Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliDiversi resti umani rinvenuti nella villa romana di Brading, sull’isola di Wight, nel sud dell’Inghilterra, sta suggerendo agli archeologi una nuova prospettiva sugli ultimi decenni della Britannia romana. Secondo uno studio pubblicato di recente, le ossa potrebbero appartenere a persone morte durante un unico episodio di violenza, oppure nel corso di una serie di feroci eventi ravvicinati avvenuti nel IV secolo d.C., in una fase particolarmente turbolenta della storia dell’Impero.
La villa di Brading è uno dei siti romani più noti del Regno Unito, famosa soprattutto per i mosaici raffiguranti Bacco, Medusa e altre scene mitologiche. Già durante i primi scavi condotti tra il 1880 e il 1881 furono rinvenuti resti umani sparsi in diversi ambienti dell’edificio; all’epoca, però, questi reperti ricevettero scarsa attenzione e la loro posizione non venne documentata con la precisione attualmente richiesta dall’archeologia.
Nuove campagne di scavo, realizzate tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, hanno riportato alla luce altri resti sia all’interno sia all’esterno della villa. Tra le scoperte più insolite figura lo scheletro di un adolescente deposto sul fondo di un pozzo insieme ai resti di tre giovani cani. Complessivamente, gli studiosi hanno identificato almeno quattro adulti, un adolescente e un neonato.
Per comprendere quando queste persone vissero e morirono, i ricercatori hanno sottoposto alcuni reperti all’analisi al radiocarbonio. Quattro campioni ossei hanno restituito una datazione compresa tra il 220 e il 400 d.C., con una maggiore probabilità che i decessi risalgano alla fase finale dell’occupazione romana della Britannia. Questo risultato esclude che i resti appartengano a un periodo successivo al ritiro dell’autorità romana dall’isola.
Le ossa raccontano anche una vicenda inquietante. Alcune presentano evidenti segni di taglio, prodotti quando i corpi erano ancora freschi o prima della sepoltura. Altre mostrano morsi attribuiti a cani o volpi, suggerendo che almeno parte delle vittime fosse stata sepolta in fosse poco profonde e successivamente dissotterrata dagli animali, con la conseguente dispersione delle ossa.
Anche i reperti numismatici sembrano rafforzare l’ipotesi di un evento eccezionale. La raccolta di circa novanta monete rinvenute nella villa presenta infatti una strana interruzione tra il 330 e il 348 d.C., un’anomalia piuttosto rara nei siti romani della Britannia. Secondo gli studiosi, questa lacuna potrebbe riflettere un breve periodo di abbandono dell’edificio, seguito da una riorganizzazione di alcuni ambienti.
Gli autori dello studio collegano questi indizi a una fase di forte instabilità politica. Dopo la sconfitta dell’usurpatore Magnenzio nel 353 d.C., l’imperatore Costanzo II ordinò dure repressioni contro i presunti sostenitori del rivale in Britannia. Lo storico romano Ammiano Marcellino descrive arresti, torture, esecuzioni e confische di beni durante quella campagna.
Da parte degli stessi ricercatori, tuttavia, si invita alla prudenza. Le prove archeologiche coincidono con il periodo storico delle repressioni, ma non consentono di stabilire con certezza chi fossero le vittime né quale sia stata la causa della loro morte. Inoltre, la documentazione incompleta degli scavi ottocenteschi impedisce di ricostruire con precisione il contesto originario di molti resti.
Pur con questi limiti, il caso della villa di Brading rappresenta una scoperta eccezionale. La combinazione di datazioni, segni di trauma, tracce lasciate dagli animali e cambiamenti nell’uso dell’edificio suggerisce che il sito sia stato teatro di un episodio violento, ancora avvolto dal mistero, che potrebbe gettare nuova luce sugli ultimi e più difficili anni della presenza romana in Britannia.
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Gli scavi si sono ora concentrati sulla sommità del tumulo, databile intorno al 4100 a.C. I ricercatori hanno identificato una cavità delimitata da pietre e una base realizzata a gradoni
L’importo stabilito per l’acquisizione è stato di 600mila euro. L’opera, datata al 1828, risale al termine del primo soggiorno italiano di Corot, un periodo cruciale per la sua formazione artistica
I reperti ritrovati, di straordinaria fattura, conservano ancora la lucentezza originale del metallo
L’ingresso della nuova ricostruzione scientifica in bronzo di uno dei massimi capolavori della scultura greca inaugura l’iter di valorizzazione delle storiche matrici dell’ex Fonderia Chiurazzi, celebre anche per aver realizzato la Quadriga dell’Unità che domina l’Altare della Patria



