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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoli«Cecilia Alemani è tra le voci curatoriali più autorevoli del nostro tempo. Le sue mostre dimostrano costantemente una notevole capacità di coniugare la ricerca storica con le urgenze contemporanee, rimanendo al contempo profondamente attenta sia agli artisti che al pubblico».
La reputazione di Cecilia Alemani l’ha condotta fino in Asia e, nello specifico, a Taipei: sarà curatrice della 15ma edizione della Biennale della città, nel 2027. A comunicarlo, il 4 giugno, il Taipei Fine Arts Museum (Tfam), che si dichiara onorato «di darle il benvenuto e non vediamo l’ora di scoprire le nuove prospettive che porterà a Taipei e alla comunità artistica internazionale».
Nata nel 1998 sulle orme delle precedenti mostre di arte contemporanea organizzate dal Tfam, la manifestazione legge la capitale di Taiwan come luogo di produzione e scambio culturale, nonché punto di incontro per artisti, pensatori e pubblico che si confrontano con realtà politiche, ecologiche e tecnologiche in rapida evoluzione.
Non a caso la scelta è ricaduta su Cecilia Alemani, nata a Milano ma attiva a New York, dove dal 2011 dirige e cura la High Line. Nota per aver firmato la 59ma Biennale Arte di Venezia, «The Milk of Dreams», è stata eletta a capo della giuria del «nuovo» Max Mara Art Prize for Women, orientato a una dimensione più internazionale, in collaborazione con il Macan Museum di Jakarta.
A proposito del suo ruolo nella prossima Biennale di Taipei ha dichiarato: «È un immenso privilegio aver ricevuto l’incarico di curare una mostra con una storia straordinaria nel plasmare il discorso sull’arte contemporanea. Intraprendendo il mio primo progetto curatoriale in Asia, provo al contempo entusiasmo e umiltà per questa opportunità. Nell’attuale contesto globale, piattaforme come la Biennale di Taipei assumono un’importanza ancora maggiore. Sono spazi vitali per l’espressione creativa e la resilienza culturale: ci ricordano il potere dell’arte di promuovere il dialogo e la discussione in un momento storico cruciale. Il Museo di Belle Arti di Taipei è da tempo un ponte fondamentale tra narrazioni regionali e prospettive globali, e sono entusiasta di collaborare con la comunità artistica locale per creare una mostra che abbia una profonda risonanza al di là dei confini nazionali».
Alessia De Michelis
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