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Una veduta aerea di Piazza Ferrero ad Alba

Foto Lavezzo Studio

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Una veduta aerea di Piazza Ferrero ad Alba

Foto Lavezzo Studio

Presentato il programma di Alba 2027, un anno all’insegna dell’arte contemporanea

Con il titolo «Le fabbriche del vento», il progetto intreccia paesaggio, identità locale e linguaggi globali. Il palinsesto si aprirà a gennaio 2027 con una rassegna curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini dedicata a Pinot Gallizio, mentre in autunno sarà il turno di Francesco Vezzoli e Arturo Galansino con un omaggio a Roberto Longhi

Non una semplice carrellata di grandi mostre calata dall’alto, ma un’infrastruttura culturale viva, corale e diffusa. Il 15 settembre, la presentazione ufficiale al Teatro Sociale G. Busca del programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027 ha tracciato le linee guida di un progetto che intreccia paesaggio, identità locale e linguaggi globali. Intitolato «Le fabbriche del vento», e scelto all’unanimità dalla giuria del Ministero della Cultura per la sua capacità di coniugare innovazione, partecipazione e coesione territoriale, il programma è guidato dal direttore artistico Nicolas Ballario e dalla presidente dell’associazione Le Fabbriche del Vento per Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, con il sostegno compatto delle principali istituzioni e realtà economico-sociali dell’albese, delle Langhe, del Roero e del Monferrato. «Abbiamo immaginato un programma dedicato ai luoghi e alla cittadinanza e aperto al mondo e al dialogo internazionale, afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, un’esperienza capace di sprigionare energie e costruire relazioni, lasciando in eredità, oltre il 2027, nuove produzioni, nuovi pubblici, nuove competenze e una rete stabile tra istituzioni, territorio e comunità».

Il palinsesto si aprirà a gennaio 2027 con «Quasi un autoritratto», grande rassegna curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini visitabile fino al mese di luglio. Al centro del progetto vi è la figura poliedrica di Pinot Gallizio (Alba, 1902-64), farmacista, erborista e partigiano prima di farsi pioniere delle avanguardie europee, il cui lavoro verrà riscoperto attraverso un percorso policentrico: dalla Sala del Consiglio comunale al Museo Eusebio, fino agli spazi industriali del Gruppo Miroglio, le sue opere dialogheranno con interventi e nuove produzioni di artisti internazionali. In autunno spetterà invece a Francesco Vezzoli e Arturo Galansino rileggere un’altra pietra miliare della cultura legata ad Alba con «La Discoteca di Roberto Longhi», promossa da Fondazione Ferrero, che proporrà una visione inedita del celebre storico dell’arte (Alba, 1890-Firenze, 1970) attraverso un percorso di capolavori dal Trecento al Novecento.

A caratterizzare Alba 2027 è la sua profonda vocazione territoriale. Iniziative come «Capitali Sorelle» e «Vigne ad Arte» estenderanno la Capitale ben oltre il centro urbano, portando opere e installazioni tra comuni partner, cantine e luoghi della ristorazione. Palazzo Callori a Vignale Monferrato ospiterà inoltre le collezioni a sfondo sociale della Fondazione San Patrignano e dell’Associazione Genesi, mentre il «Circuito EXTRA» aprirà il calendario ai contributi di spazi indipendenti, associazioni e singoli creativi.

Tra i progetti destinati a lasciare un’eredità duratura spiccano l’inaugurazione della Biblioteca Luca Beatrice, dedicata al critico recentemente scomparso e focalizzata sul rapporto tra arte e agricoltura, il progetto di arte pubblica Radis curato da Marta Papini, e sostenuto da Fondazione Arte CRT in collaborazione con Fondazione CRC, e l’allestimento finale di Luci d’Artista a cura di Antonio Grulli. Completano la mappa gli interventi nell’Ospedale di Verduno, il public program interdisciplinare «Ricalcolo», la rassegna cinematografica «Sound & Visions» e un ampio programma educativo coordinato da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, destinato a oltre 5mila studenti. Alba si conferma così laboratorio ideale per un’arte capace di generare comunità e nuova visione del futuro.

«Alba Capitale sta dimostrando che l’arte contemporanea può essere un grande strumento a disposizione di tutta la comunità: gli artisti possono cambiare il nostro sguardo sui luoghi e suggerirci un nuovo futuro possibile», ha dichiarato Ballario.

È stato presentato il programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027

Redazione, 16 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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