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Una veduta del Musée d’Orsay a Parigi

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Nono vlf

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Una veduta del Musée d’Orsay a Parigi

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Nono vlf

Quarant’anni del Musée d’Orsay: l’arte dell’Ottocento continua a interrogare il presente

I festeggiamenti dell’anniversario segneranno la seconda metà dell’anno e a dicembre il museo aprirà gratuitamente le proprie porte per un fine settimana di festa, culminando con una grande festa il 12 dicembre ispirata al 1986, ideata dal regista Thomas Jolly

Quarant'anni e non sentirli. Il Musée d’Orsay di Parigi celebra nel 2026 il quarantennale della sua apertura con un programma che, fino a dicembre, sfoglia le sue collezioni attraverso mostre, spettacoli, incontri e progetti di ricerca, riaffermando la vocazione di un museo che continua a interrogare il presente attraverso l’arte del XIX secolo.

Fulcro delle celebrazioni sono le oltre 167mila opere custodite dall’istituzione, costantemente restaurate e arricchite grazie ad acquisizioni e donazioni. Tra gli appuntamenti più attesi figurano la riapertura delle sale dedicate alle arti decorative francesi dell’Ottocento e il ritorno dal 5 agosto, dopo un importante restauro, del «Funerale a Ornans» (1849-50) di Gustave Courbet. A dicembre il museo aprirà gratuitamente le proprie porte per un fine settimana di festa, culminando con una grande festa il 12 dicembre ispirata al 1986, ideata dal regista Thomas Jolly, già responsabile delle cerimonie degli ultimi Giochi Olimpici in città.

Il programma coinvolge inoltre artisti e personalità come Jenny Holzer (le cui opere saranno proiettate ogni sera, tra il 18 e il 22 ottobre, sulla facciata del museo), Sophie Calle, Catherine Meurisse e Richard Peduzzi, chiamati a dialogare con le collezioni e con l’identità del museo.

Inaugurato il 9 dicembre 1986 all’interno della riconversione della storica Gare d’Orsay, il museo ha rappresentato fin dall’inizio un modello innovativo. Non solo per il recupero di un edificio simbolo dell’architettura industriale, ma per una concezione interdisciplinare che mette in relazione pittura, scultura, fotografia, architettura e arti decorative, affiancandovi musica, cinema, spettacolo dal vivo e dibattito culturale.

Questa visione ha contribuito a ridefinire la lettura del XIX secolo, ampliando il canone oltre Impressionismo e Postimpressionismo e valorizzando movimenti come il Simbolismo, i Nabis e l’Art Nouveau. A quarant’anni dalla sua apertura, il Musée d’Orsay conferma così la propria identità e si dimostra attento a rinnovarsi: fino al 2028 proseguiranno infatti gli interventi di restauro su piazzale, pensilina e spazi interni.

Alessia De Michelis, 07 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

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