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Una veduta del Castello di Chambord

Foto tratta da Wikipedia. Foto Calips (presunta opera propria) | CC BY SA 3.0

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Una veduta del Castello di Chambord

Foto tratta da Wikipedia. Foto Calips (presunta opera propria) | CC BY SA 3.0

Successo da record della raccolta fondi per il Castello di Chambord: 1 milione di euro

La somma raggiunta permetterà di finanziare i lavori di restauro dell’«ala Francesco I», inagibile da anni per motivi di sicurezza e ormai in stato di abbandono

Gaspare Melchiorri

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Era partita all’inizio come una cauta campagna di sostegno al patrimonio nazionale: ora si è trasformata in una straordinaria dimostrazione di affetto collettivo. In Francia, la raccolta fondi lanciata dal Castello di Chambord, nella Valle della Loira, ha superato lo storico traguardo di un milione di euro di donazioni. È un risultato eccezionale, che permetterà di finanziare i lavori di restauro dell’«ala Francesco I», inagibile da anni per motivi di sicurezza e ormai in stato di abbandono.

«All'avvio di questa campagna, stimavamo di raccogliere circa 100mila euro in un anno. Meno di dodici mesi dopo, siamo arrivati a un milione: l'ampiezza e la rapidità di questa mobilitazione hanno superato ogni nostra aspettativa», ha dichiarato con entusiasmo Pierre Dubreuil, direttore generale del Domaine National de Chambord.

Iniziata nel settembre 2025, la colletta popolare faceva appello alla generosità dei visitatori attraverso lo slogan «Chambord ha bisogno di voi». A fare da simbolo visivo alla campagna, un suggestivo ed emblematico ritratto di re Francesco I solcato da una lacrima di sangue, affisso all'ingresso della tenuta.

Il messaggio ha colto nel segno: oltre 5.500 donatori hanno deciso di contribuire direttamente alla causa. «Abbiamo sentito che questa campagna ha toccato il cuore dei francesi e persino di un pubblico internazionale», ha aggiunto Dubreuil. Un impulso determinante alla raccolta è arrivato anche dalle istituzioni: il cantiere ha infatti beneficiato di una misura speciale della legge di bilancio 2026, modellata sul dispositivo già adottato per la ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame di Parigi, che porta la detrazione fiscale al 75% per le donazioni destinate al restauro.

L’intervento è diventato ormai indilazionabile. L’ala interessata, progettata a partire dal 1539 per ospitare gli appartamenti privati del sovrano e la sala del consiglio, è del tutto inaccessibile al pubblico dal 2019. Nonostante al primo piano siano ancora presenti i moduli didattici pensati per le scolaresche, l’accesso è stato rigorosamente vietato per l’imminenza del rischio crollo: i muri portanti sono vistosamente segnati da crepe e il pavimento è invaso dai detriti.

Grazie alla generosità dei cinquemila donatori e alle agevolazioni statali, uno dei luoghi più importanti del Rinascimento francese potrà finalmente ritrovare l’antico splendore e riaprire le porte alle generazioni future.

Gaspare Melchiorri, 18 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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