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Ericailcane, Manifestazione, Inchiostro su carta, 70x50cm Courtesy l'artista

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Ericailcane, Manifestazione, Inchiostro su carta, 70x50cm Courtesy l'artista

Milano diventa capitale del disegno. Dieci mostre per la Drawing Week

Dal 21 al 29 novembre torna Milano Drawing Week, la manifestazione ideata da Collezione Ramo che costruisce una geografia del disegno tra istituzioni, gallerie, archivi e spazi inconsueti. Dieci mostre, otto dialoghi tra artisti contemporanei e maestri del Novecento, da Boetti a Fontana, Munari, Melotti e Schifano, e due progetti dedicati a Emilio Scanavino ed Ericailcane. Ma la sesta edizione allarga soprattutto la pratica oltre l'esposizione: workshop, sketch meeting, incontri e azioni collettive per tornare a considerare il disegno non come genere minore, ma come luogo primario della ricerca artistica.

Lavinia Trivulzio

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Il disegno viene prima dell'opera oppure è già un'opera? È studio, annotazione, esercizio privato, progetto o linguaggio autonomo? La storia dell'arte ha continuato a modificare le risposte a queste domande e proprio la natura mobile del disegno -immediato, economico, fragile e spesso vicinissimo al momento in cui un'idea prende forma- è al centro della sesta edizione di Milano Drawing Week, in programma dal 21 al 29 novembre 2026.

Ideata e curata da Collezione Ramo in collaborazione con il Comune di Milano-Assessorato alla Cultura, la manifestazione torna con nove giorni di programmazione, dieci mostre a ingresso gratuito e un calendario di incontri, workshop e azioni distribuiti nella città. Dalla Fondazione Scanavino alla Cittadella degli Archivi, dalle gallerie alla chiesa-museo San Fedele, dalla Pinacoteca Ambrosiana fino a uno studio di architettura, una rivisteria e un negozio di fiori, il progetto costruisce una geografia volutamente discontinua.

La scelta riflette la natura stessa del medium. Il disegno difficilmente rimane confinato in una sola categoria: può essere preparatorio o definitivo, intimo o monumentale, figurativo o astratto; può precedere un dipinto, diventare progetto per un'opera pubblica o rimanere semplicemente sulla carta. La Drawing Week utilizza questa elasticità per attraversare generazioni, luoghi e funzioni differenti. Il nucleo della manifestazione rimane il confronto tra artisti contemporanei e maestri del Novecento italiano. Collezione Ramo, raccolta dedicata interamente al disegno italiano del XX e XXI secolo e composta da circa 800 opere, mette parte del proprio patrimonio a disposizione degli artisti invitati. Ognuno sceglie un'opera storica con la quale confrontarsi e da questa relazione nasce un progetto espositivo concepito appositamente per la settimana milanese.

Gli otto accostamenti, selezionati da Irina Zucca Alessandrelli, evitano volutamente una lettura cronologica. Massinissa Selmani sceglie Lucio Del Pezzo; Francesco Snote Antonio Donghi; Nicole Colombo Alighiero Boetti; Roberto De Pinto Bruno Munari; Margarita Gluzberg Fausto Melotti; Damir Očko Lucio Fontana; Mattia Barbieri Mario Schifano; Hernan Pitto Bellocchio ancora Boetti.

Sono incontri che permettono alle opere della collezione di sottrarsi alla condizione di documento storico. Fontana, Boetti, Munari, Melotti o Schifano vengono rimessi in circolazione attraverso lo sguardo di artisti appartenenti a generazioni e contesti differenti. Il passato non viene esposto come modello da celebrare, ma utilizzato come interlocutore. Gli otto progetti attraversano altrettante gallerie e spazi cittadini. Alma Pearl presenta Margarita Gluzberg presso ACE; ArtNoble Gallery porta Hernan Pitto Bellocchio nello Studio Lombard; Francesca Minini ospita Roberto De Pinto; Matta Francesco Snote; RizzutoGallery presenta Mattia Barbieri negli spazi di Park Associati; Tiziana Di Caro porta Damir Očko da Spazio Osart; Triangolo presenta Nicole Colombo presso Marco Piva Studio e Umberto Di Marino Massinissa Selmani nelle Gallerie Guzzetti.

A questa costellazione si aggiungono due mostre istituzionali che riportano il disegno a due momenti molto diversi della sua possibile esistenza. Alla Fondazione Scanavino, Datemi un punto fermo, ancora a cura di Irina Zucca Alessandrelli, attraversa vent'anni della produzione su carta di Emilio Scanavino, con un nucleo di disegni erotici inediti. È un'occasione per tornare su una parte particolarmente ricca della ricerca dell'artista genovese, nel quale il segno costituisce uno dei luoghi fondamentali di elaborazione del suo vocabolario visivo. Alla Cittadella degli Archivi, invece, Cercami tra i cani è dedicata a Ericailcane, figura riconoscibile della street art italiana. Animali antropomorfi, bestiari e figure attraverso cui l'artista mette in scena gerarchie, comportamenti sociali e forme del potere riportano l'attenzione sul rapporto tra il foglio e la scala urbana: dietro opere destinate a occupare muri e architetture rimane il disegno come matrice.

Sarà proprio la Cittadella degli Archivi a ospitare, il 20 novembre dalle 18.30 alle 22, la festa che precede l'apertura ufficiale della manifestazione, costruita intorno all'universo visivo di Ericailcane. Ma è soprattutto il programma pubblico a segnalare l'intenzione di questa sesta edizione di non limitarsi a mostrare il disegno, bensì rimetterlo materialmente nelle mani del pubblico.

Alla chiesa-museo San Fedele, uno Sketch Meeting coordinato da Urban Sketchers riunirà cento persone chiamate a disegnare contemporaneamente le opere conservate nello spazio. La Scuola di Santa Rosa, fondata dagli artisti Francesco Lauretta e Luigi Presicce, trasferirà da UFO la propria pratica collettiva: artisti e non artisti si incontreranno durante un aperitivo per disegnare insieme. Il gesto normalmente solitario diventa così occasione di osservazione condivisa. Ancora più esplicito è il laboratorio di Alessandro Bonaccorsi, dedicato al «disegno brutto» e pensato precisamente per chi sostiene di non saper disegnare. Il punto non è imparare a produrre un'immagine corretta, ma liberarsi dalla valutazione del risultato. Piano Bi lavora invece con i bambini attraverso il collage, mentre Gabriella Ciancimino porta da OFFFI una lettura di carte realizzate a partire dalle piante spontanee che crescono nei parchi abbandonati e nelle aree residuali di Milano, intrecciando botanica urbana, numerologia e disegno.

Da Frab's Magazines arriverà invece The Drawer, rivista parigina interamente dedicata al disegno contemporaneo, mentre la Pinacoteca Ambrosiana sposterà la riflessione dal gesto alla sua tutela. Nel talk È ancora possibile tutelare lo stile?, Roberto Cuoghi e l'avvocata Elisa Vittone affronteranno uno dei problemi destinati a diventare sempre più rilevanti per artisti e istituzioni: che cosa significa proteggere uno stile nell'epoca dell'appropriazione, della riproducibilità digitale e dell'intelligenza artificiale generativa? È un tema apparentemente laterale che in realtà riporta al centro una caratteristica fondamentale del disegno. Proprio perché il segno può rappresentare una delle manifestazioni più riconoscibili della mano di un artista, la possibilità tecnologica di imitarlo e riprodurlo interroga direttamente i confini tra linguaggio individuale, appropriazione e diritto.

Torna infine il Premio Milano Drawing Week, sostenuto da Gruppo Censeo e assegnato a uno degli artisti contemporanei partecipanti. Quest'anno assume la forma di una residenza di un mese a Londra presso Worlding Project, fondato da Joana Neves e Diogo Pimentao, con l'obiettivo di sviluppare relazioni internazionali intorno alla ricerca sul disegno. Ne emerge una manifestazione che, arrivata alla sesta edizione, sembra voler allargare progressivamente la definizione del proprio oggetto. Il disegno non è soltanto ciò che viene conservato sotto vetro. È ciò che precede un muro dipinto, ciò che mette in comunicazione un artista contemporaneo con Boetti o Fontana, ciò che cento persone possono fare insieme in una chiesa e persino ciò di cui occorre ridefinire la tutela quando un algoritmo può apprenderne le caratteristiche.

Lavinia Trivulzio, 03 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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