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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl Jewish Museum di Londra, che aveva chiuso i battenti nel 2023 a causa di annose difficoltà finanziarie e organizzative, riapre il 17 giugno. Lo spazio espositivo temporaneo si chiama «Two Rooms» e occuperà due sale espositive del JW3, un centro comunitario ebraico e spazio culturale situato a Hampstead, nella zona nord di Londra, fondato da Nick Viner, presidente del Cda del museo.
L’amministratore delegato del museo Charles Ross ha dichiarato a Ocula (una piattaforma globale e rivista dedicate all’arte moderna e contemporanea) che «probabilmente non c’è mai stato un momento più importante per un museo ebraico». Ross è entrato nell’organico del museo lo scorso autunno; proveniva da Art Sg, la fiera d’arte di Singapore lanciata nel 2023 di cui era amministratore delegato. Secondo il report annuale del Jewish Museum, Ross è stato scelto per la sua «competenza in vendite, sponsorizzazioni, marketing, leadership di gruppo e gestione del bilancio».
Due sono le mostre inaugurali di «Two Rooms»: una è dedicata alla famiglia ebrea che nel 1984 fondò a Londra la catena di negozi di tè e panetterie J. Lyons & Co. L’azienda, che arrivò a gestire circa 200 caffetterie espandendosi in altri settori della ristorazione, venne fondata da Joseph Lyons (che diede il nome all’esercizio) e dai suoi cognati, Isidore e Montague Gluckstein.
L'altra mostra, «Albero della vita: storie dalla collezione del Jewish Museum di Londra», attingerà alla collezione del museo, composta da 35mila oggetti di arte ebraica, fotografie, manufatti e altro materiale, per documentare la storia della vita ebraica in Gran Bretagna. L'oggetto più antico della mostra risale al 1650, il più recente è del 2023. Entrambe le mostre saranno visitabili fino al 18 ottobre.
Viner, presidente del consiglio di amministrazione, ha dichiarato in un comunicato che le mostre «Two Rooms» rappresentano «un passo importante verso la creazione di un nuovo museo che rifletta e celebri la ricchezza, la complessità e il contributo continuo della vita ebraica in Gran Bretagna». Il museo prevede di aprire una nuova sede permanente entro il 2030.
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