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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliIl 16 settembre il Metropolitan Museum of Art di New York ha annunciato l’avvio dei lavori di ristrutturazione per rinnovare e ampliare l’ala dedicata all’arte moderna e contemporanea. Un’impresa affidata all’architetta messicana Frida Escobedo che si occuperà anche dei lavori per raddoppiare lo spazio espositivo del Malba-Museo de Arte Latinoamericano di Buenos Aires.
Il 18 settembre, infatti, il museo ha condiviso i dettagli del programma per celebrare il proprio 25mo anniversario dalla fondazione, nel 2001, per volere dell’imprenditore argentino Eduardo F. Costantini. Oltre a confermare la donazione della Collezione Daros Latinamerica, acquisita nel gennaio 2026 e composta da 1.232 opere di 117 artisti della regione, Costantini ha annunciato la creazione del «Malba Art Trust», un fondo da 50 milioni di dollari (oltre 43 milioni di euro) per aiutare l’istituzione sia nell’organizzazione di mostre e della programmazione in generale sia nel corretto funzionamento della struttura.
Ma il focus riguarda appunto il progetto che «non solo mira ad ampliare lo spazio disponibile, ma a trasformare il museo nel suo complesso, creando nuove connessioni tra i programmi che hanno reso Malba ciò che è oggi», dichiara Frida Escobedo. La ristrutturazione, che si prevede finirà a cavallo tra 2029 e 2030, comprenderà nuove gallerie per mostre temporanee, un nuovo auditorium, spazi polifunzionali, una piazza-patio esterna, laboratori, magazzini e uffici. L’obiettivo è tessere rapporti con la quotidianità delle persone al di là dei meri appuntamenti espositivi. E quindi spazi destinati al cinema, alla letteratura, alla didattica e alla comunità affiancheranno le sale in cui saranno allestite le opere, che includeranno ulteriori 17 lavori come «Diego e io» (1945) di Frida Kahlo, «Danza a Tehuantepec» (1928) di Diego Rivera, «Le distrazioni di Dagobert» (1945) di Leonora Carrington e «Soldati americani» (1930) di José Clemente Orozco (così, la collezione del museo sale a circa 3mila opere). «Il rapporto con lo spazio pubblico della città, sotto Plaza Perú, è uno degli assi portanti del progetto, spiega l’architetta. Malba acquisisce lo spazio necessario per crescere, mentre la piazza conserva il suo carattere di spazio aperto e pubblico».
Un render del futuro Malba su progetto di Frida Escobedo
Alessia De Michelis
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