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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliDopo Londra, Parigi. Il calendario internazionale dell’arte contemporanea passa dalla settimana di Frieze a quella di Art Basel, confermando ottobre come uno dei mesi decisivi per il mercato europeo. Ma sarebbe riduttivo leggere questo passaggio soltanto come una successione di appuntamenti fieristici. La Paris Art Week, dal 19 al 25 ottobre 2026, mobilita una rete di istituzioni pubbliche, fondazioni, collezioni private, gallerie internazionali, case d’asta e spazi indipendenti che rende la capitale francese un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del sistema dell’arte.
Al centro c’è la quinta edizione di Art Basel Paris, in programma dal 23 al 25 ottobre al Grand Palais, con giornate di anteprima il 21 e 22. Sotto la nuova direzione di Karim Crippa, la manifestazione riunisce 211 gallerie provenienti da 41 Paesi e territori. Ma la forza di Parigi risiede anche nella sua capacità di trasformare una settimana di mercato in un calendario culturale che coinvolge l’intera città. I grandi musei inaugurano mostre di rilievo internazionale. Le fondazioni private mobilitano collezioni e commissioni. Le gallerie rafforzano la propria presenza con esposizioni, nuovi spazi e progetti temporanei. Le fiere indipendenti sperimentano formati alternativi, mentre le case d’asta concentrano opere di grande valore e collezioni storiche.
1. Art Basel Paris: 211 gallerie al Grand Palais
La quinta edizione della fiera segna il debutto alla direzione di Karim Crippa e conferma il consolidamento di Parigi nel calendario internazionale di Art Basel. I 211 espositori provengono da 41 Paesi e territori, con una forte presenza francese e numerose gallerie che partecipano per la prima volta. La struttura è articolata in tre sezioni. Galeries riunisce 183 espositori, con le principali gallerie internazionali e programmi che attraversano arte moderna e contemporanea. Emergence presenta 16 progetti, prevalentemente monografici, dedicati a nuovi artisti e ricerche emergenti. Premise comprende 12 proposte curatoriali, con opere storiche, riscoperte e progetti che si distinguono dalla presentazione fieristica tradizionale.
Informazioni pratiche: Art Basel Paris si svolge al Grand Palais, avenue Winston Churchill, dal 23 al 25 ottobre, dalle 11 alle 19. Le anteprime del 21 e della mattina del 22 ottobre sono riservate agli invitati; il vernissage del 22 pomeriggio è accessibile con biglietto dedicato o invito. Il biglietto giornaliero ordinario costa 47 euro, quello ridotto 30 euro; il biglietto per il vernissage costa 120 euro.
2. Le fiere collaterali: dove cercare nuovi artisti, nuove gallerie e nuovi mercati
Se Art Basel rappresenta il vertice commerciale della settimana, le fiere collaterali permettono di osservare la diversificazione del mercato parigino. Alcune si rivolgono a scene geografiche specifiche, altre sperimentano formule espositive alternative, altre ancora mettono in relazione arte contemporanea, fotografia, design ed editoria.
Paris Internationale
20–24 ottobre, 187–189 quai de Valmy
La dodicesima edizione riunisce 56 gallerie e cinque spazi non profit da 19 Paesi in un edificio di circa 3.500 metri quadrati nella zona del Canal Saint-Martin. L’allestimento è affidato allo studio Christ & Gantenbein. La formula nomade, il programma di ricerca e l’attenzione alle gallerie indipendenti ne fanno una tappa prioritaria per chi vuole individuare artisti e nuove dinamiche commerciali prima che entrino nei circuiti più consolidati.
Asia NOW
20–24 ottobre, Monnaie de Paris, 11 quai de Conti
Alla dodicesima edizione, la fiera presenta circa settanta espositori legati alle scene artistiche asiatiche e alle loro diaspore. Il programma mette al centro la pluralità delle produzioni contemporanee, tra tradizioni artistiche, sperimentazione e nuove reti internazionali.
Offscreen
20–25 ottobre, Chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière
Una delle manifestazioni più interessanti per chi segue fotografia, video, installazioni e pratiche sperimentali dell’immagine. La quinta edizione rende omaggio ad Ana Mendieta, figura fondamentale per le ricerche sul corpo, sulla performance e sul paesaggio. La sede, una cappella seicentesca, rende il rapporto tra opere e architettura parte integrante dell’esposizione. Tra le presenze italiane figurano Valentina Furian, rappresentata da UNA gallery, e Giovanni Ozzola, presentato da Galleria Continua.
AKAA – Also Known As Africa
23–25 ottobre, Carreau du Temple, 4 rue Eugène Spuller
La fiera dedicata alle scene artistiche africane e alle diaspore riunisce 37 gallerie. L’edizione introduce una sezione fotografica, AKAA Photo, e un progetto del fotografo senegalese Gabriel Dia. Un osservatorio sulle geografie del collezionismo africano e sulle relazioni tra mercato francese e produzione contemporanea del continente.
Design Miami Paris
21–25 ottobre, Hôtel de Maisons, 51 rue de l’Université
Quarta edizione della fiera di design da collezione, con oltre trenta gallerie e una sezione dedicata a installazioni di grandi dimensioni. Tra le presenze italiane Nilufar, Rossella Colombari e Volumnia. Una tappa per leggere la progressiva convergenza tra mercato dell’arte, arredi storici, design contemporaneo e collezionismo.
Post-Fair Paris
19–24 ottobre, 74 e 79 rue du Temple
Il progetto fondato dal gallerista e curatore Chris Sharp, nato a Los Angeles, debutta anche a Parigi con una trentina di gallerie internazionali distribuite in due spazi nel Marais. La formula privilegia presentazioni personali e a due artisti, con l’obiettivo di proporre una manifestazione agile e fortemente orientata alla ricerca.
Private Choice
18–25 ottobre, zona Palais-Royal
La manifestazione fondata da Nadia Candet occupa un appartamento haussmanniano nei pressi del Palais-Royal, all’angolo tra rue de Rivoli e rue de l’Échelle. La diciannovesima edizione, intitolata Kaléidoscope de talents, presenta oltre 150 opere e oggetti di design di circa quaranta artisti e designer.
Moderne Art Fair
22–25 ottobre, Place de la Concorde
Una sessantina di gallerie di arte moderna e contemporanea partecipano alla manifestazione. Tra le novità, una collaborazione con l’Institut du Monde Arabe, che presenta una selezione di opere provenienti dalla donazione Claude e France Lemand, dedicata ai rapporti tra arte europea e mondo arabo nel Novecento.
Thema
21–25 ottobre, 76 rue du Faubourg Saint-Honoré
La quarta edizione della manifestazione riunisce poco più di venti espositori, proponendo un confronto tra arte, design, architettura e artigianato. Tra le presenze italiane figura la galleria Paola Colombari di Milano.
Coucou Paris
19–23 ottobre, Marais
La piattaforma nomade e collaborativa torna con la partecipazione delle gallerie milanesi Cabinet Studiolo e Castiglioni, del progetto berlinese Dodopositano e della londinese Alice Amati. Il programma si estende a performance, sound art, poesia, club culture ed editoria indipendente.
Offprint Paris
22–25 ottobre, Césure, 13 rue Santeuil
Una manifestazione dedicata all’editoria indipendente, ai libri d’artista, alla fotografia, all’architettura e al design, con incontri, presentazioni e progetti editoriali. La differenza tra queste manifestazioni non riguarda soltanto il numero degli espositori. Paris Internationale, Post-Fair e Coucou Paris, in particolare, sperimentano formule che riducono la distanza tra fiera, mostra e progetto curatoriale. È un fenomeno da seguire perché mette in discussione alcuni aspetti del modello fieristico tradizionale: costi di partecipazione, standardizzazione degli stand e necessità di differenziarsi in un calendario sempre più affollato.
3. Le grandi mostre nei musei: quindici appuntamenti da non perdere
Kerry James Marshall – The Histories
Musée d’Art Moderne de Paris, fino al 24 gennaio 2027
La prima grande monografica francese dell’artista americano, fondamentale per la sua rilettura della rappresentazione Black e del ruolo della pittura di storia nella contemporaneità. La ricerca di Marshall ha ridefinito la presenza dei soggetti afroamericani nella pittura contemporanea, confrontandosi con la tradizione della rappresentazione storica e con le gerarchie della cultura visiva occidentale. Una delle priorità assolute della settimana.
Cézanne et nous
Grand Palais / Centre Pompidou, fino al 17 gennaio 2027
Circa 180 opere per ricostruire la portata dell’eredità di Paul Cézanne sulla pittura moderna e contemporanea. Un confronto che attraversa Henri Matisse, Piet Mondrian, Joan Mitchell e Bridget Riley. La mostra affronta la fortuna critica di Cézanne come una questione ancora aperta nella storia della pittura, osservando come la sua ricerca abbia contribuito a trasformare il rapporto tra forma, colore e costruzione dello spazio.
Simone Fattal – Des villes au fond d’un lac
Musée d’Art Moderne de Paris, fino al 24 gennaio 2027
Scultura, mito, archeologia e memoria nella prima personale dell’artista nell’istituzione parigina. La mostra ripercorre una ricerca che attraversa materiali e linguaggi differenti, mettendo in relazione la storia delle civiltà con la dimensione simbolica delle forme.
Da visitare insieme alla mostra di Kerry James Marshall.
Stan Douglas – Parallax
Jeu de Paume, 20 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
La storia come costruzione di immagini: ricostruzioni fotografiche, memoria collettiva e molteplicità dei punti di vista nella ricerca dell’artista canadese. Il titolo allude al fenomeno della parallasse, ovvero al cambiamento apparente della posizione di un oggetto in relazione al punto di osservazione. Un’immagine che introduce il lavoro di Douglas sulla parzialità delle narrazioni storiche e sull’impossibilità di una rappresentazione univoca degli eventi.
Mary Cassatt – Being Independent
Musée d’Orsay, fino al 31 gennaio 2027
La posizione autonoma della pittrice americana all’interno dell’Impressionismo, tra ricerca artistica e condizionamenti sociali.
La mostra restituisce la determinazione con cui Cassatt costruì il proprio percorso professionale in un sistema artistico prevalentemente maschile, superando una lettura limitata al suo rapporto con gli altri protagonisti del movimento impressionista.
Jenny Holzer – J’ai vu
Musée d’Orsay, dal 20 ottobre 2026
Proiezioni e installazioni testuali trasformano l’architettura e le collezioni del museo in un confronto tra memoria storica, linguaggio e potere. La facciata dell’ex stazione ferroviaria diventa supporto per proiezioni di frammenti testuali, mentre altri interventi dell’artista trovano posto lungo il percorso espositivo.
Eva Gonzalès – A Free-Spirited Artist
Petit Palais, fino al 24 gennaio 2027
Una rilettura della pittrice francese oltre il rapporto con Édouard Manet, per restituirle un ruolo autonomo nella storia della pittura dell’Ottocento. La mostra mette in evidenza la qualità della sua ricerca, radicata nell’osservazione della quotidianità e nella rappresentazione della vita femminile del suo tempo.
Vija Celmins
Musée de l’Orangerie, autunno 2026
Mari, cieli e superfici naturali costruiscono un confronto con la pittura di Claude Monet. Una mostra particolarmente interessante per il rapporto tra immagine, tempo e percezione. Le superfici minuziosamente elaborate dall’artista americana mettono in discussione il rapporto tra rappresentazione e realtà, costruendo immagini nelle quali la profondità dello spazio sembra continuamente annullarsi.
Kurt Schwitters – Le chaos-monde, 1918–1948
Musée Picasso-Paris, fino al 7 febbraio 2027
Oltre trecento opere e documenti per rileggere la ricerca dell’artista tedesco tra Dadaismo, Costruttivismo e assemblaggio. La mostra restituisce la complessità di una pratica che ha trasformato materiali di recupero, frammenti della vita quotidiana e oggetti apparentemente privi di valore in un linguaggio artistico radicalmente nuovo.
Zurbarán: 1598–1664
Musée du Louvre, fino al 25 gennaio 2027
Il rigore formale e la forza plastica della pittura spagnola del Seicento, in parallelo a una mostra sulla scultura policroma del Siglo de Oro con prestiti dal Museo Nacional de Escultura di Valladolid. Il doppio appuntamento permette di osservare il rapporto tra pittura, scultura e devozione nella cultura figurativa spagnola del XVII secolo.
Andy Warhol – Line and Image
Musée du Luxembourg, fino al 10 gennaio 2027
Il disegno come laboratorio dell’immagine warholiana, dalle illustrazioni commerciali alle ricerche sul volto, l’identità e l’iconografia queer. La mostra concentra l’attenzione su una dimensione meno consueta della produzione dell’artista, restituendo centralità alla pratica grafica e al ruolo del disegno nella costruzione del suo linguaggio.
Prune Nourry – Visionaries
Petit Palais, dal 20 ottobre 2026
Un intervento dedicato a figure femminili della cultura e dell’arte storicamente trascurate, in relazione alle collezioni del museo. Il progetto coinvolge diciotto figure femminili, tra cui Consuelo de Saint-Exupéry, Sarah Bernhardt, Hélène Bertaux e Jane Poupelet, attraverso un confronto tra memoria, rappresentazione e riconoscimento storico.
A Wardrobe of One’s Own: Dissident Femininities in the 19th Century
Palais Galliera, fino al 14 febbraio 2027
L’abito come strumento di emancipazione e contestazione delle convenzioni di genere, a partire anche dalla figura di George Sand. La mostra ricostruisce la storia dell’appropriazione di elementi del guardaroba maschile da parte delle donne nell’Ottocento, interpretandola come una forma di affermazione individuale e politica.
Prix Marcel Duchamp 2026
Musée d’Art Moderne de Paris, fino al 7 febbraio 2027
I progetti dei quattro finalisti: Joël Andrianomearisoa, Brognon Rollin, Laura Henno e Josèfa Ntjam. Il vincitore sarà annunciato il 22 ottobre. La mostra costituisce un osservatorio importante sugli orientamenti della scena contemporanea francese e sulle ricerche sostenute dalle sue principali istituzioni.
Gina Pane – A Hot Afternoon
Beaux-Arts de Paris, 14 rue Bonaparte, dal 20 ottobre
Diciannove fotografie e dieci disegni preparatori ricostruiscono l’azione realizzata dall’artista nel 1977 per Documenta 6. Una tappa di particolare interesse per la storia della performance e della Body Art, che permette di osservare il ruolo della documentazione fotografica nella trasmissione di pratiche artistiche effimere.
4. Le fondazioni: grandi collezioni e nuove commissioni
Ibrahim Mahama – The Harvest Season
Fondation Cartier pour l’art contemporain, dal 22 ottobre 2026
L’artista ghanese porta a Parigi un progetto sviluppato con altri artisti e collettivi, collegato alle strutture culturali ed educative da lui fondate a Tamale. L’interesse è anche istituzionale: la sua pratica supera il perimetro dell’opera per costruire luoghi di produzione, formazione e accesso alla cultura. Il progetto recupera inoltre l’eredità delle avanguardie africane sviluppatesi nel contesto dei movimenti indipendentisti degli anni Cinquanta e Sessanta, interrogandone l’attualità.
Gustave Fayet, Collector – Designer: Icons of Modern Art
Fondation Louis Vuitton, fino all’8 marzo 2027
Circa 250 opere per ricostruire il ruolo del collezionista, pittore e designer francese, con capolavori di Vincent van Gogh, Paul Gauguin, Odilon Redon, Berthe Morisot, Pierre Bonnard e Henri Matisse.
Una mostra sul rapporto tra gusto individuale, committenza privata e formazione della modernità, che permette di comprendere il contributo del collezionismo alla definizione del canone artistico.
Remember Me
Bourse de Commerce – Pinault Collection, fino al 18 gennaio 2027
Circa settecento opere attraversano due secoli di fotografia, da Julia Margaret Cameron e Alfred Stieglitz fino a Cindy Sherman, Wolfgang Tillmans e Zanele Muholi.
Nella Rotonda, un intervento di Barbara Kruger introduce una riflessione sulla costruzione delle immagini e della memoria. Il percorso non segue una successione rigidamente cronologica, ma costruisce confronti tra epoche e linguaggi differenti, interrogando la fotografia come strumento di rappresentazione, testimonianza e costruzione dell’identità.
Tre nuove mostre a Lafayette Anticipations
9 rue du Plâtre, dal 21 ottobre
La fondazione inaugura contemporaneamente Towards a Sea di Yu Nishimura, Vivresse di Hélène Fauquet e Monument di Mungo Thomson.
Un polo utile per individuare ricerche contemporanee meno presenti nel circuito delle grandi retrospettive e osservare le strategie di sostegno alla produzione artistica delle nuove generazioni.
5. Le gallerie: le mostre da vedere tra Marais, Matignon e Saint-Honoré
La concentrazione di gallerie è uno dei principali elementi di forza della settimana. Molte hanno programmato le inaugurazioni tra il 17 e il 21 ottobre, così da intercettare collezionisti, curatori e direttori di museo prima dell’apertura ordinaria di Art Basel.
Alexander Calder da Hauser & Wirth
Calder: François Premier, 19 ottobre – 19 dicembre, 26 bis rue François Premier
La mostra si concentra sugli anni 1953–55, quando Calder torna in Francia dopo un lungo periodo negli Stati Uniti. Tra le opere più importanti figurano Les Granettes (1953) e The Putney Mobile (1954), nuovamente presentate al pubblico dopo oltre settant’anni.
Il 19 ottobre è previsto un incontro tra Alexander S. C. Rower, presidente della Calder Foundation, e Hans Ulrich Obrist, seguito dall’inaugurazione.
Lee Krasner da Gagosian
Works from the 1960s, dal 19 ottobre, rue de Ponthieu
La galleria presenta un nucleo di opere degli anni Sessanta, un decennio decisivo per l’artista americana.
Il progetto, realizzato con la Pollock-Krasner Foundation, consente di osservare una fase di profonda trasformazione della sua pittura e di sottrarla definitivamente a una lettura subordinata alla figura di Jackson Pollock.
Warhol, Basquiat e Haring da Opera Gallery
Warhol, Basquiat, Haring. Une amitié artistique, 16 ottobre – 18 novembre, 62 rue du Faubourg Saint-Honoré
Una mostra ricostruisce il rapporto tra tre protagonisti della New York degli anni Ottanta. Il progetto mette in evidenza il ruolo di Keith Haring nel rapporto tra Warhol e Basquiat, restituendo la dimensione sociale e artistica di una stagione centrale della cultura visiva americana.
Manuel Mathieu da Galerie Poggi
Ayizan, ottobre – 28 novembre, 135 rue Saint-Martin
L’artista haitiano residente a Montréal presenta un progetto che affronta memoria, trasmissione culturale e storia collettiva attraverso riferimenti alla tradizione spirituale haitiana.
Il titolo richiama Ayizan, figura centrale nella tradizione vudù haitiana e nome di battesimo dell’artista. La mostra accompagna la sua partecipazione ad Art Basel Paris e segue la presenza alla Biennale di Venezia 2026.
Kyosuke Tchinai da Galerie Taménaga
Floating Worlds, 8–31 ottobre, 18 avenue Matignon
La galleria presenta una selezione di opere recenti dell’artista giapponese, dedicate ai cicli naturali, alla trasformazione e alla relazione tra apparizione e scomparsa. Fiori, paesaggi, pavoni e giochi di luce compongono un universo pittorico nel quale la tradizione figurativa giapponese incontra una sensibilità contemporanea.
Tracey Emin da White Cube
Dal 20 ottobre, 10 avenue Matignon
La galleria presenta nuovi dipinti e piccoli bronzi dell’artista britannica, in parallelo alla presenza delle sue sculture monumentali nel programma pubblico di Art Basel Paris.
Oscar Murillo da David Zwirner
Unfinished Thinking: Paintings and Social Maps, dal 19 ottobre, 108 rue Vieille du Temple
Una mostra nella quale segni, tracce e stratificazioni pittoriche diventano mappe di memorie e geografie condivise.
Elmgreen & Dragset da Galerie Max Hetzler
Les Fous d’En Face, dal 19 ottobre
Il duo presenta la seconda mostra con la galleria e la prima nella sede parigina, proseguendo una ricerca che mette in discussione le convenzioni della rappresentazione, dello spazio espositivo e delle relazioni sociali.
Tacita Dean e Bruce Nauman da Marian Goodman Gallery
Drawing Blind Drawing, dal 19 ottobre, 79 rue du Temple
Un film in 35 millimetri nel quale le mani dei due artisti disegnano insieme, alternandosi tra chi vede e chi traccia a occhi chiusi. Il progetto affronta il gesto del disegnare come pratica di relazione, percezione e collaborazione.
Galerie Chantal Crousel
Selection of Works, dal 19 ottobre
Una mostra collettiva che mette in relazione opere di Tarek Atoui, Roberto Cuoghi, Pierre Huyghe, Amy Sillman e Haegue Yang.
Lee Bae da Perrotin
Fino al 19 dicembre, rue de Turenne
L’artista coreano presenta nuove opere delle serie Brushstrokes e Issu du feu, nelle quali il carbone diventa materia per un’indagine sul gesto, sulla superficie e sull’astrazione.
Yan Pei-Ming da Massimodecarlo Pièce Unique
13–24 ottobre
Una nuova tela monumentale, L’exécution de l’empereur Maximilien, après Manet (2026), riprende il celebre dipinto di Édouard Manet attraverso una dominante cromatica rosso sangue. Il lavoro si inserisce nel ciclo di riletture di esecuzioni storiche avviato dall’artista nel 2008.
Pietro Moretti da Romero Paprocki
Sete, fino al 28 novembre
La prima personale parigina del pittore italiano presenta una ricerca dedicata alla città contemporanea, alle sue contraddizioni e alle forme della vita quotidiana.
Clément Cogitore da Galerie Nathalie Obadia
Ferdinandea, fino al 31 ottobre, Cloître Saint-Merri
Film, video e documenti d’archivio ricostruiscono la vicenda dell’isola vulcanica emersa nello Stretto di Sicilia nel 1831 e scomparsa pochi mesi dopo, diventando oggetto di contese territoriali e narrazioni coloniali.
Cy Twombly da Galerie Karsten Greve
Fino al 10 novembre
Una selezione di disegni realizzati a Sperlonga nel 1959 permette di osservare il rapporto tra segno, paesaggio mediterraneo e memoria classica nella ricerca dell’artista americano.
Aysha E. Arar da Sans titre
Shahrazad, 17 ottobre – 21 novembre
Racconti popolari palestinesi, memorie personali e creature immaginarie si intrecciano tra pittura, poesia e narrazione. La figura di Shahrazad, che racconta per sopravvivere, diventa il punto di partenza per riflettere sul racconto come gesto di libertà.
6. Fuori dalla fiera: pop-up, nuove aperture e progetti indipendenti
Tra i fenomeni più interessanti della settimana figura la scelta di alcune gallerie internazionali di partecipare al calendario parigino attraverso mostre temporanee, nuovi spazi o progetti autonomi, sfruttando la concentrazione di collezionisti e professionisti senza necessariamente occupare uno stand al Grand Palais.
Zero...: chat des marais
19–25 ottobre, 47 rue des Tournelles
La galleria milanese sceglie una mostra temporanea durante la settimana di Art Basel, con opere di Gavin Kenyon, Yvo Cho, Chiara Enzo, Aneta Grzeszykowska, Vincenzo Agnetti, Marta Naturale e Cally Spooner.
Un esempio di come una galleria possa partecipare alla concentrazione internazionale di pubblico senza utilizzare necessariamente il formato dello stand.
Salon 94: una nuova sede stabile a Parigi
Inaugurazione 18 ottobre, 30 Galerie de Montpensier
La galleria newyorkese di Jeanne Greenberg Rohatyn apre uno spazio di circa trenta metri quadrati affacciato sul Palais-Royal, inaugurando con una personale di Deborah Roberts.
Diversamente dai pop-up, si tratta di un investimento stabile nella città, che conferma la crescente attrattività di Parigi per le gallerie internazionali.
Frith Street Gallery: un pop-up al Molière
19–25 ottobre, 40 rue de Richelieu
La galleria londinese presenta opere di Dayanita Singh, Małgorzata Mirga-Tas, Tacita Dean e Cornelia Parker.
Avril: un nuovo spazio indipendente
Quartiere Bastille, durante la settimana
Les ombres la nuit riunisce Victor Pueyo e Henri Frachon in un ambiente sotterraneo, mettendo in relazione pittura, scultura e oscurità.
Queste iniziative mostrano un aspetto importante dell’evoluzione delle Art Week: la città diventa un’estensione del mercato fieristico, ma anche uno spazio nel quale sperimentare forme espositive meno convenzionali.
La scelta tra uno stand, un pop-up e una sede permanente non è soltanto logistica; riflette strategie commerciali, economiche e istituzionali differenti.
7. L’arte nello spazio pubblico: il programma fuori dal Grand Palais
Uno degli aspetti più significativi di Art Basel Paris è il programma pubblico, distribuito in diversi luoghi della capitale, con opere spesso accessibili gratuitamente.
Tracey Emin al Trocadéro
Parvis des Droits-de-l’Homme, dal 14 ottobre al 1° novembre
Davanti alla Cité de l’architecture et du patrimoine, Tracey Emin presenta tre sculture in bronzo: I Lay Here for You (2018), I Followed You to the End (2024) e I Will Not Be Alone (2025).
Le opere affrontano il corpo e la vulnerabilità attraverso figure monumentali che si confrontano con uno degli spazi pubblici più riconoscibili di Parigi.
Kennedy Yanko alla Cité de l’architecture et du patrimoine
Dal 16 ottobre 2026 al 3 gennaio 2027
L’artista americana presenta grandi sculture realizzate con metalli di recupero e superfici pittoriche, mettendo in relazione la propria ricerca con la tradizione della scultura monumentale francese.
Boz Deseo Garden al Jardin de la Nouvelle-France
20–25 ottobre
Celia, or the Misfortunes of Virtue presenta due aste in bronzo ispirate a un parafulmine ritrovato sulle coste del Bristol Channel, una delle rotte storiche della tratta transatlantica degli schiavi.
Lionel Sabatté allo Square Jean Perrin
20–25 ottobre
Champs d’oiseaux dispone uno stormo di uccelli in bronzo su sottili colonne, evocando il movimento migratorio e la fragilità delle presenze nello spazio urbano.
Robert Indiana in Place Clemenceau
20–25 ottobre
LOVE Wall ripropone in acciaio Cor-Ten la celebre composizione elaborata dall’artista nel 1966.
Avenue Winston Churchill: otto opere tra Grand Palais e Petit Palais
21–25 ottobre
Uno dei percorsi più interessanti della settimana attraversa Avenue Winston Churchill, dove otto opere trasformano lo spazio tra i due palazzi in un’esposizione temporanea.
Tra queste, l’insegna al neon capovolta CIEL di Marcello Maloberti, le opere di Yinka Shonibare, Simone Fattal, Niki de Saint Phalle, Manfred Pernice, Alicja Kwade, Carmen Herrera e Keita Miyazaki.
La presenza di Maloberti, in particolare, porta nel programma pubblico una ricerca italiana che lavora da anni sul rapporto tra linguaggio, immagine e spazio urbano.
Cosima von Bonin al Petit Palais
The Dollys & The Beaux, 20–25 ottobre
La storica galleria delle sculture del Petit Palais ospita un insieme di figure e animali di peluche, tra accessori teatrali, tessuti e riferimenti alla cultura pop.
Kutluğ Ataman ai Beaux-Arts de Paris
Küba, 20–25 ottobre, Chapelle des Petits-Augustins
L’installazione del 2004 è composta da quaranta schermi televisivi che raccolgono le testimonianze degli abitanti di una comunità nata alla periferia di Istanbul alla fine degli anni Sessanta.
Alice Diop al Palais d’Iéna
Geste de Consolation, 21–25 ottobre
Il progetto presentato da Miu Miu riunisce opere, letture e performance per affrontare il tema della rappresentazione delle donne nere e immaginare gesti di cura come risposta alla violenza.
8. Le aste: il mercato dell’arte si concentra a Parigi
La dimensione economica della Paris Art Week emerge con particolare evidenza nel programma delle grandi case d’asta.
Christie’s: quattro vendite e il trasferimento di Thinking Italian
La casa d’aste presenta un programma con stime complessive superiori ai 100 milioni di euro, incentrato su importanti collezioni storiche, tra cui quelle della famiglia Durand-Ruel, di Antonio Homem Sonnabend e di Marlene e Spencer Hays.
Tra i lotti principali, Bord des falaises à Pourville di Claude Monet, stimato 11–15 milioni di euro, e Jeunes filles au bord de la mer di Pierre-Auguste Renoir, stimato 4–6 milioni.
Un passaggio particolarmente significativo è la presenza di Thinking Italian all’interno della vendita parigina dedicata alle avanguardie e all’arte del XX e XXI secolo.
Tra gli artisti figurano Lucio Fontana, Amedeo Modigliani, Alighiero Boetti, Giorgio de Chirico, Piero Manzoni e Mario Schifano.
Per il mercato italiano, è un segnale da osservare: la scelta di Parigi come sede di una vendita dedicata all’arte italiana del Novecento riflette la volontà di intercettare il collezionismo internazionale concentrato nella capitale francese.
Le principali vendite sono previste il 22 e 23 ottobre, con esposizioni aperte al pubblico nei giorni precedenti.
Sotheby’s: la collezione Schlumberger e gli ultimi Monet
Il 22 ottobre, Sotheby’s propone Le Temps retrouvé: The Schlumberger Collection, una raccolta costruita nel corso di quattro decenni da Jeanne Schlumberger.
L’opera di punta è Iris di Claude Monet, del 1924–25, stimata 22–30 milioni di euro. La vendita comprende anche opere di Paul Cézanne, Gustave Courbet, Gustave Moreau e Camille Claudel.
Il 23 ottobre proseguono gli appuntamenti con le vendite dedicate all’arte moderna e al Surrealismo.
Le due case d’asta contribuiscono così a fare della settimana parigina un momento di confronto sui prezzi, sulla domanda internazionale e sulla capacità della piazza francese di attrarre importanti collezioni private.
9. La Paris Art Week giorno per giorno: l’itinerario consigliato
Lunedì 19 ottobre – Il giorno delle gallerie
La settimana può cominciare dal Marais, tra le inaugurazioni di Chantal Crousel, David Zwirner, Marian Goodman e Max Hetzler.
Nel pomeriggio, spazio a Post-Fair e ai progetti indipendenti, mentre la serata può proseguire tra avenue Matignon e rue François Premier.
Da non perdere l’inaugurazione di Calder: François Premier da Hauser & Wirth, preceduta da una conversazione tra Alexander S. C. Rower e Hans Ulrich Obrist.
Martedì 20 ottobre – Le fiere indipendenti e le nuove inaugurazioni
Mattina a Paris Internationale, sul Canal Saint-Martin, per osservare i programmi delle gallerie emergenti e degli spazi non profit.
Nel pomeriggio, visita ad Asia NOW alla Monnaie de Paris. Per chi segue fotografia, video e installazioni, una tappa a Offscreen, alla Salpêtrière.
In alternativa, apertura di Parallax di Stan Douglas al Jeu de Paume.
Mercoledì 21 ottobre – Art Basel in anteprima e design
Per gli accreditati, giornata al Grand Palais, con l’anteprima di Art Basel Paris.
Per gli altri visitatori, Design Miami Paris all’Hôtel de Maisons, le nuove mostre di Lafayette Anticipations e le installazioni pubbliche nei dintorni del Grand Palais.
Giovedì 22 ottobre – Le aste e le grandi istituzioni
Mattina alla Fondation Cartier per The Harvest Season di Ibrahim Mahama.
Nel pomeriggio, visita al Musée d’Art Moderne de Paris, tra Kerry James Marshall, Simone Fattal e i finalisti del Prix Marcel Duchamp.
La giornata coincide con l’annuncio del vincitore del premio e con alcune delle principali vendite di Christie’s e Sotheby’s.
Per chi dispone dell’accesso, la serata può concludersi al vernissage di Art Basel.
Venerdì 23 ottobre – La giornata di Art Basel
Intera giornata al Grand Palais per visitare le sezioni Galeries, Emergence e Premise.
Riservare almeno un paio d’ore al programma pubblico tra Petit Palais, Place Clemenceau e Avenue Winston Churchill, dove si concentrano numerose installazioni.
In serata, appuntamenti nelle gallerie e negli spazi indipendenti.
Sabato 24 ottobre – Le ultime fiere e i grandi musei
Mattina al Musée d’Art Moderne de Paris per Kerry James Marshall e Simone Fattal.
Nel pomeriggio, visita al Petit Palais per Eva Gonzalès e Prune Nourry.
È anche l’ultima giornata di Paris Internationale e Asia NOW, una buona occasione per tornare sui progetti più interessanti.
Domenica 25 ottobre – Le grandi collezioni e il bilancio della settimana
Ultima giornata delle principali fiere, tra cui Art Basel, Offscreen, AKAA e Design Miami Paris.
Per chi preferisce dedicarsi alle istituzioni, le alternative comprendono Musée d’Orsay, Louvre, Fondation Louis Vuitton e Bourse de Commerce. Una giornata utile anche per osservare i primi bilanci commerciali della settimana e raccogliere le valutazioni di galleristi, collezionisti e operatori.
10. Gli indirizzi essenziali della Paris Art Week 2026
Art Basel Paris, Grand Palais, avenue Winston Churchill, 75008 Parigi.
Musée d’Art Moderne de Paris, 11 avenue du Président Wilson, 75116 Parigi.
Petit Palais, avenue Winston Churchill, 75008 Parigi.
Musée d’Orsay, Esplanade Valéry Giscard d’Estaing, 75007 Parigi.
Musée du Louvre, rue de Rivoli, 75001 Parigi.
Jeu de Paume, 1 place de la Concorde, 75001 Parigi.
Musée de l’Orangerie, Jardin des Tuileries, 75001 Parigi.
Musée Picasso-Paris, 5 rue de Thorigny, 75003 Parigi.
Fondation Cartier pour l’art contemporain, 2 place du Palais-Royal, 75001 Parigi.
Fondation Louis Vuitton, 8 avenue du Mahatma Gandhi, 75116 Parigi.
Bourse de Commerce – Pinault Collection, 2 rue de Viarmes, 75001 Parigi.
Lafayette Anticipations, 9 rue du Plâtre, 75004 Parigi.
Monnaie de Paris, 11 quai de Conti, 75006 Parigi.
Paris Internationale, 187–189 quai de Valmy, 75010 Parigi.
Design Miami Paris, Hôtel de Maisons, 51 rue de l’Université, 75007 Parigi.
Hauser & Wirth, 26 bis rue François Premier, 75008 Parigi.
Opera Gallery, 62 rue du Faubourg Saint-Honoré, 75008 Parigi.
Galerie Poggi, 135 rue Saint-Martin, 75004 Parigi.
Galerie Taménaga, 18 avenue Matignon, 75008 Parigi.
Christie’s, 9 avenue Matignon, 75008 Parigi.
Sotheby’s, 83 rue du Faubourg Saint-Honoré, 75008 Parigi.
Lavinia Trivulzio
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Tra le meraviglie delle London Collections di Christie’s spicca la leggendaria Collezione Baron: un viaggio straordinario attraverso i capolavori lapidei che hanno incantato le corti d'Europa
Un convegno all'Accademia di Brera, mostre, installazioni e nuove acquisizioni museali celebrano il centenario della nascita di Alik Cavaliere. Il 15 ottobre, una giornata di studi curata da Angela Vettese e Fania Cavaliere riunisce storici dell'arte e studiosi per rileggere la ricerca di un protagonista del secondo Novecento e ricostruire la Milano in cui scultura, letteratura, teatro e sperimentazione concettuale si incontravano. Dalle collaborazioni con Bobo Piccoli e Vincenzo Ferrari ai rapporti con Emilio Scanavino, un programma diffuso riapre anche questioni di conservazione, studio e valorizzazione del suo patrimonio.
Dal 21 al 29 novembre torna Milano Drawing Week, la manifestazione ideata da Collezione Ramo che costruisce una geografia del disegno tra istituzioni, gallerie, archivi e spazi inconsueti. Dieci mostre, otto dialoghi tra artisti contemporanei e maestri del Novecento, da Boetti a Fontana, Munari, Melotti e Schifano, e due progetti dedicati a Emilio Scanavino ed Ericailcane. Ma la sesta edizione allarga soprattutto la pratica oltre l'esposizione: workshop, sketch meeting, incontri e azioni collettive per tornare a considerare il disegno non come genere minore, ma come luogo primario della ricerca artistica.
Undici quinari d’argento del I secolo a.C. sono stati rinvenuti a Singen, in Turingia, durante i lavori per la costruzione di una nuova caserma dei vigili del fuoco. Potrebbero sembrare pochi, ma costituiscono il più grande tesoro monetale celtico di questo periodo finora documentato nella regione. Le monete furono nascoste insieme, probabilmente all’interno di un contenitore in materiale organico, e mai recuperate dal proprietario.



