Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliMentre fervono i lavori di ricostruzione e restauro dell’antica Borsa di Copenaghen, realizzati in stretta collaborazione con le locali autorità preposte alla tutela dei beni culturali, Dansk Erhverv (la Camera di Commercio danese) offre a tutti la rara opportunità di seguire in situ le attività di cantiere grazie al nuovo visitor center Insieme alla Borsa, finanziato con 18 milioni di corone (circa 2 milioni e mezzo di euro) da un gruppo di sei fondazioni danesi.
La Borsa fu realizzata tra 1618 e 1623, ispirandosi dal punto di vista funzionale alla Borsa londinese e da quello architettonico al Rinascimento italiano, dai fratelli Lorenz van Steenwinckel e Hans van Steenwinckel il Giovane per volontà di re Cristiano IV di Danimarca, desideroso di rendere Copenaghen la capitale mercantile dei Paesi Nordici. Per 400 anni la Børsen era miracolosamente scampata a roghi ed eventi bellici, ma verso le 8 di mattina del 16 aprile 2024 un incendio ne aveva ormai avvolto, dopo solo mezz’ora e nonostante i tempestivi interventi, l’intera copertura e l’iconico landmark, la Guglia dei Draghi, eretta nel 1776.
Con grande senso della responsabilità civile e collettiva, il corale intervento di dipendenti, addetti ai lavori e semplici cittadini consentì di salvare in larga parte l’ingente patrimonio artistico che ne arricchiva gli interni, tra cui il dipinto di PS Krøyer «La Borsa di Copenaghen» (1895), i grandi disegni allegorici ottocenteschi di Lorenz Frølich (di cui è appena stato riconsegnato anche l’ultimo, «Coraggio», che venne strappato durante il salvataggio grazie all’uso disperato di pinze da salsiccia) e i dipinti di Jens Juel raffiguranti gli uomini d’affari del XVIII secolo De Connick e Deuntzfeldt, oltre a modellini di navi, maioliche, porcellane, argenterie, dipinti e altri curiosi oggetti.
Trattandosi del primo edificio in Danimarca ad avere ottenuto lo status di monumento protetto, la decisione di ricostruirlo «whatever it takes» fu immediata. «In un contesto triste, è stato davvero positivo capire come vogliamo che la Børsen appaia e a quali funzioni vorremmo sopperisse in futuro», aveva affermato Brian Mikkelsen, direttore di Dansk Erhverv. «La sala contrattazioni verrà ampliata e articolata. Verrà costruito un maestoso ingresso principale. I draghi della Guglia e la facciata storica torneranno. Sono questi i cardini della nostra visione. Il completamento è previsto per il 2029».
Il progetto, affidato per gli esterni allo studio Leif Hansen Architects e per gli interni a VMB Arkitekter e Praksis Arkitekter, prevede anche al piano terra nuovi uffici e un nuovo ristorante e al secondo, sotto la guglia, un’ampia area lounge con vista sulla città. La parte dell’edificio non intaccata dalle fiamme è intanto ritornata operativa nel 2025. Allestito dai locali designer di JAC Studios in 15 container connessi e sopraelevati, con grandi viste panoramiche sul cantiere, il nuovo visitor center rende la Borsa protagonista presentandone non solo il complesso intervento di restauro, ma anche i numerosi specialisti e artigiani coinvolti nella ricostruzione, completamente basata, per gli esterni, sui materiali originali: mattoni, pietra arenaria, rame e legno.
Circa il 40% dei mattoni originali è stato infatti pulito e preparato per il riutilizzo, mentre grandi quantità di elementi in ferro e frammenti architettonici sono stati accuratamente documentati e restaurati in vista del futuro reintegro. Le sculture in arenaria della facciata sono in larga parte sopravvissute all’incendio e torneranno nelle loro posizioni originali. La mostra presenta anche un modello completo in scala 1:70 dell’edificio e oggetti recuperati, tra cui l’orecchio di uno dei quattro grandi draghi le cui code intrecciate donavano alla guglia, che sarà possibile ricostruire esattamente, il suo aspetto spiraliforme.
Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il cocuratore Costantino d’Orazio presenta la mostra che ricostruisce un preciso momento del lavoro della pittrice: dalla dolorosa vicenda romana all’ingresso nell’Accademia delle Arti del Disegno, dalle committenze medicee all’influenza esercitata sui pittori della città
Nel nuovo spazio espositivo di Palazzo San Giorgio, a Firenze, il gallerista e collezionista fiorentino confida l’appassionato approccio che, all’insegna di una qualità estetica che supera le leggi del tempo, da sempre lo guida nella scelta delle opere
A Copenaghen il progetto espositivo, che ricostruisce la moda e i gusti dei Romani, si dispiega su una superficie di mille metri quadrati non solo integrando le collezioni di statuaria antica del museo con prestiti internazionali, ma anche rendendo merito alle ricerche condotte a proposito della policromia
La curatrice Cristina Acidini racconta la mostra allestita ad Arezzo: 72 opere ripercorrono otto secoli di iconografia del santo, dalle prime raffigurazioni medievali alle interpretazioni moderne, tra misticismo, rapporto con la natura e dialogo interreligioso



