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Lo scavo nei cortili dell’Hôtel-Dieu, île de la Cité, Parigi (AP-HP -Paris 4e, 2026)

© Hamid Azmoun, Inrap

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Lo scavo nei cortili dell’Hôtel-Dieu, île de la Cité, Parigi (AP-HP -Paris 4e, 2026)

© Hamid Azmoun, Inrap

Parigi: scoperte accanto a Notre-Dame tracce (e muri) di antiche fortificazioni dei Galli

Il ritrovamento, definito eccezionale dalle autorità francesi, è avvenuto quest’estate sotto i cortili dell’Hôtel-Dieu e potrebbe offrire nuovi dettagli sull’antica Lutetia dei Parisii, descritta da Giulio Cesare nel «De bello Gallico»

Luana De Micco

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Gli archeologi sollevano da secoli una domanda rimasta finora senza risposta: dove si trovava, esattamente, l’antica Lutetia dei Parisii descritta da Giulio Cesare nel De bello Gallico? La scoperta annunciata il 23 settembre a Parigi dal Ministero francese della Cultura, riapre la questione: sotto i cortili dell’Hôtel-Dieu, antico ospedale ricostruito nell’800 sull’île de la Cité, accanto alla cattedrale Notre-Dame, gli archeologi hanno infatti riportato alla luce un «muro di pietra e legno», lungo una ventina di metri, costruito secondo la tecnica riconducibile alle tipiche fortificazioni dei Galli della fine dell’Età del Ferro.

La struttura presenta inoltre tracce di un violento incendio. Numerosi semi carbonizzati e i resti bruciati di un edificio in legno sono stati ritrovati sul posto. Alle spalle del muro, è stata rinvenuta infine una «grande piattaforma artificiale di sabbia e ghiaia» che fa pensare che il manufatto possa essere appartenuto alle mura di cinta dell’«oppidum» dei Parisii, dato alle fiamme nel 52 a.C. con l’arrivo delle truppe romane. I primi risultati delle analisi al Carbonio 14 sugli elementi lignei permettono di datare il manufatto in un intervallo di tempo tra il 200 e il 10 a.C.

«Potremmo trovarci di fronte a uno dei resti più importanti mai scoperti per comprendere la Lutezia dei Galli. La prudenza scientifica impone ancora di verificarne la funzione e la cronologia, ma la convergenza degli indizi è oggi particolarmente significativa», ha dichiarato la ministra della Cultura, Catherine Pégard.

Nei suoi scritti, nel 53 a.C., Cesare descriveva un oppidum posizionato su un isolotto della Senna, collegato alla terraferma da ponti. Di qui l’identificazione dell’antica Lutetia con l’île de la Cité. Finora però le testimonianze archeologiche di un’occupazione strutturata nella piccola isola, nel cuore della città, erano molto limitate. Per questo era stata avanzata un’altra ipotesi, quella di un insediamento in un’ansa della Senna a Nanterre, comune nella periferia nord-ovest di Parigi. I ritrovamenti dell’Hôtel-Dieu riaprono il dibattito. Gli scavi, in corso dal febbraio 2026, stati portati avanti dall’Inrap (Institut national de recherches archéologiques préventives), e dal servizio archeologico della Ville de Paris nell’ambito dei lavori di ristrutturazione dell’Hôtel-Dieu. Il settore era già stato individuato come area ad «alto potenziale archeologico» da una diagnosi realizzata nel 2019.

L’indagine del 2026 doveva documentare una sequenza di occupazioni antiche, medievali e moderne, ma il recente ritrovamento rinvia a una fase molto più antica. La scoperta del muro è stata quindi riconosciuta di «importanza eccezionale», secondo i criteri del Codice del patrimonio storico, per cui gli scavi, condotti sotto la direzione della DRAC, la Direzione regionale degli Affari culturali dell’Île-de-France, saranno portati avanti: «La scoperta potrebbe cambiare la storia di Parigi», sottolinea l’Inrap.

Gli esperti hanno potuto studiare finora soprattutto la tecnica costruttiva del muro, che combina blocchi di pietra ed elementi lignei disposti orizzontalmente, come solevano fare i Galli nell’edificare le fortificazioni di alcuni oppida alla fine dell’Età del Ferro.

Un ferro di lancia gallico recuperato ai piedi del muro rafforza l’ipotesi, senza chiudere definitivamente la questione cronologica. Se per la prima volta un gran numero di indizi significativi si concentrano nello stesso luogo, ancora molti sono gli interrogativi a cui gli esperti dovranno rispondere: «Gli archeologi cercheranno in particolare di stabilire la funzione esatta del muro, la data di costruzione, le modalità della sua distruzione e del suo abbandono, il rapporto con la piattaforma di sabbia e ghiaia, la possibile presenza di strutture sul lato della Senna e l’eventuale esistenza di livelli di occupazione ancora più antichi sotto il manufatto», si legge in una nota diffusa oggi.

La conservazione del reperto pone invece un altro problema. L’Inrap fa notare che il muro si trova «a notevole profondità» e che, nel progetto di ristrutturazione dell’Hôtel-Dieu lanciato nel 2024, da ospedale a grande polo internazionale per la ricerca medica, in biotecnologie e Intelligenza Artificiale aperto sulla città, «non è prevista la sua conservazione in situ». Pietre alterate dal fuoco e legni in gran parte calcinati rendono complesso lo smontaggio. È prevista allora la realizzazione di un calco per ricostruire una porzione del muro, in cui integrare le pietre originali, che potrebbe essere esposta più tardi in un museo parigino.

Lo scavo nei cortili dell’Hôtel-Dieu, île de la Cité, Parigi (AP-HP -Paris 4e, 2026). © Hamid Azmoun, Inrap

Luana De Micco, 24 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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