Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image IN COLLABORAZIONE CON

Da destra: il presidente Bardi, il direttore Margherita Sarli e Massimo Osanna.

Credits Vito de Rosa.

Image IN COLLABORAZIONE CON

Da destra: il presidente Bardi, il direttore Margherita Sarli e Massimo Osanna.

Credits Vito de Rosa.

Caravaggio a Potenza, un capolavoro per cambiare prospettiva

Dal 10 settembre al 30 novembre il «Narciso» delle Gallerie Nazionali di Arte Antica arriva per la prima volta in Basilicata. La mostra inaugura a Potenza un progetto dell’APT che punta a fare delle grandi opere e delle collaborazioni con le principali istituzioni museali italiane un elemento stabile dell’offerta culturale del territorio

Per la prima volta un dipinto di Caravaggio arriva in Basilicata. Dal 10 settembre al 30 novembre il Museo Archeologico Provinciale di Potenza ospita «Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro», mostra realizzata da APT Basilicata e Regione Basilicata nell’ambito dell’accordo di valorizzazione sottoscritto con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Potenza. Al centro è il «Narciso» delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, opera tra le più celebri del catalogo caravaggesco e raramente concessa in prestito. Attorno al dipinto la mostra costruisce un percorso dedicato al mito di Narciso, alla sua fortuna iconografica e letteraria e alla lunga storia di interpretazioni che ha accompagnato l’immagine del giovane chino sul proprio riflesso.

La scelta di Caravaggio si inserisce nella volontà dell’APT di proseguire, dopo questa esperienza, sulla strada delle grandi mostre, perché appuntamenti di tale rilievo possano diventare nel tempo un indirizzo strutturale dell’offerta culturale della Basilicata. «Portare a Potenza il “Narciso”, opera raramente concessa in prestito, significa scommettere sulla cultura come motore capace di attivare anche i territori meno battuti dai grandi circuiti espositivi, generando un valore che può competere con quello dei poli museali maggiori», dichiara la direttrice generale di APT Basilicata, Margherita Sarli. «Non vogliamo – spiega – che resti un episodio isolato per quanto di grande pregio: la mia intenzione è che sia l’inizio di un percorso che renda le grandi mostre un tratto strutturale dell’offerta culturale della Basilicata».

L’obiettivo è quindi portare la Basilicata dentro un circuito espositivo nazionale attraverso collaborazioni con le principali istituzioni museali italiane e opere capaci di attirare un pubblico anche al di fuori dei consueti itinerari turistici. In questa prospettiva, la mostra di Potenza assume un valore che va oltre la notorietà dell’artista: la presenza di un capolavoro di questo rilievo diventa un’occasione per attivare luoghi meno battuti, generare nuove occasioni di conoscenza e produrre valore per il territorio.

La scelta del «Narciso» si lega inoltre alla volontà di individuare un rapporto tra i grandi protagonisti della storia dell’arte e un’idea di Basilicata fondata sulla propria identità. Nel progetto dell’APT questo rapporto viene ricondotto alla «Basilicata popolare», intesa come territorio da raccontare nella sua realtà, senza costruzioni artificiali o rappresentazioni addomesticate. «Non è un caso partire da Caravaggio e dal mito di Narciso, opera che indaga lo sguardo e il rapporto tra realtà e riflesso: un’immagine coerente con una Basilicata che rifiuta rappresentazioni addomesticate e sceglie la propria identità autentica», aggiunge Sarli. «La cultura riconosciuta a livello internazionale non ha bisogno delle grandi metropoli per generare valore, ma semplicemente di territori pronti ad accoglierla».

Caravaggio, in questo senso, è un artista particolarmente coerente con l’impostazione. La sua pittura porta sulla tela corpi, volti e fisionomie lontani dall’idealizzazione, facendo della realtà concreta dei suoi modelli uno degli elementi di maggiore rottura della sua ricerca. Nel «Narciso» questa attenzione al vero assume una forma ancora più complessa: il soggetto è un giovane che guarda la propria immagine riflessa nell’acqua, e il dipinto mette in relazione realtà e rappresentazione, corpo e immagine, osservatore e osservato. È proprio da questo rapporto tra realtà, riflesso e sguardo che prende avvio il percorso della mostra.

Le venti opere in mostra sono provenienti da importanti musei italiani che accompagnano il «Narciso» – tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, i Musei Nazionali di Genova, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, le Gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte e le Gallerie Estensi – mentre il progetto scientifico è curato da Fabrizio Carinci, referente per la Direzione Generale Musei, e Paola Nicita, funzionaria storica dell’arte delle Gallerie Nazionali di Arte Antica. Il percorso parte dalla tradizione antica del mito, con particolare attenzione alle diverse versioni letterarie e iconografiche, per arrivare alla sua interpretazione caravaggesca e alla fortuna dell’immagine nella cultura moderna e contemporanea.

Una parte del progetto è dedicata anche alla ricezione critica del dipinto, attraverso contributi di studiosi e figure della cultura visiva, oltre a materiali relativi alle analisi scientifiche dell’opera e alla presenza del mito nella fotografia e nel cinema. Nell’allestimento il «Narciso» non viene immediatamente messo in scena, ma diventa il punto di arrivo di un percorso che ne prepara la visione. È un rovesciamento della consueta mostra monografica, costruita intorno alla presenza di più opere dello stesso artista: qui tutto converge invece su un unico dipinto, mentre ciò che lo precede è utile a ricostruire la storia dell’immagine e dello sguardo che l’ha accompagnata.

A segnare la portata dell’iniziativa è, soprattutto, il prestito stesso del «Narciso». Trasferire a Potenza un’opera delle Gallerie Nazionali di Arte Antica significa infatti mettere alla prova la possibilità di costruire, anche lontano dai grandi poli museali italiani, un progetto capace di muoversi sullo stesso piano delle istituzioni con cui normalmente dialogano le grandi mostre. L’accordo interistituzionale firmato per l’occasione rappresenta in questo senso uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione.

Dal «Narciso» si apre così la strada alle grandi mostre in Basilicata affinchè la presenza di capolavori e il rapporto con le principali istituzioni culturali possano diventare un elemento stabile dell’offerta territoriale.

Redazione, 11 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Progettato nel 1863 da Francesco Arrio, ingegnere capo del Genio civile di Foggia, il faro nacque nell’ambito del programma di ammodernamento dei segnalamenti marittimi avviato dopo l’Unità d’Italia

Si è spento lunedì 12 ottobre il fotografo bolognese che ha fatto del viaggio uno strumento di conoscenza e interpretazione del mondo, coniugando la vocazione documentaria a una spiccata sensibilità per la composizione e la luce

Enel sostiene due grandi mostre internazionali al Palazzo Reale e al MUDEC: da «Dalí e la moda» a «Matisse. Il mondo in una stanza», un percorso tra arte, creatività, moda, culture e immaginari che mette in dialogo due protagonisti del Novecento

Il «Buon Samaritano», acquistato dalla Fondazione Tassara con l’obiettivo di garantirne la fruizione pubblica e concesso in comodato alla Fondazione Brescia Musei, colma una lacuna nel racconto del Rinascimento bresciano

Caravaggio a Potenza, un capolavoro per cambiare prospettiva | Redazione

Caravaggio a Potenza, un capolavoro per cambiare prospettiva | Redazione