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Presentazione Piano Olivetti Cappella dei Principi del Museo delle Cappelle Medicee, Firenze

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Presentazione Piano Olivetti Cappella dei Principi del Museo delle Cappelle Medicee, Firenze

Arte, accessibilità e comunità: il nuovo progetto della Galleria dell’Accademia e dei Musei del Bargello

Ispirato alla visione del padre della macchina da scrivere, il Piano Olivetti per la Cultura interpreta la cultura come un bene comune, da rendere sempre più accessibile attraverso nuovi linguaggi, modalità di fruizione e relazioni con il territorio

Fare del museo un luogo aperto, accessibile e capace di entrare in relazione con le comunità: è questa la direzione del Piano Olivetti per la Cultura della Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello (Gamb), presentato il 14 settembre nella Cappella dei Principi del Museo delle Cappelle Medicee da Andreina Contessa, direttore generale del Gamb, e Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura del Ministero della Cultura. «Credo profondamente nella funzione sociale dei musei e nel ruolo che l’arte può svolgere anche in una dimensione quasi terapeutica, afferma Contessa: l’esperienza del patrimonio può creare occasioni di incontro, sostenere le persone nei momenti di fragilità, rafforzare le relazioni e contribuire a costruire un senso di appartenenza alla comunità. Per questo accessibilità, inclusione e welfare culturale non possono essere considerati ambiti accessori, ma devono entrare pienamente nella progettazione e nella vita quotidiana delle istituzioni culturali, chiamate a rispondere alla pluralità dei bisogni e della diversità dei pubblici».

Ispirato alla visione di Adriano Olivetti, il Piano interpreta la cultura come un bene comune, da rendere sempre più accessibile attraverso nuovi linguaggi, modalità di fruizione e relazioni con il territorio. Per il Gamb, l’iniziativa consolida esperienze già avviate e apre a nuove progettualità sviluppate insieme a scuole, associazioni, enti sanitari e realtà del Terzo settore.

Tre gli assi principali. Il primo riguarda l’accessibilità universale, con visite e strumenti dedicati a persone con disabilità sensoriali e cognitive e a pubblici neurodivergenti. Alla Galleria dell’Accademia sono già disponibili 11 video-guide in Lis e altrettante in Lingua dei Segni Internazionale, mentre sono previsti nuovi percorsi e mappe tattili, aggiornamenti degli apparati didattici e del sito e attività di formazione del personale.

Il secondo asse sviluppa la cultura come strumento di inclusione e benessere. In collaborazione con strutture sanitarie e associazioni, i musei diventano spazi di relazione e partecipazione per persone in condizioni di fragilità, anziani, giovani a rischio di marginalità e pazienti coinvolti in percorsi di cura e riabilitazione. In questo ambito rientra il programma Welfare Culturale sostenuto da Fondazione Cr Firenze, con iniziative come OverArt, MuseiOltre, Arte qui e ora e Passeggiate Fiorentine.

Il terzo asse guarda alle nuove generazioni, attraverso attività con scuole e università, tirocini, esperienze formative e tecnologie digitali. Tra i progetti, «Ambasciatori dell’Arte», che coinvolge gli studenti nell’attività di guida museale, e la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, che ha portato anche alla sperimentazione della realtà virtuale.

La presentazione è stata accompagnata dalla firma delle convenzioni con Fondazione CR Firenze, Ente Nazionale Sordi-Sezione Provinciale di Firenze e Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, a conferma di una strategia che considera il patrimonio non solo da conservare, ma da vivere e condividere.

Redazione, 15 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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