Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«Adamo» ed «Eva», di Lucas Cranach il Vecchio (1530 ca; nella foto, un particolare delle due opere)

Foto: Norton Simon Museum, Pasadena

Image

«Adamo» ed «Eva», di Lucas Cranach il Vecchio (1530 ca; nella foto, un particolare delle due opere)

Foto: Norton Simon Museum, Pasadena

Restituzioni: reclamati un dittico di Cranach il Vecchio a un museo di Pasadena e sette acquerelli a quello di Auschwitz-Birkenau

L’«Adamo» ed «Eva» del maestro tedesco facevano parte della collezione di Jacques Goudstikker, il mercante a cui Hermann Göring fece sottrarre oltre 800 opere; le 7 opere su carta erano state invece realizzate da Dina Gottliebova Babbitt, deportata ad Auschwitz e sopravvissuta al campo di concentramento

Due richieste di restituzione di opere d’arte legate alle persecuzioni naziste sono approdate il 14 settembre nei tribunali della California, appena due giorni prima della scadenza di una legge statale che aveva introdotto una nuova possibilità di azione giudiziaria in questo specifico settore. Si tratta degli unici due procedimenti ad aver utilizzato questa norma del 2024 prima della sua scadenza.

Il primo caso, avviato presso il tribunale federale di Los Angeles, riguarda sette acquerelli realizzati nel 1944 da Dina Gottliebova Babbitt, ebrea ceca deportata ad Auschwitz e sopravvissuta al campo di concentramento. Babbitt, che dopo la guerra lavorò anche nell’industria cinematografica di Hollywood, fu costretta a realizzare i ritratti di alcuni prigionieri rom su ordine del medico nazista Josef Mengele. Secondo gli eredi, accettò di dipingere soltanto nella speranza che Mengele risparmiasse lei e la madre dalle camere a gas.

Gli eredi sostengono che Babbitt non abbia mai ceduto volontariamente la proprietà delle opere e chiedono quindi all’Auschwitz-Birkenau State Museum, che le conserva, di restituirle. La richiesta comprende anche un risarcimento per l’utilizzo dei dipinti e una dichiarazione giudiziaria che riconosca la loro proprietà.

Il museo polacco non contesta il ruolo di Mengele nella commissione dei ritratti, ma considera gli acquerelli soprattutto documenti storici. Secondo il suo portavoce Pawel Sawicki, le opere costituiscono una testimonianza unica della persecuzione dei rom e dei sinti e degli esperimenti pseudoscientifici condotti ad Auschwitz. Per il museo, assimilarle alle opere d’arte confiscate dai nazisti significherebbe ignorarne l’origine e la funzione storica: furono realizzate da una prigioniera sotto costrizione e sono inseparabili dal luogo e dai crimini ai quali sono legate.

Il secondo procedimento, davanti al Tribunale Superiore di Los Angeles, riguarda invece «Adamo» ed «Eva», un celebre dittico attribuito a Lucas Cranach il Vecchio e datato intorno al 1530. L’opera faceva parte della collezione di Jacques Goudstikker, importante mercante ebreo olandese, dalla cui galleria Hermann Göring fece sottrarre oltre 800 opere nel giugno 1940.

Dopo la guerra alcune opere della collezione, tra cui il dittico, furono trasferite dagli Alleati allo Stato olandese per la restituzione. Gli eredi sostengono però che nel 1966 i Paesi Bassi abbiano consegnato illegittimamente «Adamo» ed «Eva» a George Stroganoff-Scherbatoff, che ne rivendicava la proprietà e che successivamente lo vendette al Norton Simon Museum nel 1971.

La famiglia Goudstikker aveva già intrapreso una lunga battaglia giudiziaria per recuperare il dipinto, conclusasi nel 2018 con una decisione della Corte d’appello del Nono Circuito (un tribunale federale di secondo grado di giurisdizione intermedia). Quest’organo aveva respinto il ricorso applicando la cosiddetta «act of state doctrine», secondo cui i tribunali statunitensi, in determinate circostanze, non possono giudicare gli atti compiuti da uno Stato straniero all’interno del proprio territorio.

Proprio quella sentenza viene ora rimessa in discussione dal nuovo quadro legislativo federale. L’Holocaust Expropriated Art Recovery Act del 2026, secondo quanto riportato nel testo, limita infatti il ricorso alla dottrina dell’atto di Stato nelle controversie riguardanti opere perdute a causa delle persecuzioni naziste.

Il Norton Simon Museum sostiene dal canto suo che, dopo decenni di contenzioso, diversi tribunali abbiano confermato la validità del suo titolo di proprietà e afferma di voler continuare a esporre l’opera al pubblico.

Per entrambe le cause si apre ora una nuova fase processuale. I musei potrebbero chiedere ai giudici di respingere i procedimenti, sollevando questioni relative alla validità delle norme applicate, alla giurisdizione e, nel caso del museo di Auschwitz, all’immunità degli enti riconducibili a uno Stato straniero. Saranno dunque i tribunali a stabilire se le nuove disposizioni legislative possano riaprire questioni che, almeno in parte, sembravano ormai chiuse.

Roberto Mercuzio, 30 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Roberto Mercuzio

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Dalle sue mani sono passati alcuni dei più importanti capolavori affidati alle cure dell’Opificio delle Pietre Dure: dal Crocifisso di Cimabue alla «Primavera» di Botticelli, dalle Croci di Giotto di Santa Maria Novella e Ognissanti al «Tabernacolo dei Linaioli» del Beato Angelico

Al riallestimento e alla riapertura si aggiungono la restituzione al pubblico del primo e del secondo terrazzamento della Certosa, recentemente recuperati, fino alla terrazza della Magnolia

Nel gruppo figurano anche 14 mosaici di particolare pregio, sottratti da una villa di epoca romana in Siria e collegati alle attività del mercante d’arte Georges Lotfi

In un intervento pubblicato sul quotidiano britannico «The Guardian», il primo ministro ellenico ha sostenuto che è arrivato il momento di compiere «il passo decisivo»

Restituzioni: reclamati un dittico di Cranach il Vecchio a un museo di Pasadena e sette acquerelli a quello di Auschwitz-Birkenau | Roberto Mercuzio

Restituzioni: reclamati un dittico di Cranach il Vecchio a un museo di Pasadena e sette acquerelli a quello di Auschwitz-Birkenau | Roberto Mercuzio