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Realizzazione del ponteggio del cantiere di restauro del Campanile di Giotto, a Firenze

Courtesy di Opera di Santa del Fiore. Foto Fabio Muzzi

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Realizzazione del ponteggio del cantiere di restauro del Campanile di Giotto, a Firenze

Courtesy di Opera di Santa del Fiore. Foto Fabio Muzzi

Montato, nel rispetto dei turisti e dei falchi pellegrini, l’innovativo ponteggio per il restauro del Campanile di Giotto

Consentirà la ristrutturazione della magnifica torre campanaria fiorentina. «Sorvegliati speciali» i velocissimi rapaci che dal 2000 nidificano nel complesso della Cattedrale

Elena Franzoia

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4 mesi. Era questo il termine temporale, rispettato, che lo staff tecnico di Opera di Santa Maria del Fiore (Opa) si era posto a Firenze per la realizzazione dell’innovativo ponteggio, alto 86 metri, che consentirà nei prossimi 5 anni il restauro del Campanile di Giotto. Progettato dall’architetto Samuele Caciagli, responsabile dell’Ufficio Tecnico Opera di Santa Maria del Fiore e dei lavori, con Tecno System Appalti e Layher S.p.A., il ponteggio presenta su ogni lato un «binario» verticale, che consentirà al cantiere di scendere verso il basso con progressiva restituzione visiva alla città della insigne torre campanaria trecentesca man mano che i lavori, che inizieranno dalla sommità dell’edificio, saranno terminati.

«L’obiettivo era realizzare un cantiere che non alterasse l’equilibrio statico del campanile e non ne nascondesse la bellezza, spiega Caciagli, utilizzando materiali e attrezzature ideati per essere integralmente recuperati e riutilizzati in cantieri future». A rendere possibile il progetto è stato l’innovativo sistema di ponteggio modulare in acciaio ideato da Layher, utilizzato anche nel cantiere di restauro dei mosaici del Battistero fiorentino che, rispetto ai sistemi tradizionali con tubi e giunti, risulta straordinariamente flessibile e in grado di adattarsi alle geometrie variabili e alle sporgenze del Campanile, creando piani di lavoro calibrati sulle esigenze dei restauratori cui vengono offerte massima ergonomia, libertà di movimento e sicurezza.

L’intervento di restauro delle antiche superfici lapidee richiederà 7 milioni di euro, interamente finanziati da Opa, ed è finalizzato «alla conservazione e alla salvaguardia dell’integrità del monumento, attraverso un’attenta fase preliminare di conoscenza, rilievo e diagnostica, afferma Beatrice Agostini, responsabile Ufficio Restauri dell’Opera. Le attività saranno orientate alla conferma dei fenomeni di degrado quali alterazioni cromatiche, depositi superficiali e incrostazioni, alla verifica del quadro fessurativo e delle eventuali problematiche strutturali, nonché alla specifica definizione di metodologie operative differenziate in funzione dei materiali e delle specifiche condizioni conservative».

Un approccio modernamente improntato alle logiche della sostenibilità ha determinato anche il coinvolgimento, straordinario, della L.I.P.U. Percepito infatti dagli animali selvatici come una grande montagna di pietra, il complesso del Duomo fiorentino ospita numerose specie, da insetti come i grilli a uccelli come il colombaccio, il passero solitario, la rondine montana, i rondoni e la taccola. Le vere star però, ben note e amate dai fiorentini, sono i falchi pellegrini, gli animali più veloci del pianeta, che dagli anni 2000 nidificano nel complesso e nei cui confronti Opa ha attivato nel tempo, in collaborazione con L.I.P.U., misure speciali di salvaguardia. Nel caso del Campanile, dato che il ciclo riproduttivo di questi rapaci coincideva con i mesi di costruzione del cantiere, è stata realizzata una mappatura fotografica delle 149 buche pontaie della torre, che ha rivelato la presenza di una femmina in cova sul lato ovest. Allo scopo di non disturbarla, il montaggio dei ponteggi è stato riprogrammato, consentendo il buon esito della cova con la nascita e la crescita definitiva dei tre pulli.

Il falco pellegrino ha catturato una preda e dopo averla spennata la sta portando al nido. Courtesy e foto: Giovanni Ciattini

Realizzazione del ponteggio del cantiere di restauro del Campanile di Giotto, a Firenze. Courtesy di Opera di Santa del Fiore. Foto Fabio Muzzi

Elena Franzoia, 01 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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