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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliA Montecatini Terme (Pt), le sale storiche della stazione ferroviaria di piazza Italia tornano a disposizione dei visitatori. È stata presentata il 22 settembre, all’interno dell’edificio progettato dall’architetto e ingegnere razionalista Angiolo Mazzoni e realizzato tra il 1936 e il 1937, la convenzione tra Fondazione Ferrovie dello Stato e Comune che consentirà di riaprire al pubblico gli ambienti «vintage» del complesso.
Si tratta di tre sale d’attesa di particolare valore artistico e architettonico, recuperate nel 2015 attraverso un intervento di ristrutturazione che ne ha restituito le caratteristiche originarie. Spazi finora poco conosciuti anche dai cittadini, che da ottobre potranno essere visitati ogni venerdì, dalle 11 alle 17, attraverso visite guidate gratuite affidate a personale qualificato. In occasione delle iniziative natalizie, dal 21 novembre al 2 gennaio, le visite saranno effettuate anche il sabato.
L’edificio rappresenta una significativa testimonianza dell’architettura ferroviaria italiana del Novecento. Mazzoni, tra i principali protagonisti dell’architettura razionalista applicata alle infrastrutture ferroviarie, progettò ambienti nei quali funzionalità, materiali e decorazione convivono in un equilibrio particolarmente raffinato.
Il punto di maggiore ricercatezza formale è la sala di prima classe, concepita come ambiente di rappresentanza destinato ai viaggiatori più facoltosi e anche agli esponenti della famiglia reale. Le pareti sono rivestite con lastre di granito rosa del Trentino, mentre il pavimento è realizzato in granito nero. A caratterizzare l’ambiente è soprattutto l’illuminazione a cascata, un elemento geometrico e luminoso che esalta le superfici e le tonalità dei materiali.
Più sobrie, ma progettate con la stessa attenzione, sono le sale di seconda e terza classe. Qui la resistenza all’uso quotidiano si combina con la cura estetica: la pavimentazione è realizzata con tessere di ceramica rosso scuro, una soluzione pensata per sopportare l’intenso passaggio dei viaggiatori.
Con una superficie complessiva di 140 metri quadrati, articolata in tre ambienti distinti, le sale costituiscono oggi un patrimonio da riscoprire. La loro apertura offre l’opportunità di conoscere da vicino un capitolo significativo della storia della stazione e dell’architettura italiana del Novecento. Gli spazi potranno inoltre essere richiesti alla Fondazione Ferrovie dello Stato per lo svolgimento di iniziative e attività.
Gaspare Melchiorri
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