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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoli«Non so esattamente ciò che sto cercando, qualcosa che non è stato ancora suonato. Non so che cosa è. So che lo sentirò nel momento in cui me ne impossesserò, ma anche allora continuerò a cercare». John Coltrane (1926-1967), sassofonista americano e pioniere del free jazz, descriveva così l’improvvisazione: una struttura che esiste già, ma che viene spinta ogni volta un po’ più avanti. È la stessa formula scelta da miart, che per la trentesima edizione, diretta da Nicola Ricciardi, si sposta nella nuova sede della South Wing dell’Allianz MiCo, dal 17 al 19 aprile (inaugurazione su invito il 16). Il titolo, «New Directions» è lo stesso di un album di John Coltrane del 1963 ed è al contempo un omaggio musicale e una dichiarazione programmatica: come nell’improvvisazione jazzistica, anche miart si muove su uno standard riconoscibile che si reinventa continuamente.
La fiera milanese ha progressivamente rafforzato la propria posizione di piattaforma di mercati: quello del moderno, ancora centrale in Italia, e quello della ricerca contemporanea internazionale. La loro convivenza in fiera non è solo una questione cronologica, ma un vero dispositivo curatoriale. Con un parterre di 160 gallerie da 24 Paesi suddivise in 3 sezioni, la 30ma miart si fonda sulla continuità dei linguaggi artistici, mostrando come il contemporaneo nasca spesso da ritorni e riattivazioni del passato. Questa impostazione si riflette nella specificità del collezionismo italiano, ancorato a valori storicamente consolidati del Novecento e sempre più attento alle ricerche contemporanee che ne espandono il campo. L’architrave portante della fiera resta Established, con 111 gallerie i cui stand attraversano diversi capitoli della storia dell’arte, dai maestri del Novecento alle ricerche emergenti, corredate da alcune proposte di design d’autore, eco di un collezionismo sempre più ibrido, capace di muoversi tra epoche e discipline diverse. Qui tra le monografiche, MASSIMODECARLO presenta Nicole Wittenberg, che parte da studi a pastello dal vero e li sviluppa in pittura; Galleria dello Scudo concentra lo stand su Vedova tra anni Ottanta e Novanta, fase tarda ad alta tensione gestuale. Andrew Kreps e SpazioA portano Chiara Camoni, scelta per rappresentare l’Italia alla Biennale di Venezia, con lavori tra disegno, impronte vegetali e ceramica; Trautwein Herleth include Sung Tieu, che sarà invece con Henrike Naumann nel Padiglione tedesco. Alcune importanti gallerie scelgono Milano per la prima volta, accanto ad altrettanto illustri colleghi che tornano dopo alcuni anni di assenza: in entrambi i casi è il segnale di una fiera attrattiva nel circuito internazionale e in contesti molto diversi, dal mercato statunitense a quello europeo. Accanto a nuovi ingressi e ritorni, numerose gallerie confermano una relazione ormai stabile con la manifestazione. Alfonso Artiaco (Napoli), Bortolami (New York), DIE GALERIE (Francoforte), Lyles & King (New York), Nino Mier Gallery (New York, Bruxelles), Soft Opening (Londra), Sadie Coles HQ (Londra), Buchholz (Berlino), Peter Kilchmann (Zurigo), Galleria Continua (San Gimignano, Pechino, Les Moulins, L’Avana, Roma, San Paolo, Parigi), Gió Marconi (Milano), Monica De Cardenas (Milano), Lia Rumma (Napoli, Milano), P420 (Bologna), ML Fine Art | Matteo Lampertico (Milano) e Maurizio Nobile (Bologna), Frediano Farsetti (Milano) solo per citarne alcune, considerano miart un appuntamento strategico nell’affollato calendario fieristico internazionale.
Tra le novità dell’edizione Established Anthology, cammeo con venti gallerie – tra cui Mazzoleni (Torino, Milano) e Tornabuoni Arte (Firenze) – con progetti che accostano modernismo storico e ricerca contemporanea per interrogare ciclicità, metamorfosi e memoria e per mettere in discussione la linearità cronologica della storia dell’arte e rileggendola tra memoria e oblio, passaggi generazionali e ipotesi di futuro, anche distopico. Emergent, curata da Attilia Fattori Franchini, resta uno dei punti più dinamici della fiera. La sezione riunisce 29 giovani gallerie che lavorano con artisti delle nuove generazioni e sperimentano formati espositivi più agili e meno gerarchici. Portano a Milano ricerche ancora in evoluzione, spesso lontane dalle logiche più consolidate del mercato, temi che vanno dall’identità al corpo, dalla memoria al clima, tra pittura, scultura, ceramica, tessile, video e fotografia. La pittura è centrale, con molte prime partecipazioni: Marco Scarpi (Amanita) lavora sul corpo per immagini associative; Emi Mizukami (Ehrlich Steinberg) su registri intimi e poetici; Judith Dean (Shahin Zarinbal/South Parade) costruisce visioni stratificate; Nilufer Yildirim (MERKUR) su paesaggi astratti; Łukasz Stokłosa (KRUPA) su una pittura camp ed erotica. Tra le novità della fiera Movements, il programma dedicato al video e film d’artista, realizzato in collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival, una scelta particolarmente significativa in ambito fieristico dove questo linguaggio è spesso marginale, sacrificato a dinamiche di mercato che privilegiano media come pittura e scultura. Tra le partnership è da segnalare la rinnovata collaborazione con Intesa Sanpaolo, main partner della manifestazione, dove sarà con un progetto espositivo dedicato a Robert Ryman e Mario Schifano a cura di Nicola Ricciardi. Confermato il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano (100.000 euro), destinato all’ampliamento della collezione. Numerosi i riconoscimenti: dall’11mo Premio Herno (10.000 euro), per il miglior progetto espositivo, al Premio LCA Studio Legale per Emergent (4.000 euro), dedicato alle gallerie di Emergent. E poi il Premio Orbital Cultura – Nexi Group, dedicato alla fotografia, il Premio Matteo Visconti di Modrone, che offre a un artista la possibilità di realizzare un’opera alla Fonderia Artistica Battaglia, il Premio Rotary Club Milano Brera, con acquisizione per il Museo del Novecento, il Premio Massimo Giorgetti, per gli artisti a inizio della carriera e poi ancora, SZ Sugar miart commission e, al suo debutto, l’Archivorum Publication Award: 20.000 euro per un progetto editoriale sperimentale tra artista ed editore indipendente, selezionato nella sezione Emergent. Tra i progetti speciali, infine, le collaborazioni con MSGM, Maison Ruinart e l’inedita partnership con Radio Monte Carlo, radio ufficiale di miart 2026.
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