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Massimo Osanna, Almerinda Padricelli e Brunella Velardi, con alle spalle la Lancia Reale a 24 remi di Carlo di Borbone, costruita a metà del Settecento

Foto tratta da Facebook

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Massimo Osanna, Almerinda Padricelli e Brunella Velardi, con alle spalle la Lancia Reale a 24 remi di Carlo di Borbone, costruita a metà del Settecento

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Alla Certosa di San Martino torna la Sezione Navale: la storia della marineria napoletana guarda al futuro

Al riallestimento e alla riapertura si aggiungono la restituzione al pubblico del primo e del secondo terrazzamento della Certosa, recentemente recuperati, fino alla terrazza della Magnolia

Roberto Mercuzio

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A Napoli, alla Certosa di San Martino, è stato inaugurato il 25 settembre il nuovo allestimento della Sezione Navale, uno dei nuclei storici del museo del Vomero, ospitato nelle sale affacciate sul Golfo di Napoli. La riapertura ha coinciso con la fase preliminare della 38ma America’s Cup Louis Vuitton, creando un suggestivo collegamento ideale tra le imbarcazioni borboniche del Settecento e gli avveniristici Ac40 che solcano oggi le acque del golfo.

Il progetto, realizzato dall’architetta Lucia Anna Iovieno, è stato illustrato da Massimo Osanna, capo del Dipartimento per le Attività culturali del Ministero della Cultura, e da Almerinda Padricelli, direttrice dei Musei Nazionali del Vomero. L’obiettivo è quello di restituire al pubblico una parte importante del patrimonio di San Martino attraverso un linguaggio contemporaneo, capace di mettere in relazione le collezioni con la storia della città, il paesaggio e il mare.

«La riapertura della Sezione navale restituisce al pubblico uno dei nuclei storici del Museo di San Martino», ha sottolineato Osanna, evidenziando come le imbarcazioni permettano di raccontare non soltanto la storia della navigazione, ma anche i saperi della cantieristica, il lavoro degli equipaggi e il rapporto secolare di Napoli con il mare. Una prospettiva resa ancora più significativa dalla posizione della Certosa, che dalle sue terrazze offre una vista privilegiata sul Golfo.

Il nuovo allestimento, curato da Padricelli con la collaborazione di Brunella Velardi, referente della Certosa, e la consulenza scientifica di Pierangelo Campodonico, dirigente dell’Istituzione Mu.Ma-Musei del Mare e delle Migrazioni, punta su pochi elementi essenziali per valorizzare le opere. I basamenti modificano la percezione dello spazio e propongono punti di vista insoliti: la Lancia di Umberto I, ad esempio, è inserita in un ambiente che richiama uno specchio d’acqua, mentre il caicco da parata emerge da un parapetto sagomato come un’onda. Nuovi colori e un’illuminazione mirata contribuiscono a mettere in risalto dettagli e particolari delle imbarcazioni.

Il cuore della Sezione Navale resta rappresentato da tre grandi testimonianze della storia marittima napoletana. La più antica è la Lancia Reale a 24 remi di Carlo di Borbone, costruita a metà del Settecento nell’antico Arsenale napoletano e lunga circa 20 metri. Accanto si trova la Lancia Reale a 14 remi di Umberto I di Savoia, realizzata nel 1889, con uno scafo di 14 metri. Completa il percorso il sontuoso Caicco da parata a sei remi, donato dal sultano Selim III a Ferdinando IV di Borbone nella seconda metà del XVIII secolo, lungo oltre 11 metri.

Il percorso comprende inoltre modelli in scala di fregate, corvette e cannoniere realizzate dalle maestranze napoletane, stabiesi e veneziane, insieme a dipinti raffiguranti battaglie navali e il varo di navi, polene e armi dell’epoca. A breve ogni imbarcazione, manufatto e dipinto sarà inoltre corredato da un Qr code per consentire ai visitatori di approfondirne origine, funzione e vicende storiche.

A rendere ancora più contemporanea l’esperienza è la postazione interattiva installata nel piano ammezzato. Si chiama «Rotta su Napoli» ed è un videogioco ideato e realizzato da Ett (industria digitale e creativa italiana del Gruppo Dedagroup, specializzata nella valorizzazione del patrimonio culturale): un simulatore di battaglie navali ambientate nel Golfo di Napoli in tre diverse epoche. Da uno a nove giocatori possono comandare riproduzioni virtuali di antiche imbarcazioni, rispettandone le caratteristiche di movimento e navigazione.

L’esperienza è pensata anche per bambini e persone con disabilità motoria, grazie a postazioni accessibili che consentono di partecipare al gioco e conoscere la storia attraverso una modalità interattiva. Per Giuseppe Guerrisi, amministratore delegato di Ett, l’obiettivo è trasformare il gioco in uno strumento di conoscenza, mantenendo al centro l’affidabilità dei contenuti.

«Abbiamo pensato ad un riallestimento snello e accessibile», ha spiegato Padricelli, «che colleghi il passato, con le sue magnifiche imbarcazioni, al presente attraverso il gaming e guardi al futuro grazie al dialogo visivo con le imbarcazioni della Coppa America». Un modello che la direttrice immagina di poter estendere anche alle altre sezioni dei tre musei del Vomero.

La riapertura della Sezione Navale è stata accompagnata anche dalla restituzione al pubblico del primo e del secondo terrazzamento della Certosa, recentemente recuperati, fino alla terrazza della Magnolia. Un ulteriore tassello di un percorso che amplia gli spazi verdi accessibili ai visitatori e rafforza il rapporto tra museo, architettura e paesaggio. Dalla Certosa, infatti, la storia delle imbarcazioni custodite nelle sale può essere letta direttamente nel panorama del Golfo: un paesaggio che, secoli dopo, continua a essere uno dei grandi protagonisti della storia marittima di Napoli.

La prua della Lancia Reale a 24 remi di Carlo di Borbone. Foto tratta da Facebook

Roberto Mercuzio, 28 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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