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Il Teatro Valle

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Il Teatro Valle

Roma, il Teatro Valle riapre dopo 6 anni di restauri: sotto le ridipinture riemerge la «Danza delle ore»

Oltre 11 milioni di euro per recuperare lo storico teatro settecentesco. Gli interventi hanno riportato alla luce decorazioni ottocentesche e conservato le scritte dell’occupazione del 2011. Il Valle sarà la Casa della Drammaturgia Contemporanea del Teatro di Roma

Bianca Castelbarco Albani

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Sedici anni di chiusura, oltre 11 milioni di euro investiti e un restauro che ha riportato alla luce una parte della storia artistica del teatro. Il Teatro Valle di Roma torna alla città dopo un intervento avviato nel marzo 2023, che ha interessato l’intero complesso monumentale, dagli apparati decorativi alla struttura scenica, fino agli impianti e agli spazi destinati al pubblico e agli artisti. La riapertura, presentata il 16 ottobre da Roma Capitale, segna la conclusione di un lungo percorso di recupero e l’inizio di una nuova fase per uno dei teatri storici della capitale. Tra i risultati più significativi del cantiere c’è il recupero delle decorazioni dell’arco del boccascena, dove le indagini stratigrafiche hanno permesso di individuare una «Danza delle ore» ottocentesca, rimasta nascosta sotto successive ridipinture novecentesche. La composizione presenta putti monocromi su fondo in oro zecchino ed è riconducibile agli interventi documentati negli elaborati storici legati a Giuseppe Valadier, architetto che ha segnato l’identità monumentale del teatro. Il recupero è stato condotto attraverso un lavoro congiunto della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, della Soprintendenza statale e dei restauratori incaricati.

L’intervento ha riguardato anche la tela del soffitto, le decorazioni dei palchi, gli scaloni e gli altri elementi storici della sala. Accanto alla conservazione degli apparati artistici, il progetto ha previsto opere strutturali, nuovi impianti tecnologici e scenotecnici, l’adeguamento dei sistemi antincendio e la realizzazione di percorsi accessibili, ascensori e spazi di servizio. Sono stati inoltre rinnovati i camerini, le poltrone della platea e le sedute dei palchetti. Un insieme di lavori che ha richiesto il coordinamento di restauratori, storici dell’arte, architetti, ingegneri e maestranze specializzate, arrivate fino a ottanta presenze quotidiane nelle fasi più intense del cantiere. Il restauro ha però conservato anche una testimonianza di una stagione più recente, che appartiene alla storia politica e sociale del Valle. Sulle scalinate sono rimasti i messaggi e gli slogan contro le discriminazioni realizzati durante l’occupazione del 2011 da parte di attori e lavoratori dello spettacolo, da cui nacque l’esperienza del Teatro Valle Bene Comune. La decisione di mantenerli accanto alle decorazioni storiche riconosce la stratificazione delle vicende che hanno attraversato l’edificio: dalla sua funzione teatrale alle forme di partecipazione civile che ne hanno segnato la storia recente.

Con il completamento dei lavori, il Teatro Valle passa ora alla Fondazione Teatro di Roma, che ne farà la Casa della Drammaturgia Contemporanea. L’obiettivo è creare uno spazio dedicato alla produzione, alla scrittura teatrale e al confronto sul presente, mettendo in relazione la tradizione drammaturgica del Novecento con le voci della scena contemporanea. La nuova stagione è stata inaugurata con «La sera della prima. Sei personaggi in cerca d’autore» di Francesco Piccolo, spettacolo che rievoca la contestata prima rappresentazione dei «Sei personaggi in cerca d’autore» di Luigi Pirandello, andata in scena proprio al Valle nel 1921. Le repliche sono previste fino al 18 ottobre. La riapertura restituisce così alla vita culturale romana un edificio che porta con sé più di tre secoli di storia teatrale. Il lavoro di conservazione ha recuperato le tracce materiali del passato e, al tempo stesso, ha adeguato il complesso alle esigenze della scena contemporanea. La sfida della nuova gestione sarà dare continuità a questa doppia dimensione: tutelare un monumento e mantenerlo un luogo di produzione culturale, capace di accogliere nuove scritture e di misurarsi con il presente.

Bianca Castelbarco Albani, 20 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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