Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Particolare del tamburo parlante «Djidji Ayôkwé», saccheggiato dai francesi nel 1916 in Costa d’Avorio. Lungo oltre 3 metri e del peso di oltre 430 chilogrammi il manufatto ligneo, considerato una delle principali opere d’arte della tradizione ivoriana e un simbolo della lotta per la restituzione del patrimonio culturale africano, è stato restituito nel 2025

Image

Particolare del tamburo parlante «Djidji Ayôkwé», saccheggiato dai francesi nel 1916 in Costa d’Avorio. Lungo oltre 3 metri e del peso di oltre 430 chilogrammi il manufatto ligneo, considerato una delle principali opere d’arte della tradizione ivoriana e un simbolo della lotta per la restituzione del patrimonio culturale africano, è stato restituito nel 2025

Il Senato francese approva una legge per accelerare la restituzione dei beni culturali saccheggiati in epoca coloniale

Il testo, ora all’esame dell’Assemblea nazionale, realizza gli impegni assunti nel 2017 da Emmanuel Macron in Burkina Faso. Si completa così un trittico legislativo, dopo due leggi quadro adottate nel 2023: la prima riguardante i beni sottratti dai nazisti, la seconda i resti umani

In Francia il Senato ha approvato ieri (28 gennaio) all’unanimità un progetto di legge volto a facilitare la restituzione ai Paesi d’origine dei beni culturali custoditi nelle collezioni pubbliche. La procedura potrà riguardare i beni in collezioni pubbliche acquisiti illecitamente tra il 10 giugno 1815 (data di inizio del Secondo Impero coloniale) e il 23 aprile 1972 (data a partire dalla quale si applica il regime giudiziario di restituzione derivante dalla convenzione dell’Unesco sulla circolazione dei beni culturali del 1970); che siano provenienti dall'attuale territorio dello Stato richiedente e che non siano già stati oggetto di un accordo internazionale. Il testo realizza gli impegni assunti nel 2017 dal Presidente della Repubblica Emmanuel Macron nel suo discorso a Ouagadougou, in Burkina Faso, su una nuova relazione di amicizia tra la Francia e l'Africa, e completa un trittico legislativo, dopo due leggi quadro adottate nel 2023, la prima riguardante i beni spoliati dai nazisti, la seconda i resti umani. «Questa legge, ha affermato la ministra della Cultura Rachida Dati, ci offre l'opportunità storica di affermare il desiderio della Francia di rafforzare i legami culturali che la uniscono al mondo di fronte alle “tentazioni nazionaliste” e ai “discorsi di chiusura».

A causa del principio di inalienabilità delle collezioni pubbliche, in Francia la restituzione di beni culturali ai loro Paesi d'origine poteva avvenire solo attraverso leggi specifiche. Per evitare di passare attraverso il Parlamento si preferiva adottare la formula del «prestito» o  del «deposito»  anziché la restituzione completa. Molto spesso, inoltre, si trattava di annunci presidenziali fatti durante visite diplomatiche, un approccio talora definito «fatto del principe» (factum principis). La stampa francese cita il caso recente di un «tamburo parlante» saccheggiato in Costa d'Avorio nel 1916, il «Djidji Ayôkwé»: il manufatto, che misura oltre 3 metri di lunghezza e pesa 430 chili, è considerato una delle principali opere d’arte della tradizione ivoriana e un simbolo della lotta per la restituzione del patrimonio culturale africano. La sua restituzione è stata consentita da una legge della scorsa estate. 

I senatori francesi ieri hanno votato per rendere obbligatoria la consultazione di una «commissione nazionale permanente» e di un «comitato scientifico bilaterale», sulla base di criteri precisi che certificano la natura illecita o meno dell'appropriazione. «L’dea non è quella di svuotare i musei, ma di arrivare a una risposta autentica da parte della Francia, senza negare né pentirsi, ma riconoscendo la nostra storia», ha dichiarato alla stampa la senatrice centrista Catherine Morin-Desailly, in prima linea su questo dossier.

La legge potrebbe consentire di trattare diverse richieste già presentate da vari Paesi. La relazione del Senato ne conta una dozzina. L’Algeria, ad esempio, reclama gli effetti personali dell'emiro Abdelkader, eroe anticolonialista; il Mali alcuni pezzi del tesoro di Ségou; e Il Benin, che negli ultimi anni ha già ricevuto 26 oggetti, ha intanto presentato altre richieste, come quella relativa a una statua del dio Gou. Poiché diverse ex colonie sono ora governate da regimi ostili alla Francia, il disegno di legge assume anche un delicato carattere diplomatico.

Il testo approvato dal Senato deve ora passare al vaglio dell'Assemblea nazionale.

 

 

 

 

 

Anna Maria Farinato, 29 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Già disponibili le opere fino al 1903 e gli studi per il «Ritratto della signorina Lieser», del 1917: si tratta di 1.800 fogli, tra i circa 5mila conosciuti. Il museo viennese ha anche avviato la digitalizzazione dell’opera grafica di Arnulf Rainer e di Alex Katz

Nel museo sulla Museumsinsel chiuso per ristrutturazione dal 2013 tornerà nuovamente visibile l’Altare di Pergamo. Entro il 2037 si concluderanno i lavori nell'ala sud, che ospita la la collezione del Museo del Vicino Oriente Antico

In carica da appena due anni Martha Ortiz Gómez ha lasciato il museo colombiano in seguito alle denunce dei dipendenti. Lo scorso febbraio Eugenio Viola, direttore artistico dell’istituzione, era stato licenziato proprio dopo aver manifestato i suoi timori per le condizioni lavorative  

Alla vigilia della 16ma edizione, in programma dal prossimo 21 giugno nella regione tedesca della Ruhr, la direttrice olandese annuncia il suo ritiro. Da ottobre il testimone passa a Emilia van Lynden e Catherine Nichols

Il Senato francese approva una legge per accelerare la restituzione dei beni culturali saccheggiati in epoca coloniale | Anna Maria Farinato

Il Senato francese approva una legge per accelerare la restituzione dei beni culturali saccheggiati in epoca coloniale | Anna Maria Farinato