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Il Tepidarium del Roster dopo il restauro

Courtesy Comune di Firenze

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Il Tepidarium del Roster dopo il restauro

Courtesy Comune di Firenze

Restaurato a Firenze il Tepidarium del Roster, splendida architettura in vetro e ghisa

Gemma del Giardino dell’Orticoltura, istituto nel 1859 come orto e giardino sperimentale, il grande ed elegante edificio dagli echi moreschi ospiterà mostre ed eventi

Firenze, 18 maggio 1880: sulle pagine del quotidiano «La Nazione» Yorik descrive un «immenso tepidario», un’«elegantissima costruzione che non ha eguali in Italia e forse nemmeno in Europa». Yorik è lo pseudonimo dell’avvocato, patriota e giornalista livornese Pietro Coccoluto Ferrigni che, negli anni di Firenze Capitale, sta documentando gli imponenti lavori di «modernizzazione» e «risanamento» responsabili del radicale cambiamento, su modello parigino, della città. E infatti, anche in questo caso Yorik rende omaggio a un prodigio della tecnica: la grande e magnifica serra progettata dall’ingegnere-architetto Giacomo Roster per l’Esposizione Nazionale della Federazione Orticola Italiana, ispirata alle architetture ottocentesche in vetro e ghisa il cui prototipo rimane il Crystal Palace, progettato da Joseph Paxton per la Grande Esposizione di Londra del 1851.

Oggi le forme eclettiche di gusto moresco del Tepidarium sono state restaurate grazie a un intervento durato 9 mesi, finanziato con 270mila euro dal Comune di Firenze e seguito dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio. «Il Tepidarium del Roster è un edificio unico, che aveva bisogno di interventi importanti per essere conservato e continuare a essere pienamente utilizzato», affermano la vicesindaca Paola Galgani e l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. «I lavori sono serviti per restituire leggibilità e bellezza alla struttura originaria, intervenendo sull’involucro, gli elementi deteriorati, le strutture e il sistema di raccolta delle acque, ma anche sulle condizioni microclimatiche e gli impianti. Un lavoro attento, nel quale la conservazione del bene è stata accompagnata dalla necessità di renderlo più efficiente, accogliente e fruibile. Il Tepidarium è infatti soprattutto uno spazio da vivere. La sua storia dimostra quanto questa architettura sia capace di adattarsi a funzioni diverse: dalle grandi esposizioni ottocentesche fino alle mostre, agli eventi culturali e alle iniziative che ancora oggi animano il Giardino dell’Orticoltura».

Il Tepidarium del Roster. Courtesy Comune di Firenze

Imponenti sono i numeri. Realizzato dalle Officine Michelucci di Pistoia con colonne in ghisa della Fonderia Lorenzetti, il Tepidarium misura 38,50 metri di lunghezza, 17 metri di larghezza e oltre 650 metri quadrati di superficie, mentre l’altezza massima è di 14 metri. Caratterizzato da una copertura a carena di nave, l’edificio è stato interessato da interventi che hanno permesso di valorizzare la straordinaria struttura metallica portante e restituire maggiore leggibilità al disegno originario. Il risanamento igrometrico è stato ottenuto attraverso un sistema automatizzato di aperture in copertura che favorisce la ventilazione naturale, migliorando il comfort degli ambienti con una soluzione compatibile con le caratteristiche storiche. Il Tepidarium costituisce la gemma più preziosa del Giardino dell’Orticoltura, nato in seguito alla decisione da parte dell’Accademia dei Georgofili di fondare, nel 1854, la Società Toscana di Orticoltura. Da qui l’esigenza di un orto o giardino sperimentale, che si concretizzò nel 1859 quando la Società ottenne un terreno esterno alla porta San Gallo, nell’ambito delle allora nascenti «fasce ottocentesche» che tuttora abbracciano il centro storico della città.

Una veduta storica del Tepidarium del Roster a Firenze

Elena Franzoia, 30 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Elena Franzoia

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Restaurato a Firenze il Tepidarium del Roster, splendida architettura in vetro e ghisa | Elena Franzoia

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