teatro Romano e il contiguo palazzo cinquecentesco Maggi Gambara: posto al centro del Corridoio Unesco (il percorso che, lungo la via dei Musei, congiunge il Capitolium a Santa Giulia), il Teatro Romano, che fu eretto in due fasi tra l’età augustea (44 a.C.-14 d.C.) e quella severiana (II-III secolo d.C.) e che, occultato da costruzioni medievali, è stato riportato alla luce solo nel ’900, era l’unico tassello dell’area archeologica da riordinare.

Ora sarà David Chipperfield (fondatore di David Chipperfield Architects, Milano), Premio Pritzker 2023, al quale il Comune di Brescia, la Fondazione Brescia Musei-Fbm e la locale Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura hanno conferito l’incarico, a stendere il progetto della riqualificazione del sito, di concerto con la Soprintendenza e gli esperti del Comune di Brescia e di Fbm.

Obiettivo, comunica lo Studio Chipperfield Architects, «continuare nel processo di “liberazione” del teatro, bilanciando le assenze e le presenze, il passato e il presente, un equilibrio molto delicato». E, aggiungono i bresciani della Fondazione, metterlo a disposizione della cittadinanza con la massima accessibilità.

Il Teatro romano nel Parco archeologico di Brescia romana. © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia

David Chipperfield. © Christian Werner

Ada Masoero, 25 marzo 2024 | © Riproduzione riservata

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