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Un arazzo allegorico fiammingo della serie «Le stagioni di Lucas», Bruxelles, fine XVII secolo, stimato 80-120mila sterline

Courtesy of Christie’s

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Un arazzo allegorico fiammingo della serie «Le stagioni di Lucas», Bruxelles, fine XVII secolo, stimato 80-120mila sterline

Courtesy of Christie’s

Da Firenze a Praga, l’epopea dei commessi lapidei arriva da Christie’s a Londra

Tra le meraviglie delle London Collections di Christie’s spicca la leggendaria Collezione Baron: un viaggio straordinario attraverso i capolavori lapidei che hanno incantato le corti d'Europa

Lavinia Trivulzio

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Dal 14 al 28 ottobre, le sale londinesi di Christie’s tornano a trasformarsi nel punto d'incontro privilegiato per i grandi conoscitori d'arte in occasione della vendita delle London Collections. L'asta di questa stagione compone un mosaico affascinante di arti decorative e pittura, con un arco temporale che spazia dal Cinquecento al Novecento: dai dipinti dei Grandi Maestri ai disegni, dalle porcellane all'argenteria fino alle raffinate gold boxes, affiancati da due straordinarie sezioni di arredi inglesi e da una serie di arazzi fiamminghi e francesi di rilievo museale, tra cui spiccano due panni della celebre serie dei Mois de Lucas. Eppure, a catalizzare l'attenzione della piazza internazionale è senz'altro la straordinaria Collezione della Famiglia Baron, una raccolta interamente dedicata all’arte del commesso in pietre dure e alle sculture in porfido. Costruita con pazienza e acume critico nell'arco di oltre vent'anni, la silloge Baron rappresenta un vero e proprio monumento alla passione collezionistica, capace di ripercorrere l'evoluzione continentale di questi spettacolari «dipinti lapidei». Nata a Roma nel XVI secolo sulla scia della riscoperta del mosaico opus sectile e consacrata a meraviglia d'Europa sotto la dinastia dei Medici a Firenze - con la fondazione della Galleria dei Lavori nel 1588 - l'arte della pietra dura ha poi contagiato le corti principesche di Praga, Napoli, Madrid e Parigi, tornando a risplendere nelle epoche neoclassica e moderna.

Una placca italiana in pietra dura attribuita alle Officine Granducali, Firenze, XVII secolo, Firenze, XVII sec (stima: 12mila-18mila sterline). Courtesy di Christie’s

Tra le opere più significative presentate all'incanto spicca un solenne gabinetto romano in ebano, metallo dorato e pietre dure della metà del Seicento, un perfetto esempio dell'architettura barocca applicata agli arredi di pregio. La sezione fiorentina risplende grazie a un magnifico reliquiario in ebano e bronzo dorato attribuito agli Opifici Granducali e a raffinate placche in commesso, dove i maestri intagliatori hanno saputo sfruttare le venature naturali di diaspri, agate e lapislazzuli per dare vita a paesaggi e motivi naturalistici di incantevole verosimiglianza. La portata europea del fenomeno è ben rappresentata anche da una placca boema eseguita sulla scorta di un disegno di Aegidius Sadeler II - testimonianza dell'influenza degli artigiani italiani alla corte di Rodolfo II a Praga - e da un piano di consolle napoletano della metà del Settecento, dominato da una sensibilità squisitamente rococò. Non mancano infine le testimonianze legate alla stagione del Grand Tour, con eleganti cofanetti e oggetti d'uso come un orologio da appoggio in bronzo dorato e pietre dure di epoca Restauration, preziosi ricordi che i giovani aristocratici europei acquistavano in Italia per arredare i propri palazzi.

A completare la raccolta interviene una selezionata serie di vasi e sculture in porfido, la rara pietra purpurea da sempre legata al concetto di sovranità e potere imperiale. Dai capolavori seicenteschi fino alle riprese neoclassiche e ottocentesche, spiccano un monumentale vaso italiano con coperchio del XVII secolo e un raffinatissimo vaso di epoca Luigi XV con montature francesi in bronzo finemente cesellato, ai quali si affiancano esemplari ottocenteschi tratti dalle rinomate cave svedesi di Älvdalen. L'appuntamento da Christie's offre così un'occasione rara per ammirare e acquisire capolavori che celebrano la sfida immortale dell'uomo nell'imprimere l'arte sulla materia più dura e incorruttibile.

Sir John Everett Millais, BT., P.R.A. , «Ritratto di Alice Sophia Caroline Stuart Wortley» (stima: 80mila-120mila sterline). Courtesy di Christie’s

Lavinia Trivulzio, 13 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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