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Roma, Palazzo Poli, Iniziativa di formazione internazionale della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, novembre 2025

© Davide Lanzilao / Gramma Studio

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Roma, Palazzo Poli, Iniziativa di formazione internazionale della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, novembre 2025

© Davide Lanzilao / Gramma Studio

Professionisti del patrimonio di Italia e Africa a lezione insieme per fare rete

La IV edizione dell’International School of Cultural Heritage, l’iniziativa di formazione internazionale promossa dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, è dedicata alla gestione, conservazione e valorizzazione delle collezioni d’arte

 

 

Daria Berro

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Avviata nel 2019, l’International School of Cultural Heritage, il programma di aggiornamento professionale e scambio internazionale promosso dal Ministero della Cultura-Direzione generale Affari europei e internazionali e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, si conferma un laboratorio stabile di dialogo e scambio tra professionisti. 

L’edizione 2026, la quarta, dell’International School s’intitola «Managing Art Collections: from ancient to contemporary» ed è dedicata alla gestione, conservazione e valorizzazione delle collezioni d’arte, dall’antico al contemporaneo, con un focus sui Paesi del Mediterraneo e dell’Africa. Il percorso formativo combina sessioni online, workshop, visite studio e residenze presso istituzioni culturale italiane, con l’obiettivo di sviluppare progetti congiunti. Il programma ha l’obiettivo di rafforzare le competenze necessarie per affrontare le sfide contemporanee e dialogare con pubblici sempre più diversificati, in un contesto in cui musei e istituzioni culturali sono chiamati a confrontarsi con patrimoni sempre più complessi ed eterogenei. L’approccio è interdisciplinare e favorisce il confronto tra prospettive curatoriali, conservative e gestionali.

Sono 23 i professionisti del patrimonio culturale, provenienti da 12 Paesi, coinvolti nel Piano Mattei per l’Africa (un piano di interesse nazionale varato nel 2024 dal Governo italiano con l’obiettivo di costruire partenariati con il Continente africano su base paritaria, generando benefici e opportunità reciproche, Ndr): direttori, funzionari, esperti museali, curatori e conservatori, bibliotecari e archivisti di Algeria, Angola, Congo-Brazzaville, Egitto, Ghana, Costa d’Avorio, Kenya, Marocco, Mozambico, Senegal, Tanzania e Tunisia, candidati al programma dalle istituzioni culturali delle rispettive Nazioni di provenienza. Per l’Italia partecipano al programma musei, archivi, parchi archeologici e istituti del Ministero della Cultura, tra cui Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA, MUCIV Museo delle Civiltà, Museo Archeologico dell'Agro Falisco e Forte Sangallo, Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. 

«L’International School of Cultural Heritage, sottolinea il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, interpreta il Piano Mattei come una visione fondata sulla conoscenza, sulla formazione e sulla tutela del patrimonio culturale, intesi come strumenti strategici di cooperazione tra Europa e Africa. Investire nella crescita condivisa delle competenze significa costruire relazioni durature, basate sul rispetto delle identità e sulla valorizzazione dei patrimoni. La cultura diventa così un terreno concreto di dialogo e di futuro, capace di rafforzare il rapporto tra istituzioni, professionisti e comunità delle due sponde del Mediterraneo e del continente africano».

 

 

 

 

 

 

Daria Berro, 02 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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