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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliEra tutto pronto per l’espatrio di un dipinto di Jean-Baptiste-Camille Corot raffigurante la baia di Napoli con Castel dell’Ovo. Ha detto «stop» l’Ufficio esportazione di Firenze, che ne ha proposto l’acquisto per lo Stato. Il decreto di acquisto è datato 30 giugno 2026 ed è firmato dal direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero della Cultura Fabrizio Magani. L’importo stabilito per l’acquisizione è stato di 600mila euro. L’opera, datata al 1828, è ora destinata al Museo e Real Bosco di Capodimonte.
Il dipinto risale al termine del primo soggiorno italiano di Corot, tra il 1825 e il 1828, un periodo cruciale per la sua formazione artistica. Corot arriva a Napoli nella primavera del 1828, sull’onda delle descrizioni dello scrittore Stendhal, che aveva entusiasticamente definito la città «la più bella del mondo». Vi rimane quasi due mesi. In questo periodo Corot sviluppa la ricerca sulla luce che diventerà il suo tratto distintivo.
Nella tela acquistata dal MiC, la veduta del Golfo con il profilo del Castel dell’Ovo rappresenta una testimonianza significativa di quella svolta stilistica, che influenzò gran parte della sua produzione successiva. Le barche appena visibili all'orizzonte richiamano gli orari di uscita dei pescatori napoletani, in mare alle prime luci del giorno. L'atmosfera vaporosa sopra il golfo restituisce l’effetto dei venti mattutini, mentre le acque vicino alla costa restano ancora quiete.
Per il Ministero della Cultura l'acquisizione ha un peso doppio: porta nelle collezioni pubbliche un soggetto identificato con il paesaggio simbolo della città, il Castel dell'Ovo e il Golfo, e conferma il ruolo di Napoli come tappa di riferimento per la pittura di paesaggio europea dell'Ottocento. Il dipinto entra ora stabilmente nel patrimonio del museo di Capodimonte, ad affiancare le altre opere della collezione dedicate al paesaggio napoletano dell'Ottocento.
Gaspare Melchiorri
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