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Plautilla Nelli conquista New York: la prima pittrice di Firenze torna protagonista

Prima donna a raggiungere la notorietà come pittrice nella Firenze del Cinquecento, suor Plautilla Nelli torna al centro dell'attenzione internazionale. Fino al 25 novembre la Robert Simon Fine Art di New York presenta «La Prima», una mostra con quattordici dipinti e un disegno legati all'artista e alla sua bottega, tra prestiti da collezioni private e opere in vendita. Monaca domenicana, tre volte priora del convento di Santa Caterina e ricordata da Giorgio Vasari nelle «Vite», Nelli costruì un'attività pittorica capace di sostenere economicamente la comunità religiosa. Dopo la monografica degli Uffizi del 2017, il progetto newyorkese contribuisce alla riscoperta di una delle protagoniste meno conosciute del Rinascimento italiano.

Angelica Kaufmann

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Una monaca domenicana del Cinquecento, tre volte priora del proprio convento, capace di dirigere una bottega pittorica femminile e conquistare un riconoscimento rarissimo per una donna del Rinascimento: essere ricordata da Giorgio Vasari nelle sue «Vite». È la storia di Plautilla Nelli (1524-1588), considerata la prima pittrice fiorentina ad aver raggiunto una notorietà documentata, oggi protagonista a New York di una mostra che ne ricostruisce la produzione e il ruolo nella cultura artistica del suo tempo. Suor Plautilla Nelli. La Prima, allestita fino al 25 novembre 2026 alla Robert Simon Fine Art, nell'Upper East Side di Manhattan, riunisce quattordici dipinti e un disegno legati alla pittrice e alla sua bottega, insieme a opere di confronto e documenti storici. La selezione comprende lavori provenienti da collezioni private americane ed europee, alcuni concessi in prestito e altri proposti in vendita. È la prima esposizione monografica dedicata all'artista fuori da Firenze, dopo la mostra organizzata nel 2017 dalle Gallerie degli Uffizi, che aveva segnato una tappa fondamentale nella riscoperta della pittura femminile del Rinascimento italiano.

Il titolo, La Prima, deriva direttamente da Giorgio Vasari, che nella seconda edizione delle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, pubblicata nel 1568, riconobbe a Plautilla un talento fuori dal comune. Il biografo aretino ne parlò accanto a Lucrezia Quistelli e Sofonisba Anguissola, tra le pochissime donne del suo tempo alle quali attribuì un ruolo nella storia delle arti. Di Nelli scrisse che aveva realizzato opere capaci di suscitare la meraviglia degli artisti, aggiungendo tuttavia che avrebbe potuto raggiungere risultati ancora più importanti se avesse avuto la possibilità di studiare il disegno e osservare direttamente la natura, come avveniva nella formazione dei pittori uomini. Un giudizio che restituisce le contraddizioni della condizione femminile nel Cinquecento: un riconoscimento esplicito del talento, accompagnato dalla consapevolezza dei limiti imposti alle donne nell'accesso alle botteghe, all'apprendimento dell'anatomia e allo studio dei modelli dal vivo.

Nata a Firenze nel 1524 con il nome di Polissena de' Nelli, entrò a quattordici anni nel convento domenicano di Santa Caterina in Cafaggio, situato nell'area di piazza San Marco, dove avrebbe trascorso gran parte della propria esistenza. Il monastero apparteneva a un ambiente religioso profondamente influenzato dall'eredità di Girolamo Savonarola, il predicatore domenicano giustiziato nel 1498, la cui visione morale e spirituale continuò a esercitare un'influenza significativa sulla cultura fiorentina del secolo successivo. In questo contesto, la pittura religiosa era considerata uno strumento di devozione e formazione spirituale, ma poteva rappresentare anche un'attività produttiva capace di sostenere economicamente la comunità. Plautilla sviluppò la propria formazione artistica in larga misura attraverso lo studio di opere e disegni preesistenti, trovando un riferimento fondamentale nella tradizione di Fra Bartolomeo, anch'egli profondamente legato all'ambiente di San Marco e alla spiritualità savonaroliana.

La circostanza più significativa è che Nelli riuscì a costruire all'interno del convento un'autentica attività pittorica organizzata, coinvolgendo altre religiose nella produzione di immagini destinate sia alla comunità monastica sia a committenti esterni. Madonne, rappresentazioni della Natività, figure di santi e piccole scene devozionali circolavano tra famiglie fiorentine, conventi e ambienti vicini all'Ordine domenicano. La produzione non rispondeva esclusivamente a finalità spirituali: i ricavi contribuivano concretamente al mantenimento del monastero, assumendo un'importanza crescente soprattutto dopo le riforme tridentine che limitarono alcune forme di sostentamento economico delle comunità religiose femminili. In una Firenze nella quale il sistema artistico era dominato dalle botteghe maschili, Plautilla riuscì così a sviluppare una struttura produttiva fondata sul lavoro di altre donne, conquistando un'autonomia professionale del tutto particolare.

La mostra newyorkese concentra l'attenzione soprattutto su questa dimensione della sua attività. Le opere di piccolo e medio formato, destinate alla devozione privata, costituiscono infatti una parte importante della produzione di Nelli e permettono di osservare le caratteristiche della sua pittura: composizioni di intensa partecipazione religiosa, attenzione alle espressioni dei personaggi e un linguaggio che rielabora modelli della tradizione fiorentina del primo Cinquecento. Tra i dipinti presentati figura Cristo e la Vergine intercedono presso Dio Padre per due donne e una fanciulla, particolarmente significativo perché appartiene al ristretto gruppo delle opere firmate dell'artista. Compare inoltre un ritratto di Girolamo Savonarola, testimonianza del persistente legame tra la sua produzione e la cultura religiosa domenicana, insieme a diverse versioni della Madonna con il Bambino e santi e a un disegno riconducibile alla tradizione di Fra Bartolomeo. L'esposizione affianca a queste opere alcuni confronti con artisti fiorentini contemporanei, utili a ricostruire i modelli figurativi e l'ambiente nel quale si sviluppò la ricerca della pittrice.

L'iniziativa è stata costruita da Robert Simon, gallerista e specialista di Old Masters, attraverso un lungo lavoro di studio e individuazione delle opere conservate in collezioni private. La mostra assume così un significato che riguarda anche il mercato dell'arte antica: il progressivo riconoscimento delle artiste storiche, sostenuto dalle ricerche attributive e dai restauri, sta contribuendo a modificare la conoscenza della produzione rinascimentale e a riportare all'attenzione opere rimaste a lungo escluse dalle ricostruzioni tradizionali. Nel caso di Nelli, questa attività è particolarmente complessa perché la sua bottega coinvolgeva diverse religiose e la distinzione tra dipinti autografi, opere realizzate con la collaborazione delle consorelle e lavori successivi legati ai medesimi modelli richiede verifiche approfondite. La mostra comprende infatti opere attribuite alla pittrice, lavori della sua cerchia e dipinti di confronto, senza presentare l'intera produzione come il risultato esclusivo della sua mano. Un catalogo scientifico illustrato, curato da Dominic Ferrante, accompagna l'esposizione con nuovi contributi di studio e analisi tecniche sui materiali e sui procedimenti pittorici.

Il progetto americano rappresenta un nuovo capitolo di una riscoperta avviata ormai da alcuni decenni. Una svolta decisiva arrivò nel 2017, quando gli Uffizi presentarono Plautilla Nelli. Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola, a cura di Fausta Navarro, inserendo la mostra in un programma dedicato alla valorizzazione delle artiste dimenticate dalla storia. Fondamentale fu anche il lavoro della Advancing Women Artists Foundation, fondata da Jane Fortune, impegnata nel censimento, nello studio e nel restauro delle opere realizzate da donne e conservate nel patrimonio fiorentino. Tra gli interventi più importanti figura il recupero della monumentale Ultima Cena di Plautilla Nelli, una tela lunga quasi sette metri, con tredici figure a grandezza naturale, tornata nel 2019 nel complesso museale di Santa Maria Novella dopo un restauro durato quattro anni. L'opera rappresenta uno dei risultati più ambiziosi della pittura femminile del Rinascimento e dimostra come l'artista fosse capace di affrontare composizioni monumentali generalmente riservate alle botteghe più importanti.

«Suor Plautilla Nelli. La Prima», Robert Simon Fine Art, 22 East 80th Street, New York, dal 19 ottobre al 25 novembre 2026.

 

Angelica Kaufmann, 24 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Angelica Kaufmann

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